Kit del laboratorio qualificato (metodi validati conformi a norme tecniche UNI EN ISO, EPA, ISTISAN) per privati e aziende a Genova. Referto utilizzabile per pratiche con ASL 3 Genovese ai sensi del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. (ammissibilità valutata dall'autorità competente).
Qualità acqua
Fonte
Invasi del Brugneto (Val Trebbia) e di Val Noci (Val Scrivia), acquedotti storici
ASL 3 Genovese
da soli
70€
Come funziona
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Kit spedito in 24-48h
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Istruzioni incluse nel kit
Analisi in laboratorio
Metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN)
Rapporto di prova
Utilizzabile come documentazione tecnica per pratiche con ASL, HACCP e adempimenti normativi (ammissibilità valutata dall'autorità competente)
Pacchetti
Selezionati in base a: Torbidità, Piombo, Disinfettante residuo.
Approfondimento
L'approvvigionamento idrico di Genova poggia su un sistema di invasi artificiali nell'entroterra appenninico, affiancati da acquedotti storici. Il servizio idrico integrato dell'ambito genovese (ATO Centro Est) è affidato a IRETI S.p.A., società del Gruppo Iren, che opera tramite diverse società operative tra cui Iren Acqua.
L'opera principale è la diga del Brugneto, in Val Trebbia, costruita tra il 1956 e il 1959 per volontà del Comune di Genova. Il nuovo acquedotto pubblico nacque perché gli acquedotti privati di fine Ottocento, il Nicolay e il De Ferrari Galliera, non bastavano più a servire una città in forte crescita e il grande stabilimento siderurgico di Cornigliano. Le acque del Brugneto sono ancora oggi destinate all'approvvigionamento della città.
Il secondo invaso storico è il lago di Val Noci, in alta Val Scrivia nel territorio di Montoggio: la diga fu realizzata a partire dagli anni Venti del Novecento per servire l'acquedotto della "Grande Genova" ed è gestita da Iren Acqua, con il Comune di Genova concessionario. Dipendere da bacini superficiali rende la città sensibile alla siccità: già nel novembre 1983 la stampa descriveva il Brugneto quasi asciutto e ancora nel 2023 una mozione del Consiglio comunale ha richiamato la sofferenza idrica dell'invaso.
Sul fronte qualità, la carta del servizio dell'ambito genovese ricorda che il gestore monitora il piombo in rete (il documento riporta, per il 2010, 834 determinazioni sotto i limiti) e che risponde della qualità fino alla valvola stradale: oltre quel punto conta lo stato delle tubature dell'edificio. La stessa carta segnala che, alla ripresa dell'erogazione dopo lavori, possono verificarsi temporanei fenomeni locali di torbidità, che si risolvono rapidamente.
Nei palazzi storici del centro, con impianti interni datati, un'analisi al rubinetto può aiutare a escludere la cessione di metalli come il piombo dalle tubazioni dopo il contatore: è proprio il tratto di rete per cui il gestore, come ricorda la carta del servizio, non può rispondere direttamente, perché dipende dalla manutenzione dell'edificio.
Gestore, origine e valori pubblicati della rete del capoluogo sono nella scheda acqua del rubinetto a Genova.
Il capoluogo
A Genova il servizio idrico è gestito da IRETI, società del Gruppo Iren. A differenza di molte città che si affidano soprattutto alle falde, Genova dipende in larga parte da acque superficiali raccolte in invasi artificiali nell'entroterra appenninico, che poi vengono trattate in impianti di potabilizzazione prima di entrare in rete.
Il serbatoio principale è il lago del Brugneto, in alta val Trebbia, oggi la più grande riserva idrica della Liguria. Accanto a questo, la città utilizza il lago della Busalletta, che alimenta lo storico Acquedotto Nicolay insieme alla presa sul torrente Scrivia, con trattamento nell'impianto di Mignanego, e l'invaso di Val Noci, che fino agli anni Cinquanta è stato la principale fonte dell'acquedotto cittadino. Tra gli impianti più importanti c'è il potabilizzatore di Prato, con vasche di decantazione, filtrazione rapida a sabbia e disinfezione finale con ipoclorito di sodio.
Proprio la dipendenza dagli invasi rende la disponibilità d'acqua sensibile alle annate siccitose. Nell'estate 2026 il livello del Brugneto è sceso sotto la media stagionale, mentre i comuni piacentini della val Trebbia chiedevano di aumentare i rilasci verso valle: un confronto che riguarda la gestione della risorsa più che la sua qualità. Sul fronte domestico, l'episodio più comune è la torbidità temporanea: il gestore stesso segnala che, alla riapertura delle condotte dopo lavori di manutenzione, l'acqua può risultare torbida per alcune ore prima di tornare limpida.
Per chi vive a Genova ha quindi senso controllare al rubinetto i parametri legati al trattamento delle acque superficiali, come il cloro residuo e i suoi sottoprodotti, e verificare torbidità, ferro e manganese se l'acqua si presenta colorata dopo interventi sulla rete. Negli edifici storici con tubazioni datate è utile un controllo dei metalli rilasciati dall'impianto interno, mentre hotel, strutture sanitarie e condomini con serbatoi di accumulo dovrebbero inserire la Legionella nei controlli periodici.
Come lavoriamo
Laboratorio qualificato, metodi validati
Metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN). Referto utilizzabile per pratiche con ASL 3 Genovese ai sensi del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. (ammissibilità valutata dall'autorità competente).
Spedizione gratuita
Kit consegnato in 24-48h. Reso con corriere prepagato incluso.
Risultati in 5-7 giorni lavorativi
Rapporto di prova in PDF firmato digitalmente, inviato via email. Archivio digitale incluso.
Supporto tecnico specializzato
Consulenza gratuita per interpretare i risultati e le azioni correttive.
FAQ
Le principali riserve sono due invasi artificiali dell'entroterra: il lago del Brugneto in Val Trebbia, la cui diga fu costruita tra il 1956 e il 1959, e il lago di Val Noci in alta Val Scrivia, con una diga avviata negli anni Venti per l'acquedotto della Grande Genova. A questi si affiancano gli acquedotti storici nati a fine Ottocento.
Il servizio idrico integrato dell'ambito genovese è affidato a IRETI S.p.A., del Gruppo Iren, che opera tramite società come Iren Acqua. La diga di Val Noci, ad esempio, è gestita da Iren Acqua con il Comune di Genova come concessionario. Il gestore risponde della qualità dell'acqua fino alla valvola stradale; dopo conta l'impianto dell'edificio.
La carta del servizio dell'ambito genovese spiega che, quando l'erogazione riprende dopo interventi di manutenzione sulla rete, possono verificarsi temporanei fenomeni locali di torbidità che si risolvono in breve tempo. Se la torbidità persiste o riguarda solo il proprio stabile, è utile segnalarlo al gestore e valutare le condizioni dell'impianto interno.
Ordini il kit online, lo ricevi a Genova in 24-48h, prelevi il campione seguendo le istruzioni incluse, rispedisci al laboratorio con il corriere prepagato. Ricevi il rapporto di prova in 5-7 giorni lavorativi via email.
Il nostro laboratorio opera con metodi validati conformi a norme tecniche. Il rapporto di prova può essere utilizzato come documentazione tecnica a supporto di autocontrolli, pratiche HACCP e interlocuzioni con ASL 3 Genovese, nei limiti delle prove eseguite; l'ammissibilità è valutata dall'autorità competente.
I prezzi partono da 104€ per l'analisi base. Per Genova consigliamo l'analisi standard a 255€ che include i parametri del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. IVA esclusa. Spedizione gratuita in tutta Italia inclusa Liguria.
No. Il kit include tutto il necessario per il prelievo e il reso. Spedisci il campione con il corriere prepagato incluso nel kit. Nessuno spostamento necessario da Genova.
Gran parte dell'acqua di Genova proviene da invasi artificiali nell'entroterra: il principale è il lago del Brugneto, la più grande riserva idrica della Liguria, affiancato dalla Busalletta, che alimenta l'Acquedotto Nicolay insieme al torrente Scrivia, e dall'invaso di Val Noci. Le acque vengono trattate in impianti di potabilizzazione come quello di Prato prima della distribuzione.
Sì, soprattutto sulla disponibilità. Dipendendo in buona parte da invasi alimentati dalle piogge, nelle estati secche il livello dei laghi scende: nel 2026 il Brugneto è risultato sotto la media stagionale mentre i comuni piacentini chiedevano maggiori rilasci. Le acque restano comunque trattate e controllate prima della distribuzione.
Comuni della provincia
Nei 7 comuni censiti della provincia operano 5 gestori del servizio idrico: IRETI, IRETI (Gruppo Iren), Gruppo Iren, IRETI S.p.A. (Iren Acqua), Iren Acqua Tigullio S.p.A. (Gruppo Iren). Fonte di approvvigionamento e parametri da verificare cambiano da comune a comune.
| Comune | Gestore | Fonte | Parametri da verificare |
|---|---|---|---|
| Rapallo | IRETI | Rete acquedottistica IRETI del Tigullio | PFAS (monitoraggio), cloro residuo, metalli da impianto interno |
| Chiavari | IRETI | Campo pozzi di Chiavari e rete di adduzione del Tigullio (interconnessione con l'acquedotto dell'Entella) | durezza, cloro residuo, metalli da tubazioni interne |
| Sestri Levante | IRETI (Gruppo Iren) | Sorgenti delle valli Gromolo, Graveglia e Petronio e pozzi nelle falde profonde di Gromolo e Petronio | cromo VI (monitoraggio), cromo totale, Legionella (impianti interni) |
| Lavagna | Gruppo Iren | Acquedotto del Tigullio gestito dal gruppo Iren | torbidità, parametri microbiologici dopo eventi alluvionali, Legionella (impianti interni) |
| Arenzano | IRETI (Gruppo Iren) | Acque superficiali captate a Vallescura e sorgenti Ruggi, Sisaee e Persico (serbatoi della Bardella e del Curlo) | torbidità (captazioni superficiali dopo piogge intense), durezza, piombo (impianti interni datati) |
| Recco | IRETI S.p.A. (Iren Acqua) | Pozzi nella zona retrostante il Vastato e rete interconnessa del Golfo Paradiso | torbidità (dopo lavori), ferro, piombo (impianti interni datati) |
| Santa Margherita Ligure | Iren Acqua Tigullio S.p.A. (Gruppo Iren) | Rete del comprensorio del Tigullio gestita da Iren Acqua Tigullio (fonti miste: sorgenti, acque superficiali e sotterranee) | parametri microbiologici (serbatoi e impianti interni), cloro residuo, piombo (impianti interni datati) |
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