Escherichia coli O157:H7 e sindrome emolitico-uremica (SEU)
Agente eziologico: Escherichia coli O157:H7 e altri sierotipi STEC/EHEC produttori di tossina di Shiga
Infezione da Escherichia coli enteroemorragico produttore di tossina di Shiga, responsabile di colite emorragica e di sindrome emolitico-uremica nel bambino. Trasmissione tipicamente attraverso acqua, alimenti o contatto con feci bovine.
Periodo di incubazione
1-9 giorni (mediana 3-4 giorni)
Via di trasmissione
Acqua o alimenti contaminati da feci bovine; trasmissione persona-persona in famiglie e asili
Diagnosi
Coprocoltura su terreno sorbitolo-MacConkey, PCR per i geni stx1 e stx2, test immunoenzimatico (EIA) su feci per Shiga toxin; emocromo, creatinina e LDH per il monitoraggio della SEU.
Terapia (orientamento generale)
Terapia di SUPPORTO: idratazione endovenosa, controllo elettroliti, monitoraggio della funzione renale. Gli antibiotici sono CONTROINDICATI nelle infezioni da STEC perché possono aumentare il rilascio di tossina di Shiga e il rischio di SEU. La SEU richiede dialisi, plasmaferesi e, in casi severi, eculizumab. Ogni decisione terapeutica spetta al medico.
Disclaimer medico
Questa scheda ha finalità divulgative e informative. Le indicazioni terapeutiche sono di carattere generale e non sostituiscono il parere del medico. In presenza di sintomi rivolgersi al medico curante o al pronto soccorso.
Sintomi principali
- Colite emorragica con diarrea sanguinolenta
- Crampi addominali violenti
- Vomito occasionale; febbre assente o lieve
- Sindrome emolitico-uremica (SEU) nel 5-15 per cento dei casi pediatrici
- SEU: anemia emolitica, trombocitopenia, insufficienza renale acuta
Cos'è e agente eziologico
L'Escherichia coli enteroemorragico (EHEC), di cui il sierotipo O157:H7 è il rappresentante più noto, è un sottogruppo di E. coli produttore di tossina di Shiga (STEC, Shiga toxin-producing E. coli). A differenza degli E. coli commensali del nostro intestino, gli STEC producono potenti citotossine (Stx1 e Stx2) che danneggiano l'endotelio dei vasi e sono responsabili delle manifestazioni più gravi.
Oltre al sierotipo O157, sono di rilievo clinico in Italia ed Europa i sierogruppi non-O157 (O26, O103, O111, O145, O104:H4), responsabili di outbreak significativi negli ultimi vent'anni. Il serbatoio naturale è rappresentato dal tratto intestinale dei bovini, che eliminano il batterio con le feci senza sviluppare malattia.
Trasmissione e veicolo idrico
La dose infettante è estremamente bassa (10-100 batteri ingeriti), il che spiega l'elevata capacità di provocare outbreak. I veicoli principali sono carne bovina cruda o poco cotta (hamburger, bistecche al sangue), latte non pastorizzato, formaggi a latte crudo, ortaggi a foglia irrigati o lavati con acqua contaminata, succhi di frutta non pastorizzati e acqua contaminata da reflui zootecnici.
L'acqua di pozzo non disinfettata in aree con allevamenti bovini è un veicolo classico, così come l'acqua ricreativa (laghetti, piscine non clorate, parchi acquatici) contaminata da deiezioni. La trasmissione interumana fecale-orale è frequente in famiglie con bambini piccoli e in asili nido, dove l'igiene delle mani è cruciale.
Quadro clinico
Dopo un'incubazione di 3-4 giorni si manifesta diarrea inizialmente acquosa che entro 24-48 ore diventa francamente ematica, con crampi addominali violenti che possono mimare un addome chirurgico. La febbre è tipicamente assente o lieve. La fase acuta dura 5-7 giorni nella maggior parte dei casi.
La complicanza più temuta è la sindrome emolitico-uremica (SEU), che colpisce il 5-15 per cento dei casi pediatrici da STEC O157 e una quota minore degli adulti. La SEU si manifesta tipicamente 5-13 giorni dopo l'esordio della diarrea con la triade di anemia emolitica microangiopatica, trombocitopenia e insufficienza renale acuta. La SEU è la prima causa di insufficienza renale acuta nei bambini sotto i 5 anni in Europa.
Diagnosi
La coprocoltura su terreno selettivo sorbitolo-MacConkey (i ceppi O157 sono sorbitolo-negativi e formano colonie incolori) seguita da identificazione sierologica è la metodica tradizionale. La PCR per la ricerca dei geni stx1 e stx2 sulle feci o sulle colonie è più rapida e identifica anche i sierogruppi non-O157. I test immunoenzimatici (EIA) per la rilevazione diretta di Shiga toxin su feci hanno sensibilità intermedia.
Nel sospetto di SEU sono fondamentali emocromo completo (anemia, schistociti, piastrinopenia), creatinina, LDH, aptoglobina e analisi delle urine (proteinuria, ematuria). I pazienti con diarrea ematica o sospetta STEC vanno monitorati attentamente almeno per 7-10 giorni dopo l'esordio per la possibile insorgenza tardiva di SEU.
Terapia
La gestione è essenzialmente di supporto: idratazione endovenosa precoce (la reidratazione adeguata sembra ridurre il rischio di SEU), correzione degli elettroliti, monitoraggio attento della funzione renale e dell'emocromo. È FONDAMENTALE non somministrare antibiotici nelle infezioni confermate o sospette da STEC: studi multipli hanno mostrato che antibiotici (in particolare fluorochinoloni e cotrimoxazolo) possono indurre il rilascio di tossina di Shiga e aumentare significativamente il rischio di SEU.
Anche i farmaci antiperistaltici (loperamide) e gli antinfiammatori non steroidei sono sconsigliati. La SEU richiede gestione in centro di nefrologia pediatrica con dialisi, trasfusioni, plasmaferesi e, nelle forme severe o atipiche, anticorpo monoclonale eculizumab. Ogni terapia deve essere prescritta dal medico.
Prevenzione idrica e disinfezione
Per l'acqua di rete, il D.Lgs. 18/2023 stabilisce il limite di E. coli a 0 unità per 100 mL e impone il mantenimento di un cloro residuo libero superiore a 0,2 mg/L lungo la rete distributiva. Le forniture pubbliche italiane garantiscono un livello di sicurezza elevato, ma episodi di contaminazione transitoria sono possibili in caso di guasti o eventi meteorologici estremi.
I pozzi privati situati in aree zootecniche (Pianura Padana, Romagna, parti di Toscana, Veneto, Friuli) richiedono particolare attenzione: analisi microbiologica almeno annuale con ricerca di indicatori fecali (E. coli, enterococchi, coliformi), e in caso di positività installazione di sistemi di disinfezione UV (dose minima 40 mJ/cm²) o microfiltrazione assoluta. Pozzi situati a meno di 50 metri da letamaie, allevamenti o fosse settiche devono essere considerati ad alto rischio. Sul piano alimentare è essenziale cuocere accuratamente la carne bovina (centro oltre 70 gradi), evitare latte e formaggi a latte crudo nei bambini piccoli e lavare accuratamente ortaggi e frutta.
Epidemiologia in Italia
In Italia il Registro Nazionale SEU coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità raccoglie circa 50-80 casi pediatrici di SEU all'anno, con prevalente eziologia da STEC. Il sistema EnterNet Italia, integrato con la rete europea ECDC, sorveglia gli isolamenti di STEC clinici e ambientali. La fascia di età più colpita è quella pediatrica sotto i 5 anni.
Outbreak italiani documentati includono l'episodio del 2017 in Toscana e Lazio legato al consumo di formaggi a latte crudo (sierogruppo O26, oltre 20 bambini ospedalizzati con SEU), l'outbreak del 2019 in Friuli Venezia Giulia associato a parmigiano e l'episodio del 2022 in Romagna correlato a un pozzo privato non disinfettato in azienda agrituristica. Tutti questi casi hanno rimarcato la centralità del controllo microbiologico delle acque, soprattutto in contesti rurali e ricreativi con presenza di bambini.
Prevenzione idrica in sintesi
Disinfezione adeguata degli acquedotti (cloro residuo superiore a 0,2 mg/L); il D.Lgs. 18/2023 fissa il limite di E. coli a 0 unità su 100 mL nell'acqua potabile. I pozzi privati in aree zootecniche sono ad alto rischio e richiedono analisi microbiologica almeno annuale, disinfezione UV o microfiltrazione assoluta.
Fonti e riferimenti
- D.Lgs. 18/2023 — Acque destinate al consumo umano
- ISS — Registro Nazionale Sindrome Emolitico-Uremica
- ECDC — STEC/VTEC annual epidemiological report 2024
- EnterNet Italia — Sorveglianza STEC
- WHO — E. coli Fact Sheet
Domande frequenti correlate
Altre patologie correlate all'acqua
Legionellosi
Polmonite atipica grave causata da Legionella pneumophila, contratta inalando aerosol di acqua contaminata da docce, torri evaporative, fontane decorative e impianti idro-sanitari mal gestiti.
Giardiasi
Infezione intestinale da protozoo Giardia duodenalis, trasmessa per via fecale-orale tramite acqua contaminata da cisti, particolarmente resistenti alla clorazione standard.
Cryptosporidiosi
Infezione intestinale da protozoi del genere Cryptosporidium, fortemente resistenti al cloro, responsabili di numerosi outbreak waterborne in Europa e Nord America.
Colera
Infezione enterica acuta causata da Vibrio cholerae che produce un'enterotossina, responsabile di pandemie storiche e ancora endemica in vaste aree del mondo.