Generatore anti-batterico a elettroclorazione in situ
Disinfezione chimica in continuo: una cella elettrolitica produce ipoclorito di sodio diluito a partire da una salamoia di NaCl, dosandolo nell'acqua di stoccaggio o di rete. L'effetto disinfettante è esercitato dal cloro libero residuo prodotto in situ, evitando trasporto e stoccaggio di chimici pericolosi.
Cosa rimuove
- Batteri (E. coli, coliformi, enterococchi)
- Virus a base lipidica
- Carica eterotrofa a 22 °C
- Biofilm in serbatoi e reti
Cosa NON rimuove
- Sali disciolti, nitrati, arsenico, PFAS
- Durezza
- Metalli pesanti
- Sostanze chimiche in genere
- Cisti di Cryptosporidium (resistenti al cloro a dosaggi domestici)
Vita utile
60–84 mesi la cella elettrolitica, 240+ mesi il corpo
Costo annuo manutenzione
50–150 €/anno (sale alimentare + controlli sonda)
Come funziona
Il generatore anti-batterico a elettroclorazione produce in situ ipoclorito di sodio (NaClO) attraverso elettrolisi di una salamoia diluita di NaCl. La cella elettrolitica è composta da elettrodi in titanio rivestito di ossidi misti (MMO) immersi in una soluzione salina; il passaggio di corrente continua scinde il cloruro in cloro libero attivo, che viene immediatamente diluito e iniettato nella linea acqua. Il dosaggio è regolato in funzione della portata (con sonda redox o ORP) per mantenere un cloro libero residuo target di 0,2–0,5 mg/L, in linea con i limiti del D.Lgs. 18/2023 (recepimento Direttiva UE 2020/2184).
Il vantaggio principale rispetto alla clorazione tradizionale con ipoclorito commerciale è l'assenza di stoccaggio di chimici pericolosi (l'ipoclorito al 14% è classificato corrosivo) e la freschezza del disinfettante prodotto, che evita la decomposizione tipica dei prodotti commerciali invecchiati. Lo svantaggio è il consumo energetico (10–25 W per kg di cloro prodotto) e la generazione collaterale di sottoprodotti come clorati e perclorati, da monitorare nei sistemi residenziali multi-utenza.
Cosa rimuove e cosa NO
L'elettroclorazione è una tecnologia di disinfezione: agisce sui microrganismi e mantiene un effetto residuo nella rete, ma non rimuove inquinanti chimici.
- Rimuove molto bene: batteri, virus a base lipidica, biofilm.
- Rimuove parzialmente: virus non lipidici (norovirus), spore (con dose elevata).
- Non rimuove: cisti di Cryptosporidium e Giardia (resistenti al cloro a dosaggi domestici), nitrati, arsenico, PFAS, durezza, metalli pesanti.
- Genera sottoprodotti: trialometani (THM) in presenza di sostanze umiche; clorati e perclorati nella cella se mal manutentuta.
Come scegliere
Il generatore a elettroclorazione è indicato per acque di pozzo destinate ad accumulo (serbatoi pensili, condomini, agriturismi, bar e ristoranti con autonomia idrica), o per acque di rete con sospetta contaminazione retrograda nei serbatoi. Va dimensionato sulla portata di punta e sulla domanda di cloro dell'acqua (prove di trattabilità). Vanno preferiti modelli con sonda ORP o cloro libero in feedback automatico, allarme di malfunzionamento e by-pass di emergenza. La conformità al D.M. 25/2012 è obbligatoria; cella e tubazioni devono essere certificate Reg. UE 10/2011.
Manutenzione
La manutenzione include: ricarica del sale alimentare (purezza 99,7%, mai sale iodato), pulizia trimestrale della cella elettrolitica con acido citrico al 3% per rimuovere depositi di calcio, verifica settimanale del cloro libero residuo con kit DPD (target 0,2–0,5 mg/L), taratura semestrale della sonda ORP, sostituzione della cella elettrolitica a fine vita (rivestimento MMO esaurito, 5–7 anni). Mai dosare ipoclorito commerciale parallelamente al generatore: rischio di sovradosaggio e formazione di THM.
Costi su 5 anni
L'investimento iniziale è di 800–2.200 € installato. La manutenzione su cinque anni costa 350–800 € (sale + acido citrico + manodopera). Il consumo energetico è 0,5–1,5 kWh/m³ trattato, equivalente a 30–80 €/anno per famiglia. TCO complessivo 1.500–3.500 €.
Errori frequenti
Errori frequenti: dosaggio in continuo senza monitoraggio del cloro residuo (sovra- o sotto-dosaggio), uso su acque ricche di sostanze umiche senza pre-trattamento (formazione di THM), salamoia con sale iodato o impuro (deterioramento della cella), assenza di sanificazione periodica del serbatoio di accumulo a valle. Errore particolarmente grave: aspettarsi che l'elettroclorazione "potabilizzi" un'acqua chimicamente non conforme: il cloro non rimuove nitrati, arsenico, PFAS o metalli.
Conformità D.M. 25/2012
L'elettroclorazione è disciplinata dal D.M. 25/2012 fra i trattamenti chimici ammessi sull'acqua destinata al consumo umano, in coerenza con il D.Lgs. 18/2023 che fissa il limite di cloro libero residuo a 0,2–0,5 mg/L all'utenza. Cella e tubazioni a contatto devono essere conformi al Regolamento UE 10/2011. L'installatore deve rilasciare dichiarazione di conformità con specifica di portata, dosaggio target, sistema di controllo. Va monitorata la formazione di sottoprodotti (THM, clorati) nei controlli annuali ASL.
Cosa misurare con analisi
Prima dell'installazione l'analisi deve includere carica batterica eterotrofa a 22 °C e a 37 °C, E. coli e coliformi, sostanze umiche (per valutare rischio THM), bromuri (precursori di bromato), pH e alcalinità. Dopo l'installazione, l'autocontrollo settimanale di cloro libero residuo e mensile di carica batterica è essenziale per verificare la corretta gestione. Annualmente vanno misurati THM totali e clorati nei punti più lontani della rete.
Programma di manutenzione
| Componente | Intervallo | Costo indicativo |
|---|---|---|
| Sale alimentare per cella | Ricarica ogni 30–90 giorni | 6–12 € ogni 25 kg |
| Pulizia cella elettrolitica | Trimestrale (acido citrico) | Trascurabile |
| Sostituzione cella elettrolitica | Ogni 5–7 anni | 200–500 € |
| Verifica cloro libero residuo | Settimanale (kit DPD) | 15 € il kit |
Certificazioni e conformità
D.M. 25/2012
Ministero della Salute
Disposizioni tecniche concernenti apparecchiature finalizzate al trattamento dell'acqua destinata al consumo umano
Regolamento UE 10/2011
Commissione Europea
Materiali e oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-03. Redazione tecnica 123Acqua — Laboratorio Accreditato ISO/IEC 17025. Riferimenti: D.M. 25/2012, Regolamento UE 10/2011, NSF/ANSI 42, 53, 55 e 58.