Un depuratore domestico risolve solo i problemi per cui è progettato: il carbone attivo toglie il sapore di cloro ma non i nitrati, l'addolcitore elimina il calcare ma non i batteri, la lampada UV inattiva i batteri ma non tocca metalli e PFAS. Per scegliere bisogna partire da cosa c'è davvero nella tua acqua, non dalla tecnologia più pubblicizzata.
In questa sezione trovi 16 schede tecniche dei dispositivi più diffusi e 4 guide pratiche. Per ciascun dispositivo: come funziona, cosa rimuove e cosa no, fasce di prezzo di mercato indicative, costi di manutenzione e riferimenti (D.M. 25/2012, Regolamento UE 10/2011, certificazioni NSF/ANSI).
| Problema misurato | Tecnologia adatta | Cosa non risolve |
|---|---|---|
| Sapore o odore di cloro | Carbone attivo (caraffa o sotto-lavello) | Nitrati, durezza, batteri |
| Calcare, durezza elevata | Addolcitore a scambio ionico | Batteri, nitrati, PFAS; aumenta il sodio |
| Nitrati, arsenico, PFAS, sali disciolti | Osmosi inversa al punto d'uso | Ricrescita batterica se la manutenzione viene trascurata |
| Batteri in acqua di pozzo | Lampada UV-C su acqua limpida | Metalli, nitrati, sostanze chimiche |
| Ferro e manganese (acqua rossastra) | Filtro deferrizzatore-demanganizzatore | Batteri, nitrati |
Per la durezza puoi partire dal calcolatore della durezza; per i principi fisici delle membrane vedi le schede sulle membrane di filtrazione. 123Acqua non vende né installa dispositivi: ecco perché un laboratorio indipendente non vende filtri.
Quando serve davvero un addolcitore, come dimensionarlo su durezza e consumi, quale rigenerazione preferire, a quanti °F regolare l'acqua in uscita e quali documenti chiedere all'installatore.
Quanto costa un’osmosi inversa sotto lavello: stadi, pompa, rapporto di scarto, ricambi e documenti del D.M. 25/2012. Come calcolare il costo su 5 anni e quando l’analisi dice che non serve.
Guida operativa alla selezione di un sistema di disinfezione a raggi ultravioletti per acqua potabile domestica: criteri di dimensionamento (portata in gpm o L/min), distinzione fra NSF/ANSI 55 Classe A (40 mJ/cm², potabilizzazione completa) e Classe B (16 mJ/cm², riduzione supplementare), requisiti di pre-filtrazione (sediment 5 µm e trasmissività UV-T a 254 nm > 75%), gestione della lampada germicida a bassa pressione (vita utile ~9.000 ore = 12 mesi continui), sensore di intensità con allarme, sicurezza della camera in quarzo. Indicazioni operative su quando l'UV ha senso (pozzo con E.coli storico, agriturismo, seconda casa) e quando non basta (Cryptosporidium richiede dose UV elevata, alcuni virus enterici).
La membrana di un’osmosi domestica dura in genere 2–3 anni, ma si cambia quando lo dicono le misure: reiezione dei sali, portata e prefiltri. Come controllarla in casa e quando serve un’analisi.
Filtrazione gravitazionale a doppio stadio: il particolato grossolano e il cloro libero vengono adsorbiti dal carbone attivo granulare, mentre gli ioni di durezza (Ca²⁺, Mg²⁺) e tracce di metalli sono trattenuti da resine a scambio ionico in forma sodica o idrogeno.
Filtrazione in pressione attraverso una o più cartucce di carbone attivo (granulare GAC o estruso a blocco CTO) installate sotto il lavello e dedicate a un rubinetto separato. L'acqua di rete attraversa il letto di carbone, dove le molecole organiche vengono trattenute per adsorbimento fisico e chimico.
Separazione molecolare attraverso membrana semipermeabile in poliammide a film sottile (TFC) sotto pressione di rete (3–6 bar) o assistita da pompa booster. Permea solo acqua e molecole inferiori a circa 100 Dalton; sali, nitrati, arsenico, PFAS e metalli pesanti restano nel concentrato e vengono inviati allo scarico.
Distillazione termica: l'acqua viene portata a ebollizione in una caldaia (resistenza elettrica), il vapore risale, attraversa un condotto di sfogo dei composti organici volatili (VOC) e si condensa in un serbatoio raccoglitore. I sali e i contaminanti non volatili restano nella caldaia.
Filtrazione in linea inserita fra braccio doccia e soffione: l'acqua attraversa una cartuccia con lega rame-zinco KDF-55 (riduzione redox del cloro libero a cloruri) e/o un letto di acido ascorbico (vitamina C) che neutralizza chimicamente cloro e cloramine.
Scambio ionico su resine cationiche forti in forma sodica: gli ioni Ca²⁺ e Mg²⁺ responsabili della durezza vengono trattenuti dalla resina rilasciando ioni Na⁺ in soluzione. La rigenerazione periodica con salamoia (NaCl) ripristina la resina.
Disinfezione fisica per irraggiamento ultravioletto a 254 nm: i fotoni UV-C danneggiano il DNA e l'RNA dei microrganismi, impedendo la replicazione. La dose di esercizio è espressa in mJ/cm² ed è proporzionale a intensità della lampada e tempo di contatto.
Inserto in linea fra flessibile e doccetta a getto regolabile (gun shower) contenente acido ascorbico in polvere o gel: il cloro libero e le cloramine reagiscono con la vitamina C riducendosi a cloruro innocuo. L'esposizione cutanea al cloro residuo viene azzerata.
Ossidazione catalitica di ferro disciolto (Fe²⁺) e manganese (Mn²⁺) in forma insolubile (Fe(OH)₃, MnO₂) attraverso letto di sabbia verde (greensand) o pirolusite, con rigenerazione periodica con permanganato di potassio o aria compressa. Il particolato ossidato viene trattenuto e poi scaricato in controlavaggio.
Disinfezione chimica in continuo: una cella elettrolitica produce ipoclorito di sodio diluito a partire da una salamoia di NaCl, dosandolo nell'acqua di stoccaggio o di rete. L'effetto disinfettante è esercitato dal cloro libero residuo prodotto in situ, evitando trasporto e stoccaggio di chimici pericolosi.
Famiglia di dispositivi che applicano un campo magnetico permanente, un campo elettromagnetico alternato o impulsi a radiofrequenza alle tubazioni con l'intento di modificare la cristallizzazione del carbonato di calcio (CaCO₃) — favorendo la forma aragonite (meno aderente) rispetto alla calcite (incrostante). Sotto la stessa etichetta commerciale "antitartaro fisico" rientrano tre tecnologie con basi scientifiche molto diverse: magneti permanenti applicati esternamente al tubo, dispositivi elettronici a induzione (bobine avvolte sul tubo, alimentate da centralina elettronica) e sistemi TAC (Template Assisted Crystallization), che NON sono magnetici ma cartucce in pressione contenenti microsfere a nuclei polimerici dove la durezza precipita in micro-cristalli stabili. Il D.M. 25/2012 li classifica come trattamenti fisici di condizionamento: nessuno di essi rimuove calcio o magnesio dall'acqua.
Dispositivo elettrolitico da banco o sotto-lavello che applica corrente continua a una cella con piastre di titanio rivestito di platino, separate da una membrana a scambio ionico. L'elettrolisi separa l'acqua in due flussi: al catodo si raccoglie acqua alcalina (pH 8,5–10) con eccesso di ioni OH⁻ e idrogeno disciolto, all'anodo acqua acidula (pH 4–6) con cloro e ossigeno. Quasi tutti i modelli integrano a monte un pre-filtro a carbone attivo per ridurre cloro e particolato. Il dispositivo è commercializzato con claim salutistici ("acqua antiossidante", "acqua anti-età", "alcalinizzante del pH corporeo", "acqua microclusterizzata") che esulano dalla funzione di trattamento dell'acqua destinata al consumo umano disciplinata dal D.M. 25/2012.
Apparecchio da banco che riproduce il ciclo termico della distillazione: una caldaia in acciaio inossidabile porta l'acqua a ebollizione, il vapore sale attraverso un condensatore raffreddato (a ventola aria nei modelli da banco, ad acqua nei modelli più grandi) e si ricondensa in una caraffa di raccolta. Tutto ciò che non è volatile alla temperatura di ebollizione dell'acqua (sali, durezza, metalli, microrganismi, particolato) resta nella caldaia come residuo concentrato. Una piccola frazione di composti più volatili dell'acqua può però passare nel vapore: per questo i modelli ben progettati integrano un filtro a carbone attivo post-condensa che adsorbe VOC e residui volatili residui.
Dispositivo da banco o bottiglia portatile che, attraverso una cella elettrolitica con elettrodi in titanio platinato e membrana a scambio protonico (PEM/SPE), genera idrogeno molecolare (H₂) disciolto nell'acqua portando la concentrazione tipica a 0,5–1,6 mg/L (ppm) per pochi minuti dopo l'erogazione. La cella PEM separa H₂ al catodo da O₂ all'anodo, evitando la contaminazione con cloro libero tipica degli ionizzatori alcalini tradizionali. A differenza dello ionizzatore, l'erogatore H₂ non altera in modo significativo il pH e si concentra esclusivamente sul claim "idrogeno antiossidante". Il dispositivo è commercializzato con promesse salutistiche — riduzione dello stress ossidativo, effetto anti-età, recupero sportivo, supporto a patologie infiammatorie e neurodegenerative — che esulano dalla funzione di trattamento dell'acqua disciplinata dal D.M. 25/2012 e non sono autorizzate come claim ai sensi del Regolamento UE 1924/2006.
Cartuccia filtrante a carbone attivo (granulare GAC o estruso a blocco CTO) alloggiata internamente o esternamente al frigorifero e collegata in linea con la valvola di alimentazione del dispenser di acqua refrigerata e del produttore di ghiaccio. L'acqua di rete attraversa in pressione il letto di carbone prima di raggiungere il serbatoio interno o l'ugello erogatore. La cartuccia ha tipicamente capacità nominale di 1.500–9.000 litri (200–750 litri per i modelli compatti) ed è progettata per un intervallo di sostituzione di 6 mesi indipendentemente dal volume effettivo. È un trattamento POU di tipo "passivo" specifico per l'elettrodomestico, distinto dai sistemi sotto-lavello centralizzati.
Dispositivo in linea installato a monte di caldaie, scaldabagni elettrici, lavatrici, lavastoviglie o intere derivazioni di acqua calda sanitaria. Combina due funzioni: filtrazione meccanica di sedimenti (sabbia, ruggine, particolato grossolano >50–80 µm, talvolta a 25 µm) tramite cartuccia lavabile in rete inox o calza polipropilene, e dosaggio controllato di polifosfati alimentari (esametafosfato di sodio o polifosfato di sodio) che formano complessi solubili con gli ioni Ca²⁺ e Mg²⁺, ritardando la precipitazione del carbonato di calcio sulle superfici calde (scambiatori, resistenze, serpentine). Il polifosfato passa in soluzione a dosaggi tipici di 2–5 mg/L (limite D.Lgs. 18/2023 per uso destinato al consumo umano: 5 mg/L di P₂O₅). NON è un addolcitore: la durezza in uscita resta praticamente invariata, ma il calcio viene "sequestrato" temporaneamente in forma solubile per il tempo necessario al transito attraverso gli elettrodomestici.
Un dispositivo installato non è una garanzia: cartucce esauste e membrane da cambiare possono peggiorare l'acqua invece di migliorarla. L'analisi di verifica filtro misura sali, durezza, nitrati, metalli e carica batterica dell'acqua trattata. Con il calcolatore puoi invece stimare se il depuratore conviene rispetto alle bottiglie.