Silossani ciclici (D4, D5)
CAS: 556-67-2 (D4 — octametilciclotetrasilossano) · 541-02-6 (D5 — decametilciclopentasilossano)
I silossani ciclici D4 e D5 sono composti organosilicei volatili largamente impiegati in cosmetici, deodoranti, shampoo e creme. Il loro wash-off domestico li convoglia nei depuratori e poi nei corpi idrici, dove vengono considerati la "firma cosmetica" dei reflui urbani. Il D4 è stato classificato dall'ECHA come PBT (Persistente, Bioaccumulabile, Tossico) e il D5 come vPvB (very Persistent, very Bioaccumulative). Non esistono limiti vincolanti italiani nelle acque potabili.
Limite di legge in Italia
Non regolamentato in Italia e UE per le acque destinate al consumo umano. D4 e D5 sono iscritti nella SVHC list REACH (D4 come PBT, D5 come vPvB). Restrizione REACH già in vigore per concentrazioni in prodotti cosmetici wash-off (limite 0,1% w/w).
Riferimento WHO: Nessun valore guida — — WHO Guidelines for Drinking-water Quality (4ª edizione + addenda 2022)
Il Canada (Health Canada, 2022) ha proposto un valore di screening provvisorio di 0,1 µg/L per il D4 nelle acque potabili sulla base di endpoint endocrini e di fertilità.
Cos'è e origine
I silossani ciclici sono composti organici a base di silicio con anelli alternati Si–O e gruppi metilici laterali. Il D4 (octametilciclotetrasilossano) ha formula C8H24O4Si4 e peso molecolare 296,6 g/mol; il D5 (decametilciclopentasilossano) ha formula C10H30O5Si5 e peso molecolare 370,8 g/mol. Entrambi sono liquidi incolori, semi-volatili, lipofili (log Kow > 6) e quasi insolubili in acqua.
Sono ingredienti chiave nei prodotti per la cura della persona: shampoo, balsami, creme idratanti, deodoranti antitraspiranti, fondotinta, sieri capelli, lubrificanti per rasoi. Vengono apprezzati per la sensazione setosa al tatto, la rapida evaporazione e la capacità di veicolare attivi cosmetici. Il consumo europeo stimato è dell'ordine di decine di migliaia di tonnellate annue.
Altre sorgenti sono i lubrificanti silossanici per processi industriali, fluidi dielettrici per trasformatori, additivi per polimeri siliconici, e — paradossalmente — il biogas da digestione anaerobica di fanghi di depurazione, dove i silossani volatilizzano e generano problemi di abrasione nei motori di cogenerazione.
Come arriva nell'acqua
Il principale veicolo di immissione ambientale è il wash-off domestico: lo shampoo, il balsamo, il bagnoschiuma e il deodorante applicati sulla pelle e sui capelli vengono parzialmente risciacquati nelle acque grigie, che confluiscono nelle reti fognarie. La depurazione convenzionale rimuove il D4 e il D5 in misura variabile (40-90%) per adsorbimento sui fanghi, ma una frazione raggiunge i corpi idrici recettori.
Per la loro elevata volatilità, una parte significativa dei silossani si trasferisce dal comparto acquoso al comparto atmosferico durante il trattamento, ma la quota residua in acqua è sufficiente a generare concentrazioni misurabili (decine-centinaia di ng/L) nei fiumi a valle dei depuratori urbani.
I silossani ciclici sono talvolta usati come indicatori chimici della "firma cosmetica" dei reflui urbani: la loro presenza in un corpo idrico è un indizio quasi specifico di scarico di reflui domestici.
Effetti sulla salute (evidenza scientifica)
Il D4 è sospettato interferente endocrino: studi su roditori hanno mostrato effetti su fertilità (riduzione del numero di follicoli ovarici, allungamento del ciclo estrale) e su sviluppo uterino. L'ECHA ha confermato lo status di PBT nel 2018 e il Comitato per la valutazione dei rischi (RAC) ha classificato il D4 come Reprotossico categoria 2.
Il D5 mostra evidenze più limitate di tossicità diretta, ma il bioaccumulo nei pesci (BCF > 7.000) e la persistenza ambientale ne fanno una sostanza di preoccupazione ecotossicologica. Le indagini su mammiferi top predator (foche, orche) hanno rilevato livelli misurabili nei tessuti adiposi.
Sul fronte umano, l'esposizione attraverso acqua potabile è ritenuta minore rispetto all'esposizione cutanea diretta da prodotti cosmetici e all'inalazione di vapori. Tuttavia il contributo non è trascurabile per popolazioni che usano acque di rete a valle di scarichi urbani concentrati.
Limite normativo (Italia, UE, WHO)
Va dichiarato esplicitamente: ad oggi non esiste alcun limite vincolante per i silossani D4 e D5 nelle acque potabili in Italia, UE o secondo la WHO. La regolamentazione attuale agisce a monte, sui prodotti cosmetici, attraverso il Regolamento REACH.
Dal gennaio 2020 il Regolamento UE 2018/35 ha vietato l'immissione sul mercato di prodotti cosmetici wash-off (shampoo, balsami, gel doccia) contenenti D4 e D5 in concentrazione superiore allo 0,1% in peso. La misura è progressiva e mira a ridurre il carico ambientale.
| Riferimento | D4 | D5 | Stato |
|---|---|---|---|
| D.Lgs. 18/2023 | Non incluso | Non incluso | Non normato |
| Watch list UE acque potabili | In valutazione | In valutazione | Pre-monitoraggio |
| Health Canada (2022) | 0,1 µg/L | — | Provvisorio |
| ECHA SVHC | PBT | vPvB | Restrizione cosmetici |
Come si analizza (metodo, LOQ)
L'analisi dei silossani D4 e D5 richiede grande attenzione nella prevenzione delle contaminazioni di laboratorio: i silossani sono ubiquitari (siliconi di tenuta, lubrificanti GC, prodotti cosmetici degli operatori) e il rischio di falsi positivi è alto. Vengono utilizzati guanti in nitrile, vials in vetro silanizzato, blank rigorosi e ambienti dedicati.
Il metodo di riferimento è la GC-MS con headspace o purge-and-trap, con quantificazione in modalità SIM (Selected Ion Monitoring). Il laboratorio 123Acqua applica un metodo interno validato GC-MS headspace che raggiunge un LOQ di 5 ng/L sia per D4 sia per D5.
Come si abbatte (tecnologie efficaci)
Le tecnologie più efficaci per rimuovere D4 e D5 dalle acque sono basate sull'adsorbimento o sull'ossidazione:
- Ozonizzazione: efficienza tipica 80-95%, ottima sulla maggior parte dei silossani volatili.
- Carbone attivo granulare (GAC): efficienza 90-99% grazie alla forte lipofilia delle molecole, ottimo trattamento di affinamento.
- Osmosi inversa: rimozione quasi totale (>99%) per la dimensione molecolare e la polarità ridotta; lo standard per acqua di rete certificata.
- Stripping con aria: efficace per via della volatilità, ma trasferisce semplicemente il problema al comparto atmosferico.
Mappa Italia: dove sono più presenti
I monitoraggi sui silossani in Italia sono sporadici e per lo più condotti in ambito di ricerca. Le concentrazioni più elevate sono state documentate a valle dei grandi depuratori urbani (Milano-Nosedo, Roma-Roma Sud, Torino-Castiglione) e in corpi idrici a stretto contatto con scarichi domestici densi: Lambro, Olona, Po nel tratto milanese-lodigiano, Tevere a valle di Roma, Arno a valle di Firenze.
Negli acquedotti che attingono da queste fonti superficiali la concentrazione in acqua di rete è in genere ridotta dal trattamento di potabilizzazione, ma può rimanere nell'ordine di pochi ng/L.
Cosa fare se sospetti contaminazione
L'analisi quantitativa dei silossani in acqua potabile è oggi un servizio di ricerca o ambientale, non di routine sanitaria. È indicata per acquedotti che utilizzano acque superficiali a valle di scarichi urbani significativi o per studi specifici (firma cosmetica, valutazione di sorgenti). Per i privati, la soluzione di mitigazione domestica più efficace è un sistema di osmosi inversa o un filtro GAC ad alta capacità.
Outlook normativo
L'iter normativo segue due binari paralleli. Sul fronte cosmetico-industriale, la Commissione UE valuta l'estensione della restrizione REACH dai prodotti wash-off ai prodotti leave-on (creme idratanti, deodoranti) — una misura che potrebbe ridurre drasticamente il carico ambientale negli anni 2027-2030.
Sul fronte acque potabili, D4 e D5 sono candidati naturali per la prossima Watch list UE (2026-2028). Health Canada ha già aperto la strada con un valore provvisorio di 0,1 µg/L per il D4. È plausibile che entro il 2030 anche la UE definisca un valore guida.
Domande correlate
Altri contaminanti emergenti
PFAS (acidi perfluoroalchilici)
I PFAS sono una famiglia di oltre 4.700 composti perfluoroalchilici di sintesi, soprannominati “forever chemicals” per la loro estrema persistenza ambientale. Sono associati a effetti tossici sul fegato, sistema immunitario e tiroide, e contaminano molte falde acquifere italiane, in particolare in Veneto, Lombardia e Piemonte.
Microplastiche
Le microplastiche sono frammenti di plastica con dimensione inferiore a 5 mm, sempre più frequenti nelle acque superficiali, di rete e in bottiglia. Non esistono ad oggi limiti vincolanti in Italia o UE, ma la Watch list UE ha incluso le microplastiche tra le sostanze da monitorare a partire dal 2024.
Residui farmaceutici
I residui di farmaci umani e veterinari (antibiotici, antinfiammatori, antiepilettici, ormoni) sono ormai ubiquitari nelle acque superficiali italiane. Non esistono limiti vincolanti, ma diciotto principi attivi sono nella Watch list UE per acque superficiali e tre nella Watch list per acque potabili.
Glifosato e AMPA
Il glifosato è l'erbicida più utilizzato al mondo. Insieme al suo metabolita AMPA, contamina diffusamente le acque superficiali e sotterranee italiane. Per il D.Lgs. 18/2023 è soggetto al limite generale per i singoli pesticidi: 0,1 µg/L.
Scheda aggiornata al 2026-05-22. Redazione tecnica laboratorio accreditato ISO/IEC 17025.