Glifosato e AMPA
CAS: 1071-83-6 (glifosato) · 1066-51-9 (AMPA)
Il glifosato è l'erbicida più utilizzato al mondo. Insieme al suo metabolita AMPA, contamina diffusamente le acque superficiali e sotterranee italiane. Per il D.Lgs. 18/2023 è soggetto al limite generale per i singoli pesticidi: 0,1 µg/L.
Limite di legge in Italia
0,1 µg/L
Fonte: D.Lgs. 18/2023, allegato I parte B — limite singolo pesticida
Limite somma totale antiparassitari: 0,5 µg/L.
Riferimento WHO: 900 µg/L — WHO Guidelines for Drinking-water Quality (4a ed.) per glifosato
Il valore guida WHO è sanitario; il limite UE è invece cautelativo e indipendente dalla tossicità specifica.
Cos'è e origine
Il glifosato (N-fosfonometilglicina) è un erbicida sistemico non selettivo introdotto da Monsanto nel 1974 con il nome commerciale Roundup. Agisce inibendo l'enzima EPSP-sintasi nelle piante.
L'AMPA (acido amminometilfosfonico) è il principale metabolita di degradazione del glifosato, più persistente del composto parente. In ambiente, il rapporto AMPA/glifosato nelle acque è spesso superiore a 1.
Come arriva nell'acqua
Il glifosato viene applicato in agricoltura (cereali, vigneti, oliveti, frutteti), in silvicoltura, lungo argini stradali e ferroviari, e nei giardini privati. La maggior parte delle perdite ambientali deriva da dilavamento superficiale dopo precipitazioni intense, particolarmente nelle prime piogge dopo il trattamento.
I terreni argillosi trattengono il glifosato, mentre quelli sabbiosi favoriscono la lisciviazione in falda. La fotodegradazione e la biodegradazione sono i principali meccanismi di rimozione, con tempi di emivita variabili da pochi giorni a diverse settimane.
Effetti sulla salute (evidenza scientifica)
Lo IARC ha classificato il glifosato come probabile cancerogeno per l'uomo (Gruppo 2A) nel 2015. EFSA ed ECHA hanno invece concluso che, alle attuali condizioni d’uso, non è cancerogeno.
Nel novembre 2023 la Commissione UE ha rinnovato l'autorizzazione del glifosato per altri 10 anni (fino al 2033) con misure di mitigazione. La sentenza Bayer-Monsanto negli USA ha portato a indennizzi miliardari a malati di linfoma non-Hodgkin.
Limite normativo (Italia, UE, WHO)
Per le acque destinate al consumo umano, il glifosato (come tutti i pesticidi) è soggetto al limite cautelativo europeo di 0,1 µg/L (singolo) e 0,5 µg/L (somma totale antiparassitari) stabilito dal D.Lgs. 18/2023, in continuità col D.Lgs. 31/2001.
L’AMPA, in quanto metabolita rilevante, rientra nella sommatoria dei pesticidi se l'autorità sanitaria ne ha valutato la pertinenza tossicologica.
Come si analizza (metodo, LOQ)
Glifosato e AMPA non si analizzano con i metodi multiresiduo per pesticidi (GC-MS), perché sono molecole molto polari, ioniche, non volatili. Il metodo standard è LC-MS/MS con derivatizzazione FMOC-Cl o, più modernamente, cromatografia ionica accoppiata a MS/MS senza derivatizzazione (ISO 21458:2008, EPA 547).
Il LOQ richiesto dalla normativa italiana è 0,03 µg/L (30% del limite). Il laboratorio 123Acqua opera con LOQ di 0,02 µg/L per glifosato e 0,03 µg/L per AMPA.
Come si abbatte (tecnologie efficaci)
Carbone attivo granulare: efficienza moderata (40–80%), variabile in funzione del tipo di carbone e del tempo di contatto.
Ozonizzazione: efficiente nella degradazione di glifosato, con formazione di AMPA come sottoprodotto.
Osmosi inversa: rimozione >95%.
L'ebollizione e i filtri a sedimento NON rimuovono il glifosato.
Mappa Italia: dove è più presente
Il rapporto ISPRA “Pesticidi nelle acque” (edizione 2024) indica glifosato e AMPA tra le sostanze più frequentemente rilevate sopra il limite di 0,1 µg/L nelle acque superficiali in Lombardia, Veneto, Friuli, Toscana, Emilia-Romagna e Sicilia. In falda i superamenti sono più rari ma presenti.
Cosa fare se sospetti contaminazione
Se possiedi un pozzo in area agricola — in particolare zone a vigneto, cerealicoltura intensiva o frutteto — è consigliata un’analisi specifica per glifosato/AMPA, idealmente nei mesi successivi ai trattamenti primaverili.
Outlook normativo
EFSA sta riconsiderando il TDI alla luce dei dati 2024–2025 sulla neurotossicità dello sviluppo. Diversi Stati membri (Germania, Lussemburgo, Austria) hanno annunciato divieti nazionali più stringenti del Regolamento UE.
Domande correlate
Altri contaminanti emergenti
PFAS (acidi perfluoroalchilici)
I PFAS sono una famiglia di oltre 4.700 composti perfluoroalchilici di sintesi, soprannominati “forever chemicals” per la loro estrema persistenza ambientale. Sono associati a effetti tossici sul fegato, sistema immunitario e tiroide, e contaminano molte falde acquifere italiane, in particolare in Veneto, Lombardia e Piemonte.
Microplastiche
Le microplastiche sono frammenti di plastica con dimensione inferiore a 5 mm, sempre più frequenti nelle acque superficiali, di rete e in bottiglia. Non esistono ad oggi limiti vincolanti in Italia o UE, ma la Watch list UE ha incluso le microplastiche tra le sostanze da monitorare a partire dal 2024.
Residui farmaceutici
I residui di farmaci umani e veterinari (antibiotici, antinfiammatori, antiepilettici, ormoni) sono ormai ubiquitari nelle acque superficiali italiane. Non esistono limiti vincolanti, ma diciotto principi attivi sono nella Watch list UE per acque superficiali e tre nella Watch list per acque potabili.
Pesticidi agricoli
Gli antiparassitari di sintesi includono migliaia di principi attivi tra erbicidi, insetticidi, fungicidi e i loro metaboliti. La normativa italiana fissa un limite cautelativo molto basso: 0,1 µg/L per singolo pesticida e 0,5 µg/L sulla somma totale.
Scheda aggiornata al 2026-05-03. Redazione tecnica laboratorio accreditato ISO/IEC 17025.