Vai al contenuto
Logo
123Acqua
Sostanze chimiche di sintesi persistenti

PFAS (acidi perfluoroalchilici)

CAS: 1763-23-1 (PFOS) · 335-67-1 (PFOA) · 375-73-5 (PFBS) · 375-95-1 (PFNA)

I PFAS sono una famiglia di oltre 4.700 composti perfluoroalchilici di sintesi, soprannominati “forever chemicals” per la loro estrema persistenza ambientale. Sono associati a effetti tossici sul fegato, sistema immunitario e tiroide, e contaminano molte falde acquifere italiane, in particolare in Veneto, Lombardia e Piemonte.

Limite di legge in Italia

0,1 µg/L

Fonte: D.Lgs. 18/2023, allegato I parte B — Somma di 20 PFAS

Limite alternativo: PFAS totali 0,5 µg/L. Per il Veneto la Regione applica limiti più stringenti per PFOA, PFOS, PFHxA su falda interessata dalla zona rossa.

Riferimento WHO: 0,1 µg/LWHO provisional guideline value (2022) per PFOS e PFOA singoli

Cos'è e origine

I PFAS (per- e polifluoroalchil sostanze) sono molecole organiche caratterizzate da catene carboniose in cui gli idrogeni sono sostituiti da atomi di fluoro. Il legame C–F è uno dei più forti in chimica organica e rende queste sostanze praticamente non degradabili nell'ambiente: per questo si sono guadagnate l'etichetta di “forever chemicals”.

Vengono prodotti dagli anni '50 per le loro proprietà di idro- e oleorepellenza. Sono presenti in tessuti tecnici (Gore-Tex), schiume antincendio AFFF, padelle antiaderenti (Teflon), carta oleata per alimenti, cosmetici, vernici, cere e moltissimi processi industriali galvanici e cartari.

In Italia il caso più noto è quello del polo chimico di Trissino (VI), dove l'azienda Miteni ha contaminato dagli anni '70 una vastissima falda acquifera tra Vicenza, Verona e Padova, con livelli di PFOA fino a oltre 1.000 ng/L nelle acque potabili distribuite a circa 350.000 persone.

Come arriva nell'acqua

I PFAS raggiungono le risorse idriche attraverso scarichi industriali diretti, percolato di discariche, dilavamento di siti contaminati da schiume AFFF (aeroporti, basi militari, esercitazioni antincendio) e deposizione atmosferica.

Una volta in falda, viaggiano per chilometri perché sono altamente solubili in acqua e non vengono trattenuti dal terreno. La depurazione convenzionale con coagulazione, sedimentazione, filtrazione a sabbia e disinfezione è totalmente inefficace: i PFAS attraversano gli impianti senza essere abbattuti.

Effetti sulla salute (evidenza scientifica)

L'EFSA nel 2020 ha fissato una dose tollerabile settimanale di 4,4 ng/kg di peso corporeo per la somma di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS — valore drasticamente più basso rispetto al passato.

Le principali evidenze epidemiologiche, confermate da studi sulla popolazione veneta esposta (progetto Sorveglianza sanitaria Regione Veneto 2017–2023), riguardano riduzione della risposta vaccinale, dislipidemie, ipertensione gestazionale, basso peso alla nascita e aumento del rischio di tumore al rene e al testicolo.

Lo IARC ha classificato il PFOA come cancerogeno per l’uomo (Gruppo 1) nel dicembre 2023 e il PFOS come possibile cancerogeno (Gruppo 2B).

Limite normativo (Italia, UE, WHO)

Il D.Lgs. 18/2023, in vigore dal 21 marzo 2023, recepisce la Direttiva UE 2020/2184 e introduce per la prima volta in Italia un limite vincolante per i PFAS nelle acque destinate al consumo umano.

RiferimentoParametroValoreUnità
D.Lgs. 18/2023Somma di 20 PFAS0,1µg/L
D.Lgs. 18/2023PFAS totali0,5µg/L
EPA USA (2024)PFOA singolo4ng/L
EPA USA (2024)PFOS singolo4ng/L
WHO (2022, provv.)PFOA / PFOS singoli100ng/L
Limiti normativi PFAS nelle acque potabili

Come si analizza (metodo, LOQ)

L'analisi dei PFAS richiede strumentazione di alto livello: cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS) con sorgente ESI in modalità negativa.

Il laboratorio 123Acqua applica metodi conformi a EPA 533, EPA 537.1 e ISO 21675:2019 con LOQ di 1 ng/L per il singolo composto, ben al di sotto di qualunque soglia normativa. La preparazione del campione prevede estrazione in fase solida (SPE) su cartucce WAX e arricchimento di 100–500 volte.

Come si abbatte (tecnologie efficaci)

Solo tre tecnologie hanno efficacia documentata sui PFAS in acqua potabile:

  • Carbone attivo granulare (GAC): efficace su PFAS a catena lunga (PFOA, PFOS), efficienza ridotta su catena corta (PFBA, PFBS). Necessita rigenerazione frequente.
  • Resine a scambio anionico (IEX) selettive per PFAS: più efficaci sulle catene corte, costo elevato.
  • Osmosi inversa o nanofiltrazione: rimozione >99% di tutti i PFAS, ma elevato consumo energetico e produzione di concentrato da smaltire.

Mappa Italia: dove è più presente

Le aree italiane con contaminazione documentata da PFAS includono la “zona rossa” di Vicenza-Verona-Padova (Miteni), il bacino del Bormida in Piemonte (Solvay-Spinetta Marengo), alcuni siti industriali in Lombardia (Lodi, Brescia, Bergamo) e in Toscana (val di Chiana). Recenti monitoraggi ARPA hanno trovato PFAS in tracce anche in falde di Emilia-Romagna, Lazio e Campania.

Cosa fare se sospetti contaminazione

Se vivi in una zona a rischio o utilizzi acqua di pozzo, l’unico modo per avere certezza è far analizzare l’acqua presso un laboratorio accreditato ISO/IEC 17025 con metodo LC-MS/MS. I kit colorimetrici fai-da-te non rilevano i PFAS ai livelli normativi (parliamo di nanogrammi/litro).

In attesa del referto, evita di bere acqua di pozzo se sei in area di esposizione nota; l’acqua per igiene personale e doccia non costituisce via espositiva significativa.

Outlook normativo

L’ECHA sta valutando una restrizione universale REACH che vieterebbe l'intera famiglia PFAS in UE entro il 2027. Negli USA EPA ha già imposto limiti drasticamente più bassi (4 ng/L per PFOA e PFOS singoli) ad aprile 2024. È prevista a breve una revisione al ribasso anche dei valori europei.

Domande correlate

Altri contaminanti emergenti

Scheda aggiornata al 2026-05-03. Redazione tecnica laboratorio accreditato ISO/IEC 17025.