Blog · PFAS e contaminanti emergenti
Il nichel può passare nell'acqua dai rubinetti e dai raccordi metallici. Vediamo da dove arriva, quali sono i rischi e come verificarlo con un'analisi.
Molti scoprono il tema del nichel nell'acqua solo dopo essersi accorti di una sensibilità a questo metallo. Ma il nichel può entrare nell'acqua del rubinetto anche in casa, soprattutto a contatto con rubinetterie e raccordi metallici. In questo articolo vediamo da dove arriva, quanto conta l'acqua ferma e come capire, con un'analisi, se la concentrazione che esce dal tuo rubinetto è dentro i limiti.
La buona notizia è che, a differenza di una contaminazione di falda, il nichel da impianto è spesso gestibile con accorgimenti semplici una volta individuato. Il primo passo, però, è sempre misurare, perché senza un dato concreto si rischia di intervenire alla cieca o di preoccuparsi senza motivo.
Il nichel appartiene alla famiglia dei metalli pesanti ed è presente in molte leghe metalliche. In casa la fonte più comune non è la falda, ma l'impianto: rubinetti, miscelatori e raccordi possono rilasciare piccole quantità di nichel.
Il fenomeno è più marcato quando l'acqua resta ferma a lungo nelle tubazioni, ad esempio dopo una notte o un'assenza. In quei casi il primo getto del mattino può contenere più nichel rispetto all'acqua fatta scorrere per qualche secondo.
Anche la qualità chimica dell'acqua incide: un'acqua più aggressiva, cioè con certe caratteristiche di durezza e acidità, tende a far rilasciare più metalli dalle superfici con cui entra in contatto.
Per questo due case nello stesso quartiere possono avere valori diversi: contano l'età dei rubinetti, i materiali e le abitudini d'uso dell'acqua.
Il D.Lgs. 18/2023 include il nichel tra i parametri da rispettare nell'acqua potabile, con un valore massimo definito. Il prelievo va effettuato in modo da rappresentare l'acqua realmente consumata, perché il momento del campionamento cambia molto il risultato.
Nella tabella riportiamo il limite del nichel a confronto con altri metalli noti, per dare la scala dei valori in gioco.
| Metallo | Limite di legge | Unità |
|---|---|---|
| Nichel | 20 | µg/L |
| Piombo (confronto) | 10 | µg/L |
| Cromo totale (confronto) | 50 | µg/L |
Il nichel è noto soprattutto come allergene da contatto. Nelle persone già sensibilizzate, anche l'ingestione attraverso l'acqua e gli alimenti può avere un ruolo. Per questo il limite di legge è pensato per proteggere la popolazione generale.
Per la maggior parte delle persone le quantità in gioco nell'acqua potabile a norma sono molto contenute. Il punto è proprio verificare di essere entro quei valori, soprattutto se in casa si avvertono sensibilità o se l'impianto è datato.
La misura del nichel rientra tra le analisi dei metalli pesanti come il piombo nell'acqua del rubinetto e si esegue con tecniche strumentali di laboratorio. Per un quadro completo conviene inserirla in un profilo che valuti anche altri metalli e parametri chimici.
Un aspetto importante è il modo di prelievo: per capire se è l'impianto a rilasciare nichel, il laboratorio può consigliarti di raccogliere un campione a getto fermo e uno a getto scorso, seguendo la guida al prelievo del campione.
Per partire con una verifica di base puoi scegliere un'analisi standard secondo il D.Lgs. 18/2023, oppure un profilo più ampio. Tutti i profili sono nel catalogo delle analisi.
Se il valore supera il limite, una prima mossa pratica è far scorrere l'acqua prima di usarla per bere e cucinare, evitando il primo getto. Se il problema persiste, può essere utile valutare la sostituzione di rubinetterie vecchie o un trattamento dedicato.
Anche qui vale la regola di rianalizzare dopo gli interventi, per verificare che la situazione sia rientrata. Per orientarti sui limiti generali puoi consultare la guida al D.Lgs. 18/2023.
Una delle domande più frequenti è se il nichel arrivi dall'acqua della rete o dall'impianto di casa. La distinzione è importante, perché le soluzioni sono diverse: nel primo caso il problema è a monte, nel secondo dipende dai tuoi rubinetti e raccordi.
Il modo più semplice per capirlo è confrontare due prelievi. Il campione del primo getto del mattino, dopo che l'acqua è rimasta ferma nelle tubazioni, riflette il contributo dell'impianto. Il campione raccolto dopo aver fatto scorrere l'acqua per qualche tempo è più vicino a ciò che arriva dalla rete.
Se il primo getto mostra valori più alti e il secondo rientra ampiamente nei limiti, è probabile che il nichel derivi dall'impianto domestico. Questa informazione orienta la scelta tra sostituire una rubinetteria, intervenire sui raccordi o adottare l'abitudine di far scorrere l'acqua ferma.
Il rilascio di nichel e di altri metalli dalle tubazioni non dipende solo dai materiali, ma anche dalle caratteristiche chimiche dell'acqua. Un'acqua con certi valori di durezza e acidità può essere più o meno aggressiva, cioè più o meno incline a intaccare le superfici metalliche con cui entra in contatto.
Questo spiega perché, a parità di impianto, due abitazioni servite da acque diverse possono mostrare comportamenti differenti. È anche uno dei motivi per cui, quando si indaga sul nichel, conviene misurare alcuni parametri chimici di base dell'acqua, e non solo il metallo in sé.
Capire il quadro complessivo aiuta a scegliere l'intervento giusto. A volte la soluzione più efficace non è un filtro, ma un'attenzione all'uso dell'acqua o la sostituzione di componenti vecchi dell'impianto. Un'analisi che fotografa più parametri insieme è il punto di partenza più solido, perché evita di investire in soluzioni che non affrontano la vera causa del rilascio di metalli.
Blog · Parametri e contaminanti
Il piombo nell'acqua non ha colore, odore né sapore. Può provenire da vecchie tubazioni presenti ancora in milioni di edifici italiani. Ecco come rilevarlo e cosa fare.
Blog · PFAS e contaminanti emergenti
Il cadmio è un metallo pesante con un limite di legge basso. Vediamo da dove arriva nell'acqua, quando conviene preoccuparsi e come analizzarlo.
Blog · Potabilità domestica
Le tubazioni in rame possono rilasciare rame nell'acqua, soprattutto in caso di ristagno o acqua acida. Vediamo limite, cause e come gestirlo.