Legionellosi
Agente eziologico: Legionella pneumophila (sierogruppo 1 nella maggior parte dei casi)
Polmonite atipica grave causata da Legionella pneumophila, contratta inalando aerosol di acqua contaminata da docce, torri evaporative, fontane decorative e impianti idro-sanitari mal gestiti.
Periodo di incubazione
2-10 giorni (forma polmonare); 1-3 giorni (febbre di Pontiac)
Via di trasmissione
Inalazione di aerosol contaminati
Diagnosi
Antigene urinario di Legionella, coltura su BCYE da espettorato o lavaggio broncoalveolare, PCR su campioni respiratori, sierologia con seroconversione a quattro settimane.
Terapia (orientamento generale)
Antibioticoterapia con macrolidi (azitromicina) o fluorochinoloni respiratori (levofloxacina) per 7-21 giorni a seconda della gravità e dell'eventuale immunodepressione. La terapia va sempre prescritta dal medico.
Disclaimer medico
Questa scheda ha finalità divulgative e informative. Le indicazioni terapeutiche sono di carattere generale e non sostituiscono il parere del medico. In presenza di sintomi rivolgersi al medico curante o al pronto soccorso.
Sintomi principali
- Febbre alta (oltre 39 gradi)
- Tosse secca o con espettorato
- Dispnea e dolore toracico
- Cefalea, mialgie, astenia marcata
- Diarrea o confusione mentale nelle forme severe
Cos'è la legionellosi
La legionellosi è una infezione batterica acuta che si manifesta principalmente in due forme cliniche distinte. La malattia dei legionari è una polmonite severa che può evolvere in insufficienza respiratoria e richiede ospedalizzazione, mentre la febbre di Pontiac è una sindrome simil-influenzale autolimitante. Il primo focolaio riconosciuto risale al 1976 a Filadelfia, durante una convention dell'American Legion, da cui deriva il nome del genere batterico.
In Italia il Centro Nazionale di Sorveglianza presso l'Istituto Superiore di Sanità riceve ogni anno alcune migliaia di notifiche di legionellosi confermata, con un tasso di letalità intorno al 10 per cento nei casi nosocomiali. La malattia è soggetta a notifica obbligatoria ai sensi del D.M. 15 dicembre 1990 e successive integrazioni.
Agente eziologico
Il genere Legionella comprende oltre 60 specie, di cui circa la metà patogene per l'uomo. Legionella pneumophila è responsabile della grande maggioranza delle infezioni umane e i sierogruppi 1, 4 e 6 sono i più frequentemente isolati nei casi clinici. Il batterio è ubiquitario in acque dolci naturali e si moltiplica all'interno di amebe e biofilm a temperature comprese tra 25 e 45 gradi Celsius.
La crescita è inibita sotto i 20 gradi e bloccata oltre i 60 gradi, mentre la pastorizzazione a 70-80 gradi per alcuni minuti ha effetto battericida. Questo intervallo di sopravvivenza spiega perché gli impianti di acqua calda sanitaria mal regolati siano la principale sorgente di rischio negli edifici.
Trasmissione attraverso l'acqua
La trasmissione avviene esclusivamente per via inalatoria attraverso aerosol di particelle respirabili (diametro inferiore a 5 micron) generate da docce, rubinetti, vasche idromassaggio, umidificatori, torri evaporative, fontane ornamentali e impianti antincendio. Non esiste trasmissione interumana documentata e l'ingestione di acqua contaminata non causa malattia in soggetti immunocompetenti.
I fattori di rischio individuali includono età superiore ai 50 anni, sesso maschile, fumo di tabacco, malattie polmonari croniche, immunodepressione, diabete e neoplasie ematologiche. I cluster epidemici sono spesso associati a strutture ricettive, ospedali, residenze sanitarie assistenziali, centri benessere e impianti di climatizzazione di grandi edifici.
Sintomi
La malattia dei legionari esordisce con febbre elevata, brividi, cefalea intensa e mialgie diffuse, seguita entro 24-48 ore da tosse inizialmente secca, dispnea progressiva e dolore toracico pleuritico. Sono frequenti sintomi gastrointestinali (diarrea, nausea, dolore addominale) e neurologici (confusione, letargia) che possono mascherare il quadro respiratorio.
La febbre di Pontiac, al contrario, si presenta come una sindrome simil-influenzale con febbre, mialgie e cefalea che si risolve spontaneamente in 2-5 giorni senza coinvolgimento polmonare e senza necessità di antibiotici.
Diagnosi
La diagnosi rapida si basa sulla ricerca dell'antigene urinario di Legionella pneumophila sierogruppo 1, sensibile e specifica nelle prime fasi della malattia. La coltura su terreno selettivo BCYE rimane il gold standard ma richiede 3-7 giorni e personale esperto. La PCR su campioni respiratori consente l'identificazione di sierogruppi non rilevati dal test antigenico.
L'indagine epidemiologica deve sempre includere il campionamento ambientale dell'acqua nei luoghi frequentati dal paziente nei 14 giorni precedenti l'esordio, con confronto molecolare dei ceppi isolati per identificare la sorgente.
Trattamento
La terapia di prima linea utilizza macrolidi (azitromicina) o fluorochinoloni respiratori (levofloxacina, moxifloxacina) per una durata di 7-10 giorni nelle forme lievi e fino a 21 giorni nei pazienti immunocompromessi. La precocità del trattamento è il principale determinante della prognosi.
Le forme severe richiedono ospedalizzazione, supporto respiratorio e talvolta ventilazione meccanica. La febbre di Pontiac non richiede terapia antibiotica e si risolve con trattamento sintomatico.
Prevenzione attraverso l'analisi e la disinfezione
La prevenzione si fonda sulla valutazione e gestione del rischio Legionella prevista dalle Linee Guida nazionali del 7 maggio 2015. Tutti gli edifici ad uso collettivo (strutture ricettive, sanitarie, sportive, condomini con impianti centralizzati) devono effettuare un piano di autocontrollo con campionamenti periodici secondo la norma ISO 11731.
Le azioni di bonifica includono shock termico (acqua a 70-80 gradi ai punti d'uso per 30 minuti), iperclorazione (5 mg/L di cloro libero per 1 ora), trattamenti continui con biossido di cloro o monoclorammina, e interventi strutturali su rami morti, depositi di calcare e sedimenti. L'analisi accreditata ISO 17025 è essenziale per validare l'efficacia dei trattamenti.
Casi storici in Italia e UE
L'Italia è tra i paesi europei con la maggiore incidenza notificata di legionellosi, in parte per l'efficienza del sistema di sorveglianza ECDC ELDSNet. Episodi rilevanti includono il cluster di Brescia del 2018 (legato a torri evaporative industriali) e numerosi focolai nosocomiali e turistici registrati ogni anno nei rapporti ISS.
A livello europeo, ECDC pubblica annualmente un rapporto epidemiologico che evidenzia un trend in aumento dei casi notificati, attribuibile in parte al miglioramento della diagnostica e in parte ai cambiamenti climatici che favoriscono la proliferazione del batterio negli impianti idrici.
Cosa fare in caso di sospetto
Una polmonite con febbre elevata, sintomi gastrointestinali e mancata risposta ai beta-lattamici deve sempre far sospettare la legionellosi, soprattutto in soggetti che hanno soggiornato in strutture ricettive, frequentato centri benessere o vissuto in edifici con impianti idro-sanitari complessi nei 14 giorni precedenti. È fondamentale rivolgersi tempestivamente al medico curante o al pronto soccorso.
I gestori di strutture coinvolte in casi sospetti devono notificare la ASL territoriale, attivare il campionamento ambientale e procedere alla bonifica preventiva degli impianti in attesa dei risultati di laboratorio.
Prevenzione idrica in sintesi
Mantenimento dell'acqua calda sanitaria oltre 55 gradi al ricircolo e oltre 50 gradi ai punti d'uso, monitoraggio periodico secondo Linee Guida ISS 2015, bonifiche termiche e/o chimiche al superamento dei valori soglia, registro di gestione del rischio Legionella.
Fonti e riferimenti
- Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi — Conferenza Stato-Regioni 7 maggio 2015
- Istituto Superiore di Sanità — Rapporto annuale legionellosi
- ECDC — Legionnaires disease annual epidemiological report
- ISO 11731:2017 — Water quality, enumeration of Legionella
Domande frequenti correlate
Altre patologie correlate all'acqua
Giardiasi
Infezione intestinale da protozoo Giardia duodenalis, trasmessa per via fecale-orale tramite acqua contaminata da cisti, particolarmente resistenti alla clorazione standard.
Cryptosporidiosi
Infezione intestinale da protozoi del genere Cryptosporidium, fortemente resistenti al cloro, responsabili di numerosi outbreak waterborne in Europa e Nord America.
Colera
Infezione enterica acuta causata da Vibrio cholerae che produce un'enterotossina, responsabile di pandemie storiche e ancora endemica in vaste aree del mondo.
Dissenteria bacillare (shigellosi)
Infezione intestinale invasiva da Shigella spp. caratterizzata da diarrea con sangue e muco, trasmessa per via fecale-orale principalmente attraverso acqua e alimenti contaminati.