Blog · Legionella e strutture ricettive
Cosa prevede la norma UNI EN ISO 11731 per il campionamento della legionella e perché un prelievo corretto è la base di un risultato affidabile.
Un'analisi della legionella vale quanto il campione su cui si fa. Se il prelievo è sbagliato, anche il miglior laboratorio restituisce un dato fuorviante. La norma UNI EN ISO 11731 serve proprio a questo: stabilire come si preleva l'acqua perché il risultato sia confrontabile e affidabile. Vediamo come funziona in pratica.
Capire le regole del campionamento non è solo materia per tecnici. Aiuta il gestore di una struttura a sapere cosa aspettarsi dal laboratorio, a leggere il referto con occhi più consapevoli e a non farsi tentare da soluzioni fai-da-te che producono numeri inutilizzabili.
La UNI EN ISO 11731 è il metodo di riferimento internazionale per il rilevamento e il conteggio della legionella nelle acque. Descrive sia la fase di laboratorio sia le regole per il campionamento delle acque.
Definisce quanti e quali punti prelevare, il volume necessario, come misurare la temperatura sul posto e come trattare il campione prima dell'analisi. È il linguaggio comune che permette di confrontare i risultati di laboratori diversi e nel tempo.
Proprio perché segue una norma riconosciuta, il referto di un laboratorio accreditato è difendibile davanti a un ente di controllo. Un dato ottenuto con metodi improvvisati, invece, non ha lo stesso valore probatorio.
La scelta del punto di prelievo non è casuale. Si privilegiano i punti più rappresentativi del rischio individuato nel piano di valutazione, non quelli più comodi da raggiungere.
L'idea guida è coprire sia la rete sia i punti d'uso, includendo le zone in cui l'acqua arriva più tiepida o ristagna di più. Un campionamento concentrato solo sui rubinetti facili rischia di mancare proprio i punti critici.
La norma distingue due tipi di prelievo, scelti in base a cosa si vuole sapere. Il getto iniziale fotografa la contaminazione del singolo punto d'uso (soffione, rubinetto). Il prelievo dopo flussaggio rappresenta invece la qualità della rete a monte.
Insieme al campione si misura la temperatura dell'acqua, dato fondamentale per interpretare il risultato.
| Tipo di prelievo | Cosa rappresenta |
|---|---|
| Getto iniziale | Contaminazione del punto d'uso |
| Dopo flussaggio | Qualità della rete a monte |
| Con temperatura | Condizioni di crescita del batterio |
Una volta prelevato, il campione non può attendere giorni a temperatura ambiente. La norma indica come conservarlo e in quanto tempo consegnarlo, perché ritardi e calore possono alterare il conteggio dei batteri.
Spesso il campione contiene anche tracce di disinfettante: in laboratorio o già al prelievo questo va neutralizzato, altrimenti continuerebbe ad agire sui batteri falsando il risultato verso il basso.
Il prelievo segue una sequenza precisa che va rispettata per non alterare il dato. Eccone i passaggi essenziali, che ritroverai dettagliati nei passi operativi più avanti.
Il valore di un'analisi legionella sta nella sua difendibilità. Solo un laboratorio accreditato secondo ISO 17025 garantisce che metodo, taratura e tracciabilità rispettino la norma, dando al referto un peso anche in sede di controllo.
Per questo il prelievo va affidato al pacchetto analisi legionella di un laboratorio accreditato. Chi vuole capire come si svolge in generale un prelievo a domicilio può leggere la guida su come prelevare un campione d'acqua, tenendo presente che per la legionella servono operatori e contenitori specifici.
Il numero dei punti e la frequenza dei prelievi non si decidono a caso: derivano dal Piano di Valutazione del Rischio Legionella, che è la cornice dentro cui il campionamento acquista senso.
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