Modello di verbale di prelievo acqua
Le voci di un verbale di prelievo completo, con riferimento alle norme della serie UNI EN ISO 5667 e alla UNI EN ISO 19458: identificazione del punto, modalità di prelievo, conservazione, trasporto e catena di custodia.
A chi è utile
Tecnici prelevatori, RSPP, responsabili qualità, periti, consulenti
A cosa serve il verbale di prelievo
Un risultato di laboratorio vale quanto il campione da cui nasce. Il verbale di prelievo documenta dove, quando, come e da chi è stato prelevato il campione, e come è arrivato al laboratorio. Senza queste informazioni è difficile confrontare risultati nel tempo o difendere un dato in caso di contestazione.
Le norme tecniche di riferimento sono la serie UNI EN ISO 5667 (campionamento delle acque), in particolare le parti 1, 3 e 5, e la UNI EN ISO 19458 per il campionamento destinato alle analisi microbiologiche. Per la Legionella si fa riferimento anche alla UNI EN ISO 11731 e alle Linee guida nazionali del 2015.
Le sezioni del verbale
| Sezione | Campi da compilare |
|---|---|
| 1. Committente | Ragione sociale o nome, indirizzo del sito, referente e contatti |
| 2. Identificazione del punto | Codice univoco del punto, descrizione (es. “doccia camera 214, 2° piano”), tipo di terminale, eventuale foto, riferimento alla planimetria |
| 3. Tipo di acqua | Fredda, calda, miscelata; rete, pozzo, serbatoio; a monte o a valle di trattamenti |
| 4. Scopo del prelievo | Controllo di routine, verifica dopo intervento, indagine su segnalazione, campionamento Legionella |
| 5. Modalità di prelievo | Primo getto o dopo scorrimento (con durata), rimozione del rompigetto, eventuale disinfezione del terminale, volume prelevato |
| 6. Misure in campo | Temperatura dell’acqua (e tempo per raggiungerla), cloro residuo se pertinente, aspetto, odore |
| 7. Contenitori | Tipo e numero di contenitori per ciascuna analisi, presenza di tiosolfato o altri conservanti, etichettatura |
| 8. Strumenti | Termometro o altri strumenti usati e loro identificativo di taratura |
| 9. Conservazione e trasporto | Refrigerazione, temperatura durante il trasporto, data e ora di consegna |
| 10. Catena di custodia | Firme di chi preleva, chi trasporta, chi riceve in laboratorio, con data e ora |
| 11. Anomalie e osservazioni | Lavori in corso, terminale poco usato, acqua torbida, deviazioni dalla procedura |
Primo getto o dopo scorrimento?
La scelta dipende da cosa vuoi sapere e va sempre scritta nel verbale, perché cambia molto il risultato:
| Modalità | Cosa rappresenta | Usata per |
|---|---|---|
| Primo getto, senza scorrimento | L’acqua rimasta ferma nel terminale e nell’ultimo tratto di tubo | Esposizione reale dell’utente (es. Legionella da doccia), metalli rilasciati da rubinetti e raccordi |
| Dopo scorrimento | L’acqua della rete di distribuzione | Qualità dell’acqua che arriva all’edificio o circola nell’impianto |
Attenzioni per i campioni microbiologici
- Contenitori sterili forniti dal laboratorio, con tiosolfato di sodio se l’acqua contiene cloro.
- Non sciacquare il contenitore e non toccare l’interno o il tappo.
- Se previsto dallo scopo, disinfettare la bocca del rubinetto prima del prelievo.
- Lasciare lo spazio di testa indicato dal laboratorio.
- Refrigerare e consegnare nei tempi indicati dalla UNI EN ISO 19458 e dal laboratorio.
Catena di custodia
La catena di custodia è la sequenza documentata dei passaggi del campione: chi lo ha prelevato, chi lo ha trasportato e in quali condizioni, chi lo ha ricevuto in laboratorio e quando. Ogni passaggio va firmato con data e ora. Interruzioni o tempi troppo lunghi vanno annotati: il laboratorio li riporterà nel rapporto di prova.
Errori frequenti da evitare
- Punti descritti in modo vago (“bagno piano terra”) che non si ritrovano al controllo successivo.
- Non indicare se il prelievo è stato fatto al primo getto o dopo scorrimento.
- Usare contenitori non forniti dal laboratorio.
- Lasciare i campioni al caldo o consegnarli in ritardo.
- Compilare il verbale a posteriori.
Come leggere poi i risultati è spiegato nella guida alla lettura del referto.
Domande frequenti
Il verbale di prelievo è obbligatorio?
Per i controlli ufficiali e per molti piani di autocontrollo è parte della documentazione richiesta. Anche quando non è obbligatorio, è il modo più semplice per rendere confrontabili i risultati nel tempo.
Posso prelevare il campione da solo?
Per i controlli domestici sì, seguendo le istruzioni del kit. Per i piani di autocontrollo di attività e strutture conviene affidarsi a personale formato o seguire una procedura scritta.
Quanto tempo ho per consegnare il campione?
Dipende dalle analisi: per la microbiologia i tempi sono brevi e il campione va tenuto refrigerato. Segui le indicazioni del laboratorio.
Riferimenti normativi
- UNI EN ISO 5667-1 — Qualità dell’acqua, campionamento: progettazione dei programmi e delle tecniche di campionamento.
- UNI EN ISO 5667-3 — Conservazione e manipolazione dei campioni d’acqua.
- UNI EN ISO 5667-5 — Campionamento di acqua potabile da impianti di trattamento e da sistemi di distribuzione.
- UNI EN ISO 19458 — Campionamento per analisi microbiologiche.
- UNI EN ISO 11731 — Ricerca e conteggio di Legionella.
- Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi — Conferenza Stato-Regioni, 7 maggio 2015.
Come usare questa guida
Testo a cura della redazione tecnica di 123Acqua, basato sui riferimenti normativi elencati sopra. Ha scopo informativo: non sostituisce la valutazione del rischio della tua struttura, le indicazioni dell'ASL competente né la consulenza di un professionista. Le norme regionali possono prevedere obblighi aggiuntivi.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-17
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