Colera
Agente eziologico: Vibrio cholerae sierogruppi O1 e O139
Infezione enterica acuta causata da Vibrio cholerae che produce un'enterotossina, responsabile di pandemie storiche e ancora endemica in vaste aree del mondo.
Periodo di incubazione
Da 12 ore a 5 giorni (mediamente 2-3 giorni)
Via di trasmissione
Ingestione di acqua o alimenti contaminati da feci infette
Diagnosi
Coltura su terreni selettivi TCBS, test rapidi immunocromatografici, PCR su feci per identificazione dei geni della tossina colerica.
Terapia (orientamento generale)
Reidratazione aggressiva orale (ORS) o endovenosa, antibiotici (doxiciclina, azitromicina) per ridurre la durata della diarrea, secondo prescrizione medica.
Disclaimer medico
Questa scheda ha finalità divulgative e informative. Le indicazioni terapeutiche sono di carattere generale e non sostituiscono il parere del medico. In presenza di sintomi rivolgersi al medico curante o al pronto soccorso.
Sintomi principali
- Diarrea acquosa profusa "ad acqua di riso"
- Vomito
- Crampi muscolari
- Disidratazione rapida
- Shock ipovolemico nelle forme gravi
Cos'è il colera
Il colera è una infezione intestinale acuta causata dal batterio Vibrio cholerae, in grado di provocare diarrea acquosa massiva e disidratazione potenzialmente letale entro poche ore. È storicamente associato a epidemie devastanti, con sette pandemie documentate dal 1817 a oggi.
L'OMS stima 1,3-4 milioni di casi annui nel mondo, con 21.000-143.000 decessi, concentrati in Africa sub-sahariana, Asia meridionale e contesti emergenziali. In Europa il colera è oggi sporadico e quasi esclusivamente importato da viaggiatori, ma resta una delle malattie infettive a notifica obbligatoria internazionale.
Agente eziologico
Vibrio cholerae è un batterio Gram-negativo, mobile per flagello polare, naturalmente presente in acque salmastre ed estuariali. Solo i sierogruppi O1 (biotipi Classico ed El Tor) e O139 producono la tossina colerica, una enterotossina A-B che attiva l'adenilato ciclasi enterocitaria provocando una secrezione massiccia di acqua ed elettroliti nel lume intestinale.
Il sierogruppo O139 è circoscritto al subcontinente indiano, mentre la pandemia attuale è sostenuta dal biotipo El Tor di V. cholerae O1.
Trasmissione attraverso l'acqua
La trasmissione è prevalentemente idrica, attraverso acqua potabile contaminata da feci infette o alimenti preparati con essa (verdure, frutti di mare crudi, ghiaccio). La dose infettante in soggetti normali è elevata (100 milioni di batteri) ma scende drasticamente in caso di ipocloridria gastrica o assunzione di antiacidi.
I contesti a rischio sono sempre legati a inadeguatezza dei sistemi idrici e fognari: campi profughi, aree colpite da disastri naturali, periferie urbane non servite da acquedotti controllati. La trasmissione interumana diretta è rara perché richiede dosi infettanti molto elevate.
Sintomi
Il quadro classico è una diarrea acquosa improvvisa, indolore, con feci tipicamente descritte come acqua di riso (fluide, biancastre, prive di odore fetido), accompagnata da vomito, crampi muscolari da perdita di elettroliti e rapida disidratazione. In assenza di trattamento la mortalità raggiunge il 50 per cento.
Una quota significativa di infezioni decorre in modo asintomatico o paucisintomatico, costituendo un serbatoio nascosto di trasmissione. Nei bambini sono più frequenti complicanze come ipoglicemia e convulsioni.
Diagnosi
La diagnosi si basa sulla coltura di feci su terreno selettivo TCBS (Thiosulfate Citrate Bile Sucrose), seguita da identificazione biochimica e sierologica del sierogruppo. I test rapidi immunocromatografici consentono la diagnosi sul campo in contesti epidemici.
La PCR per i geni ctxA e ctxB è utilizzata per la conferma molecolare e la sorveglianza epidemiologica. Il sospetto clinico in pazienti con anamnesi di viaggio in aree endemiche deve sempre essere comunicato al laboratorio.
Trattamento
La pietra angolare del trattamento è la reidratazione, orale (con soluzioni ORS) nelle forme lievi e moderate, endovenosa (Ringer lattato) nelle forme severe con disidratazione superiore al 10 per cento. Una reidratazione tempestiva e adeguata abbatte la mortalità sotto l'1 per cento.
Gli antibiotici (doxiciclina in dose singola negli adulti, azitromicina nei bambini e nelle donne in gravidanza) riducono volume e durata della diarrea e accorciano l'eliminazione del vibrione. Lo zinco è raccomandato come terapia adiuvante nei bambini. Ogni terapia va prescritta dal medico.
Prevenzione attraverso l'analisi e la disinfezione
Nei contesti europei la prevenzione del colera coincide con la garanzia di acqua potabile sicura, monitorata secondo D.Lgs. 18/2023, e con un sistema fognario funzionante. Nei viaggiatori verso aree endemiche è raccomandato il rispetto delle norme igieniche di base e la considerazione della vaccinazione orale (Dukoral, Shanchol) prima della partenza.
Nei contesti di emergenza umanitaria e nei laboratori di analisi delle acque, la sorveglianza microbiologica include la ricerca di Vibrio cholerae e di indicatori fecali, oltre alla verifica della concentrazione residua di disinfettante.
Casi storici in Italia e UE
L'epidemia di colera di Napoli e Bari del 1973 è l'episodio più recente di trasmissione autoctona in Italia, con oltre 270 casi notificati legati al consumo di mitili. Negli ultimi decenni i casi italiani sono esclusivamente importati da viaggiatori provenienti da aree endemiche.
ECDC riceve annualmente alcune decine di notifiche di colera in Europa, prevalentemente associate a viaggi in Asia meridionale e Africa sub-sahariana. Sul piano globale, il sostegno OMS-UNICEF a campagne di vaccinazione orale di massa ha ridotto l'impatto delle epidemie in molti contesti emergenziali.
Cosa fare in caso di sospetto
Una diarrea acquosa profusa con rapida disidratazione, soprattutto al ritorno da viaggi in aree a rischio o in contesti di emergenza umanitaria, richiede valutazione medica immediata. La reidratazione orale precoce con ORS può salvare la vita in attesa del trasporto in ospedale.
Il sospetto di colera è soggetto a notifica obbligatoria internazionale (Regolamento Sanitario Internazionale 2005). Il laboratorio e la ASL territoriale vanno informati tempestivamente per attivare la sorveglianza epidemiologica.
Prevenzione idrica in sintesi
Garantire acqua potabile sicura e disinfezione efficace, controllo degli scarichi fognari, sorveglianza dei sistemi idrici in contesti epidemici, vaccinazione orale (Dukoral, Shanchol) per viaggiatori in zone endemiche.
Fonti e riferimenti
- OMS — Cholera fact sheet
- ECDC — Cholera annual epidemiological report
- Regolamento Sanitario Internazionale 2005
- D.Lgs. 18/2023 — Acque destinate al consumo umano
Domande frequenti correlate
Altre patologie correlate all'acqua
Legionellosi
Polmonite atipica grave causata da Legionella pneumophila, contratta inalando aerosol di acqua contaminata da docce, torri evaporative, fontane decorative e impianti idro-sanitari mal gestiti.
Giardiasi
Infezione intestinale da protozoo Giardia duodenalis, trasmessa per via fecale-orale tramite acqua contaminata da cisti, particolarmente resistenti alla clorazione standard.
Cryptosporidiosi
Infezione intestinale da protozoi del genere Cryptosporidium, fortemente resistenti al cloro, responsabili di numerosi outbreak waterborne in Europa e Nord America.
Dissenteria bacillare (shigellosi)
Infezione intestinale invasiva da Shigella spp. caratterizzata da diarrea con sangue e muco, trasmessa per via fecale-orale principalmente attraverso acqua e alimenti contaminati.