Microplastiche
CAS: n/a (miscela eterogenea di polimeri)
Le microplastiche sono frammenti di plastica con dimensione inferiore a 5 mm, sempre più frequenti nelle acque superficiali, di rete e in bottiglia. Non esistono ad oggi limiti vincolanti in Italia o UE, ma la Watch list UE ha incluso le microplastiche tra le sostanze da monitorare a partire dal 2024.
Limite di legge in Italia
Non regolamentato in Italia. Inserite nella Watch list UE (Decisione 2022/1307) per il monitoraggio nelle acque destinate al consumo umano.
Riferimento WHO: Nessun valore guida — — WHO 2019 – “Microplastics in drinking-water”
L'OMS dichiara che le evidenze attuali non giustificano un valore guida ma raccomanda di proseguire il monitoraggio.
Cos'è e origine
Si definiscono microplastiche le particelle solide di polimero sintetico (PE, PP, PET, PS, PVC, PA, PMMA) con dimensione compresa tra 1 µm e 5 mm. Sotto 1 µm si parla di nanoplastiche.
Le microplastiche primarie sono prodotte intenzionalmente in quella dimensione (microsfere cosmetiche, pellet industriali). Le microplastiche secondarie derivano dalla frammentazione di plastica più grande per azione meccanica, UV e ossidazione.
Come arriva nell'acqua
Le sorgenti principali sono lo scarico delle lavatrici (fibre tessili sintetiche), il pulviscolo da usura degli pneumatici, gli effluenti industriali, la degradazione dei rifiuti marini, la dispersione di pellet plastici.
Negli impianti di potabilizzazione le microplastiche più grandi vengono parzialmente trattenute, ma le particelle <20 µm attraversano in larga parte i trattamenti. Studi recenti hanno trovato microplastiche anche nell'acqua in bottiglia, dove la concentrazione è tipicamente superiore rispetto all'acqua di rete a causa della cessione dal contenitore PET.
Effetti sulla salute (evidenza scientifica)
L'OMS nel rapporto 2019 ha concluso che, sulla base dei dati attuali, il rischio sanitario diretto per ingestione di microplastiche tramite acqua potabile è considerato basso, ma il database è molto limitato.
Nuove ricerche pubblicate tra il 2023 e il 2025 hanno rilevato microplastiche e nanoplastiche nel sangue umano, nella placenta e nel parenchima cerebrale, sollevando preoccupazioni su effetti infiammatori, traslocazione cellulare e adsorbimento di contaminanti come PCB e metalli pesanti.
Limite normativo (Italia, UE, WHO)
Va dichiarato con onestà: ad oggi (2026) non esiste alcun limite vincolante per le microplastiche in acqua potabile, né in Italia né in UE né a livello WHO. L’art. 13 della Direttiva UE 2020/2184 ha incluso le microplastiche nella Watch list e la Commissione UE sta sviluppando un metodo standard di analisi (CEN TC 230) propedeutico alla futura regolamentazione.
Come si analizza (metodo, LOQ)
Non esiste ancora un metodo unico standardizzato. Le tecniche più utilizzate sono la microspettroscopia FTIR e Raman per particelle >20 µm, e la pirolisi GC-MS (Py-GC/MS) per la determinazione massiva di polimeri.
Il limite di rilevabilità dipende dal metodo: tipicamente 1–10 particelle/litro per FTIR/Raman e 0,1–1 µg/L per Py-GC/MS. La preparazione del campione (filtrazione su 0,45 µm, digestione di matrice organica con H2O2) è critica per evitare contaminazioni di laboratorio.
Come si abbatte (tecnologie efficaci)
A livello domestico: filtri a sedimenti (5–10 µm) e filtri a osmosi inversa (membrana 0,0001 µm) sono efficaci sulle microplastiche di dimensione superiore al cut-off.
A livello impiantistico: ultrafiltrazione (UF) e nanofiltrazione (NF) trattengono efficacemente >99% delle microplastiche fino a poche centinaia di nm. La coagulazione con cloruro ferrico migliora la resa dei sistemi convenzionali.
Mappa Italia: dove sono più presenti
Le concentrazioni più elevate di microplastiche in acque superficiali italiane sono state documentate nel Po (foce e tratto emiliano), nell'Arno e nei laghi prealpini (Garda, Iseo, Maggiore). L'acqua di rete urbana risulta in genere meno contaminata grazie ai trattamenti convenzionali, ma non esente.
Cosa fare se sospetti contaminazione
Considerata l'incertezza analitica e l'assenza di limiti, l'analisi quantitativa per microplastiche nelle acque domestiche è oggi un servizio prevalentemente di ricerca o ambientale, non di routine sanitaria. Per ridurre l'esposizione personale: preferire acqua di rete a quella in bottiglia di plastica, usare filtri UF/RO domestici se la qualità dell'acqua di rete è dubbia.
Outlook normativo
La Commissione UE prevede di proporre un primo valore di parametro vincolante per le microplastiche entro il 2027, dopo la finalizzazione del metodo CEN/TR 17760. È già in vigore dal 2023 il Regolamento UE 2023/2055 che vieta le microplastiche aggiunte intenzionalmente nei prodotti di consumo.
Domande correlate
Altri contaminanti emergenti
PFAS (acidi perfluoroalchilici)
I PFAS sono una famiglia di oltre 4.700 composti perfluoroalchilici di sintesi, soprannominati “forever chemicals” per la loro estrema persistenza ambientale. Sono associati a effetti tossici sul fegato, sistema immunitario e tiroide, e contaminano molte falde acquifere italiane, in particolare in Veneto, Lombardia e Piemonte.
Residui farmaceutici
I residui di farmaci umani e veterinari (antibiotici, antinfiammatori, antiepilettici, ormoni) sono ormai ubiquitari nelle acque superficiali italiane. Non esistono limiti vincolanti, ma diciotto principi attivi sono nella Watch list UE per acque superficiali e tre nella Watch list per acque potabili.
Glifosato e AMPA
Il glifosato è l'erbicida più utilizzato al mondo. Insieme al suo metabolita AMPA, contamina diffusamente le acque superficiali e sotterranee italiane. Per il D.Lgs. 18/2023 è soggetto al limite generale per i singoli pesticidi: 0,1 µg/L.
Pesticidi agricoli
Gli antiparassitari di sintesi includono migliaia di principi attivi tra erbicidi, insetticidi, fungicidi e i loro metaboliti. La normativa italiana fissa un limite cautelativo molto basso: 0,1 µg/L per singolo pesticida e 0,5 µg/L sulla somma totale.
Scheda aggiornata al 2026-05-03. Redazione tecnica laboratorio accreditato ISO/IEC 17025.