Kit del laboratorio qualificato (metodi validati conformi a norme tecniche UNI EN ISO, EPA, ISTISAN) per privati e aziende a Siracusa. Referto utilizzabile per pratiche con ASP Siracusa ai sensi del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. (ammissibilità valutata dall'autorità competente).
Qualità acqua
Fonte
Campi pozzi di San Nicola e Dammusi e bacino dell'Anapo
ASP Siracusa
da soli
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Istruzioni incluse nel kit
Analisi in laboratorio
Metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN)
Rapporto di prova
Utilizzabile come documentazione tecnica per pratiche con ASL, HACCP e adempimenti normativi (ammissibilità valutata dall'autorità competente)
Pacchetti
Selezionati in base a: Cloruri, Conducibilità elettrica, Sodio.
Dati locali
Qualità acqua
ASL di riferimento
ASP Siracusa
Sicilia
Gestore servizio idrico
Aretusacque (dal 2026, subentrata a SIAM)
Normativa regionale
D.A. Regione Siciliana n. 221 dell'8/03/2023 (riorganizzazione dei controlli sulle acque destinate al consumo umano, GURS 24/03/2023)
+ D.Lgs. 18/2023
Approfondimento
Il quadro gestionale del servizio idrico a Siracusa è cambiato di recente. Per anni la città è stata servita da SIAM, che curava la produzione d'acqua dai campi pozzi di San Nicola e Dammusi e la distribuzione, con captazioni anche nel bacino del fiume Anapo. Dalla fine di giugno 2026 la gestione è passata ad Aretusacque, società mista partecipata al 51% dai comuni e al 49% da Acea, titolare di una concessione trentennale che riguarda progressivamente l'intera provincia; il personale SIAM è stato assorbito dal nuovo gestore.
Il problema più noto della rete siracusana sono le perdite idriche. Secondo uno studio di Utilitalia ripreso dalla stampa locale, Siracusa è tra le città italiane con le perdite più elevate, attorno al 67% dell'acqua immessa, anche per la vetustà di molte condotte. Nel maggio 2026 anche il capoluogo ha dovuto ricorrere alle autobotti, con i volontari della protezione civile impegnati a riempire serbatoi e contenitori: una scena che fino ad allora sembrava riguardare soprattutto le città dell'entroterra siciliano.
Nell'estate 2026 la rete ha continuato a mostrare fragilità: le cronache hanno riportato ripetute rotture della condotta di distribuzione DN 600 in località Bufalaro Basso, uno dei punti critici del sistema urbano, con interruzioni in diversi quartieri, da Ortigia alla Borgata. Il piano di investimenti del nuovo gestore punta proprio su riduzione delle perdite, rinnovo delle reti e depurazione.
Sul fronte della qualità, un nodo storico è la salinità. Secondo la stampa locale, decenni di prelievi intensivi legati all'area industriale hanno reso salmastra parte dell'acqua di falda, favorendo l'intrusione salina negli acquiferi costieri. Quando la falda si abbassa, l'acqua di mare tende a penetrare nell'acquifero e cloruri e conducibilità aumentano.
Con forniture a singhiozzo, molte famiglie si affidano a serbatoi e autoclavi: verificare periodicamente l'acqua accumulata, insieme a parametri come cloruri e conducibilità nelle zone costiere o per chi usa un pozzo privato, aiuta a capire che cosa arriva davvero al rubinetto.
Gestore, origine e valori pubblicati della rete del capoluogo sono nella scheda acqua del rubinetto a Siracusa.
Il capoluogo
A Siracusa la gestione del servizio idrico è cambiata di recente. Dal 2015 l'acquedotto cittadino era affidato a SIAM - Servizi Integrati Acque del Mediterraneo; dal 25 giugno 2026 il servizio idrico integrato è passato ad Aretusacque S.p.A., la nuova società a capitale misto pubblico-privato scelta per gestire l'ambito provinciale per i prossimi decenni. Il passaggio, slittato più volte con proroghe tecniche al precedente gestore, partirà da Siracusa per estendersi progressivamente agli altri comuni della provincia.
L'acqua distribuita in città proviene da pozzi che attingono alle falde dell'area siracusana, tra cui i campi pozzi di San Nicola e Dammusi. Un sistema basato quasi solo su acque sotterranee è sensibile all'andamento delle precipitazioni e al livello delle falde: nei piani del gestore e del Comune figurano infatti l'individuazione di nuovi pozzi, il miglioramento della qualità dell'acqua e interventi di efficientamento per alleggerire la pressione sulle falde.
Negli ultimi anni la città ha vissuto diverse fasi di emergenza idrica. Durante la siccità il Comune ha diffuso un vademecum con le regole per ridurre i consumi, e in più occasioni guasti agli impianti, compresi problemi di alimentazione elettrica ai sistemi di sollevamento, hanno provocato carenze d'acqua in diverse zone, con il servizio ripreso gradualmente dopo le riparazioni. Il nuovo gestore eredita quindi una rete con criticità note, tra perdite, discontinuità del servizio e necessità di investimenti.
Al rubinetto, chi vive a Siracusa dovrebbe prestare attenzione soprattutto a ciò che accade dopo interruzioni e riprese del servizio: torbidità temporanea, variazioni di gusto, cloro residuo. Molte abitazioni e attività utilizzano cisterne e serbatoi di accumulo per far fronte alle carenze: in questi casi è importante verificare periodicamente la qualità microbiologica dell'acqua accumulata e pulire i serbatoi, mentre nelle strutture ricettive va considerato il rischio Legionella. Chi usa pozzi privati deve farli analizzare a parte, includendo i sali disciolti.
Come lavoriamo
Laboratorio qualificato, metodi validati
Metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN). Referto utilizzabile per pratiche con ASP Siracusa ai sensi del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. (ammissibilità valutata dall'autorità competente).
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Risultati in 5-7 giorni lavorativi
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Supporto tecnico specializzato
Consulenza gratuita per interpretare i risultati e le azioni correttive.
FAQ
Dalla fine di giugno 2026 il servizio idrico del capoluogo è gestito da Aretusacque, società mista partecipata al 51% dai comuni e al 49% da Acea, che ha preso il posto di SIAM con una concessione trentennale destinata a estendersi a tutta la provincia. Il personale del precedente gestore è stato assorbito dalla nuova società.
Secondo Utilitalia Siracusa è tra le città italiane con le maggiori perdite di rete, attorno al 67%, anche per la vetustà delle condotte. A questo si aggiungono guasti ricorrenti, come le rotture della condotta DN 600 a Bufalaro Basso nell'estate 2026, e falde sotto pressione: nel maggio 2026 anche il capoluogo ha dovuto ricorrere alle autobotti.
Quando la falda costiera viene sfruttata troppo, il suo livello scende e l'acqua di mare penetra nell'acquifero, rendendo l'acqua salmastra. Nel Siracusano decenni di prelievi legati all'area industriale hanno favorito il fenomeno, che si riconosce da valori elevati di cloruri e conducibilità.
Ordini il kit online, lo ricevi a Siracusa in 24-48h, prelevi il campione seguendo le istruzioni incluse, rispedisci al laboratorio con il corriere prepagato. Ricevi il rapporto di prova in 5-7 giorni lavorativi via email.
Il nostro laboratorio opera con metodi validati conformi a norme tecniche. Il rapporto di prova può essere utilizzato come documentazione tecnica a supporto di autocontrolli, pratiche HACCP e interlocuzioni con ASP Siracusa, nei limiti delle prove eseguite e in relazione alla normativa D.A. Regione Siciliana n. 221 dell'8/03/2023 (riorganizzazione dei controlli sulle acque destinate al consumo umano, GURS 24/03/2023); l'ammissibilità è valutata dall'autorità competente.
I prezzi partono da 104€ per l'analisi base. Per Siracusa consigliamo l'analisi standard a 255€ che include i parametri del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. IVA esclusa. Spedizione gratuita in tutta Italia inclusa Sicilia.
No. Il kit include tutto il necessario per il prelievo e il reso. Spedisci il campione con il corriere prepagato incluso nel kit. Nessuno spostamento necessario da Siracusa.
L'acqua distribuita in città proviene da pozzi che attingono alle falde sotterranee dell'area siracusana, tra cui i campi pozzi di San Nicola e Dammusi. Per questo il sistema è sensibile alla siccità e al livello delle falde, e tra gli obiettivi indicati da gestore e Comune ci sono nuovi pozzi e una minore pressione sulle falde.
Le carenze sono legate sia alla siccità, durante la quale il Comune ha diffuso un vademecum per ridurre i consumi, sia a guasti agli impianti, inclusi problemi di alimentazione elettrica ai sistemi di sollevamento. Dopo ogni interruzione il servizio riprende gradualmente e l'acqua può presentare temporanee variazioni di aspetto o di gusto.
L'acqua che resta ferma in cisterne e serbatoi può peggiorare dal punto di vista microbiologico, soprattutto con il caldo. È consigliabile pulire periodicamente il serbatoio e far analizzare l'acqua prelevata a valle dell'accumulo per i parametri microbiologici, la torbidità e il cloro residuo. Nelle strutture ricettive conviene includere la ricerca di Legionella.
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