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110 pacchetti di analisi, kit a casa in 48h. Metodi di prova sempre indicati nel referto.
Durezza, microbiologia e ricerca Legionella per saloni con saune e cabine vapore; controllo Pseudomonas e micobatteri sui pediluvi dei centri estetici. Referto da laboratorio qualificato in 5–7 giorni lavorativi.
Labservice S.r.l.
Laboratorio qualificato · P.IVA IT09433191005 · Anguillara Sabazia (RM) · N. Verde 800 174 571
5–7 gg
Tempo medio refertazione
D.Lgs. 18/2023 + Legionella saune
Microbiologia + durezza + Pseudomonas su pediluvi
In un salone di parrucchieria o in un centro estetico l'acqua è materia prima: viene a contatto con cuoio capelluto, pelle, mucose. Una qualità non controllata significa risultati professionali peggiori (tinte che virano, capelli opachi, trattamenti meno duraturi) e potenziali rischi sanitari per clienti e operatori.
Una durezza ottimale (8–15 °f) tutela shampoo, balsami, tinte e trattamenti chimici e prolunga la vita di caldaie, vaporiere e lettini idromassaggio. La microbiologia di rete e la ricerca Legionella sulle saune e sulle docce della clientela sono parte integrante della documentazione richiesta dalle ASL in fase di ispezione.
Pacchetti consigliati per saloni
Dal controllo annuale di rete con focus durezza all’autocontrollo HACCP per saloni con servizio bar o trattamenti integrati. Prezzi a partire dal nostro catalogo.
Per uso domestico
Analisi acqua per piano di autocontrollo HACCP — acqua di rete
Compliance normativa
Qualità dell’acqua destinata al consumo umano fino al rubinetto del salone, anche per i punti d’uso utilizzati nei trattamenti professionali.
Valutazione del rischio sui generatori di aerosol del salone: saune, bagni turchi, docce clientela, idromassaggi.
Sicurezza dei prodotti cosmetici: la qualità dell’acqua usata in miscelazione e diluizione influisce sulla resa dei trattamenti chimici.
Autorizzazione sanitaria delle attività di estetista. Controlli su pediluvi e vasche sono soggetti a verifica ASL.
Cosa controlliamo
Pannello allineato al D.Lgs. 18/2023, alle Linee Guida 2015 sui generatori di aerosol e ai requisiti tecnici tipici della cosmesi professionale.
Gestione pratica
Il percorso più semplice: verificare le regole locali, far analizzare l'acqua al rubinetto da un laboratorio qualificato e conservare il referto nel fascicolo igienico-sanitario. Dove ci sono serbatoi, vapore o vasche l'analisi va affiancata da una manutenzione regolare. Per il campionamento è disponibile la guida al prelievo del campione d'acqua.
Non c'è una regola nazionale identica per tutti i saloni: frequenze e controlli richiesti dipendono spesso da regolamenti comunali o regionali e dalle indicazioni dell'ASL. Quasi ovunque, però, va dimostrata l'idoneità dell'acqua con un'analisi al rubinetto, spesso già al momento dell'apertura insieme alla notifica sanitaria.
La doccetta del lavatesta è il punto più usato e più trascurato: l'acqua tiepida che vi ristagna tra un cliente e l'altro favorisce la crescita batterica. Farla scorrere a inizio giornata, mantenere l'acqua calda a temperatura adeguata e decalcificare i soffioni riduce il rischio; lo stesso vale per vasche e apparecchi che nebulizzano acqua.
Un'analisi all'avvio dell'attività seguita da verifiche periodiche è una cadenza ragionevole per la maggior parte dei saloni. I controlli vanno ravvicinati in presenza di serbatoi di accumulo, impianti complessi o dopo lavori sulla rete idrica interna.
Conserva in una sola cartella il regolamento di riferimento e lo storico dei referti: rispondere a un'ispezione diventa immediato e il confronto nel tempo fa emergere segnali precoci, come una carica batterica che cresce lentamente e indica un impianto da manutenere.
L'acqua erogata dai rubinetti del salone è acqua destinata al consumo umano e ricade nel D.Lgs. 18/2023: il titolare ha la responsabilità di garantirne la qualità fino al punto d'uso. In presenza di saune, docce per clientela, pediluvi, vasche idromassaggio o generatori di vapore scattano anche gli obblighi di valutazione del rischio Legionella secondo le Linee Guida del Ministero della Salute.
Una durezza superiore a 25-30 °f compromette l'efficacia di shampoo, balsami e tinte (i tensioattivi reagiscono con calcio e magnesio), opacizza i capelli, lascia residui calcarei sui lavatesta e accorcia la vita di caldaie, lavatrici e generatori di vapore. Per cosmesi e parrucchieri il valore raccomandato è 8-15 °f.
Le vasche per pedicure, in particolare quelle a getto idromassaggio, sono ambienti caldo-umidi che favoriscono la moltiplicazione di Pseudomonas aeruginosa e di micobatteri non tubercolari (Mycobacterium fortuitum, M. chelonae), responsabili di follicoliti e infezioni cutanee in caso di micro-ferite. Una corretta pulizia/disinfezione tra un cliente e l'altro e il controllo periodico dell'acqua di alimentazione riducono significativamente il rischio.
Sì: saune, bagni turchi e generatori di vapore vengono assimilati agli impianti aerosolizzanti delle Linee Guida Ministero Salute 2015. È raccomandata una ricerca Legionella periodica (almeno annuale) sull'acqua di alimentazione del generatore e una valutazione del rischio documentata.
No. Oltre al quadro nazionale sull'acqua destinata al consumo umano, i requisiti operativi per saloni e centri estetici sono spesso definiti da regolamenti comunali o regionali e dalle indicazioni dell'ASL competente. Prima di programmare i controlli conviene verificare le regole del proprio comune; la base che quasi ovunque viene richiesta è un'analisi al rubinetto conservata nel piano di autocontrollo.
Il gestore dell'acquedotto risponde della qualità fino al contatore; da lì in poi l'impianto interno è responsabilità del titolare. Tubazioni, serbatoi di accumulo, boiler e doccette possono peggiorare l'acqua lungo il percorso, per questo un controllo periodico al punto d'uso resta la scelta più prudente.
Dopo un'esfoliazione, un peeling o una colorazione la barriera cutanea è temporaneamente più vulnerabile: un'acqua con carica batterica anomala può favorire irritazioni o infezioni. È in questi momenti che la qualità microbiologica dell'acqua incide di più sul benessere del cliente.
I kit danno un'indicazione rapida ma non producono un referto da conservare nel fascicolo igienico-sanitario. Per documentare l'idoneità dell'acqua in caso di controllo serve un rapporto di prova emesso da un laboratorio qualificato.
I tempi tecnici dipendono dal tipo di analisi: durezza e parametri chimici richiedono 3-5 giorni lavorativi, microbiologia di base 5-7 giorni, ricerca Legionella circa 10-12 giorni (incubazione obbligatoria), micobatteri non tubercolari 4-6 settimane. Il referto è un PDF emesso dal nostro laboratorio qualificato, con metodi validati conformi a norme tecniche.
Configura il controllo durezza + microbiologia o l'autocontrollo HACCP partendo dai pacchetti sopra, oppure parla con un nostro tecnico per centri estetici con SPA o pediluvi.
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