Bisfenoli S, F, AF (alternative al BPA)
CAS: 80-09-1 (BPS — bisfenolo S) · 620-92-8 (BPF — bisfenolo F) · 1478-61-1 (BPAF — bisfenolo AF)
I bisfenoli S, F e AF sono i principali sostituti del bisfenolo A introdotti dall'industria dopo le restrizioni REACH sul BPA in biberon, scontrini termici e materiali a contatto con alimenti. Le evidenze tossicologiche più recenti indicano però attività endocrina paragonabile o superiore a quella del BPA, con effetti estrogenici, antiandrogenici e di interferenza tiroidea. Non esistono limiti vincolanti nelle acque potabili italiane o europee: i bisfenoli alternativi non sono ancora regolati dal D.Lgs. 18/2023, che fissa il solo limite per il BPA a 2,5 µg/L. Sono però in piena valutazione per la prossima Watch list UE acque potabili.
Limite di legge in Italia
Non regolamentati in modo vincolante in Italia e UE per le acque destinate al consumo umano. Il D.Lgs. 18/2023 fissa il limite solo per il BPA (2,5 µg/L). BPS e BPF sono candidati di primo piano per la prossima Watch list UE acque potabili (2026-2028).
Riferimento WHO: Nessun valore guida — — WHO Guidelines for Drinking-water Quality (4ª edizione + addenda 2022)
L'OMS non ha ancora valutato i bisfenoli alternativi come parametri di acqua potabile. EFSA ha incluso BPS e BPF nella valutazione 2023 sul bisfenolo A, ma non ha derivato dosi tollerabili specifiche.
Cos'è e origine
I bisfenoli sono una famiglia di composti organici caratterizzati da due gruppi fenolici legati a un ponte centrale variabile. Il capostipite, il bisfenolo A (BPA), è stato l'archetipo industriale fin dagli anni '50 per la produzione di policarbonati, resine epossidiche, rivestimenti interni di lattine e contenitori alimentari, scontrini termici. A seguito delle crescenti evidenze di tossicità endocrina e delle restrizioni regolatorie (divieto nei biberon UE dal 2011, restrizione nei materiali a contatto con alimenti, restrizione sugli scontrini termici dal 2020), l'industria ha sostituito progressivamente il BPA con analoghi strutturali.
Il BPS (bisfenolo S, ponte sulfonile fra i due anelli fenolici) è oggi il principale sostituto negli scontrini termici e nelle resine epossidiche; il BPF (bisfenolo F, ponte metilenico) viene impiegato in vernici, adesivi e resine per imballaggi alimentari; il BPAF (bisfenolo AF, ponte esafluoropropano) è utilizzato in elastomeri fluorurati di alta qualità e in alcune applicazioni elettroniche.
Il problema dal punto di vista sanitario è che la sostituzione è stata regolatoria, non tossicologica: i bisfenoli alternativi conservano la struttura dei due fenoli e mantengono affinità per i recettori estrogenici, in alcuni casi con potenza superiore al BPA stesso. Si parla in letteratura di regrettable substitution, sostituzione che sposta il problema senza risolverlo.
Come arriva nell'acqua
Le sorgenti principali di immissione ambientale dei bisfenoli alternativi sono gli scarichi industriali (produzione di resine, vernici, carta termica), il percolato di discariche di rifiuti contenenti plastiche e carta termica, lo scarico dei depuratori urbani che ricevono reflui domestici e commerciali (BPS dagli scontrini, BPF dai materiali a contatto con alimenti) e il dilavamento di superfici trattate con resine epossidiche.
La depurazione convenzionale rimuove i bisfenoli con efficienza variabile (40-80%): il BPS, più polare, è particolarmente persistente e tende a passare attraverso gli impianti raggiungendo i corpi idrici recettori. Diversi monitoraggi europei recenti hanno rilevato che il BPS supera ormai il BPA nelle acque superficiali a valle dei grandi centri urbani, conseguenza diretta della sostituzione industriale.
Nei materiali a contatto con acqua potabile (rivestimenti epossidici di serbatoi, tubazioni in resina, contenitori plastici) il BPF può rappresentare una sorgente diretta per cessione dal materiale al liquido, in particolare con acque calde, leggermente acide o in presenza di tempi di stagnazione prolungati.
Effetti sulla salute (evidenza scientifica)
Le revisioni sistematiche pubblicate tra il 2020 e il 2025 (in particolare Rochester e Bolden, Environmental Health Perspectives) concludono che BPS e BPF mostrano attività estrogenica in vitro paragonabile al BPA, con potenza relativa variabile tra 0,3 e 2 a seconda del sistema di test impiegato. Il BPAF risulta in alcuni saggi più potente dello stesso BPA come agonista del recettore estrogenico.
Le evidenze sperimentali in vivo (su roditori e pesci zebra) hanno documentato effetti su fertilità maschile e femminile, alterazioni dello sviluppo neurologico, modifiche del comportamento ansioso e sociale, alterazioni metaboliche pro-obesogene. Per il BPAF si segnala particolare preoccupazione per gli effetti sulla funzione tiroidea, con riduzione documentata dei livelli di T3 e T4 in studi su roditori.
L'EFSA nel 2023 ha drasticamente ridotto la TDI del BPA da 4 µg/kg/giorno a 0,2 ng/kg/giorno (riduzione di 20.000 volte) sulla base di nuove evidenze immunotossiche. La valutazione degli analoghi è in corso ma è plausibile che porti a TDI altrettanto restrittive nei prossimi anni, con conseguenze importanti sui limiti per acque potabili.
Limite normativo (Italia, UE, WHO)
Va dichiarato con chiarezza: ad oggi (2026) né il D.Lgs. 18/2023 né la Direttiva UE 2020/2184 fissano limiti vincolanti per BPS, BPF o BPAF nelle acque destinate al consumo umano. Il D.Lgs. 18/2023 regola il solo bisfenolo A con un valore di 2,5 µg/L, valore peraltro considerato dalla comunità scientifica largamente non protettivo alla luce della nuova TDI EFSA 2023.
I bisfenoli alternativi sono però in piena valutazione per la prossima Watch list UE acque potabili, attesa nel 2026-2028. La Commissione UE sta inoltre valutando un eventuale gruppo regolatorio dei bisfenoli (group approach) per evitare la sostituzione fra analoghi della stessa famiglia.
| Composto | Limite D.Lgs. 18/2023 | Watch list UE | Note |
|---|---|---|---|
| BPA (bisfenolo A) | 2,5 µg/L | Già normato | Revisione attesa in linea con TDI 2023 EFSA |
| BPS (bisfenolo S) | Non normato | In valutazione | Sostituto principale negli scontrini termici |
| BPF (bisfenolo F) | Non normato | In valutazione | Vernici, adesivi, contatto alimenti |
| BPAF (bisfenolo AF) | Non normato | In valutazione | Elastomeri fluorurati, attività endocrina elevata |
Come si analizza (metodo, LOQ)
L'analisi dei bisfenoli richiede metodi cromatografici accoppiati a spettrometria di massa tandem. Il metodo di riferimento è la cromatografia liquida con spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS) con sorgente ESI in modalità negativa, dopo estrazione in fase solida (SPE) su cartucce HLB o C18 con preconcentrazione di 100-500 volte.
Il laboratorio 123Acqua applica un metodo multiresiduo che copre simultaneamente BPA, BPS, BPF, BPAF con LOQ di 10 ng/L per ogni composto, ampiamente sufficiente per i futuri limiti normativi attesi. La calibrazione viene condotta con standard interni isotopicamente marcati (BPA-d16, BPS-d8) per compensare effetti matrice e variabilità strumentale.
Particolare attenzione va prestata alla prevenzione delle contaminazioni di laboratorio: i bisfenoli sono ubiquitari nei materiali plastici di consumo (provette, tappi, guarnizioni, dispenser), per cui si utilizzano vials in vetro silanizzato, tappi privi di rivestimenti epossidici, e blank di processo rigorosi.
Come si abbatte (tecnologie efficaci)
Le tecnologie più efficaci per la rimozione dei bisfenoli dalle acque sono basate sull'adsorbimento, l'ossidazione avanzata e la filtrazione su membrane:
- Carbone attivo granulare (GAC): efficienza 80-95% sulla maggior parte dei bisfenoli, ottima per BPA e BPF; leggermente inferiore sul BPS che è più polare.
- Ozonizzazione: efficienza >90% sui bisfenoli tradizionali; possibile formazione di sottoprodotti di degradazione (chinoni) la cui tossicità è oggetto di studio.
- Processi di ossidazione avanzata (UV/H2O2, UV/persolfato): efficienza >95% su tutti i bisfenoli, standard per acque con elevato carico.
- Nanofiltrazione e osmosi inversa: rimozione quasi totale (>99%) per tutti i bisfenoli, indipendentemente dalla polarità della molecola.
- Filtri caraffa standard: efficacia limitata e non documentata su BPS e BPF; si consiglia di privilegiare sistemi GAC ad alta capacità o osmosi inversa per esposizioni note.
Mappa Italia: dove sono più presenti
I monitoraggi sistematici sui bisfenoli alternativi in Italia sono ancora frammentari, ma i dati di ricerca pubblicati da gruppi accademici (Università di Brescia, Università di Bologna, CNR-IRSA) indicano la presenza ubiquitaria di BPS e BPF nelle acque superficiali a valle delle aree urbane padane (Po, Lambro, Olona, Adige) e nei tratti finali dei principali fiumi appenninici (Arno, Tevere).
Concentrazioni elevate sono state documentate anche nelle acque interne degli impianti di trattamento di reflui industriali del distretto cartario lucchese, del polo conciario di Solofra (AV) e di alcuni siti di trasformazione plastica del Bresciano. Per quanto riguarda l'acqua di rete domestica, i pochi dati disponibili indicano concentrazioni nell'ordine di pochi ng/L, prevalentemente di origine non strutturale (cessione da materiali a contatto, contaminazione di matrice).
Cosa fare se sospetti contaminazione
Per chi utilizza acqua di pozzo in prossimità di discariche, depuratori di reflui industriali (cartiere, concerie, trasformazione plastica) o impianti di stoccaggio di rifiuti termici (scontrini), è consigliabile includere lo screening bisfenoli (panel BPA + BPS + BPF + BPAF) nelle analisi periodiche di approfondimento, almeno una volta ogni 2-3 anni.
Per i privati che vivono in città a valle di scarichi urbani significativi e desiderano una rassicurazione aggiuntiva, un sistema di osmosi inversa domestica o un filtro GAC ad alta capacità abbattono praticamente del tutto questi composti. È inoltre prudente limitare l'esposizione complessiva evitando la riscaldamento di liquidi in contenitori plastici e privilegiando contenitori in vetro o acciaio.
Outlook normativo
L'ECHA sta valutando un approccio regolatorio di gruppo per i bisfenoli a livello REACH, che potrebbe portare a una restrizione collettiva entro il 2027-2028, evitando la sostituzione interna alla famiglia. Sul fronte acque potabili è plausibile l'inclusione di BPS e BPF nella prossima Watch list UE (Decisione attesa nel 2026), con valori di riferimento provvisori dell'ordine di 100-300 ng/L.
EFSA ha annunciato una valutazione armonizzata di BPS, BPF e BPAF in seguito alla nuova TDI del BPA del 2023. Se confermata la potenza endocrina paragonabile, è atteso un allineamento al ribasso dei limiti per l'intera famiglia, con possibili soglie nell'acqua potabile inferiori a 50 ng/L entro il 2030.
Domande correlate
Altri contaminanti emergenti
PFAS (acidi perfluoroalchilici)
I PFAS sono una famiglia di oltre 4.700 composti perfluoroalchilici di sintesi, soprannominati “forever chemicals” per la loro estrema persistenza ambientale. Sono associati a effetti tossici sul fegato, sistema immunitario e tiroide, e contaminano molte falde acquifere italiane, in particolare in Veneto, Lombardia e Piemonte.
Microplastiche
Le microplastiche sono frammenti di plastica con dimensione inferiore a 5 mm, sempre più frequenti nelle acque superficiali, di rete e in bottiglia. Non esistono ad oggi limiti vincolanti in Italia o UE, ma la Watch list UE ha incluso le microplastiche tra le sostanze da monitorare a partire dal 2024.
Residui farmaceutici
I residui di farmaci umani e veterinari (antibiotici, antinfiammatori, antiepilettici, ormoni) sono ormai ubiquitari nelle acque superficiali italiane. Non esistono limiti vincolanti, ma diciotto principi attivi sono nella Watch list UE per acque superficiali e tre nella Watch list per acque potabili.
Glifosato e AMPA
Il glifosato è l'erbicida più utilizzato al mondo. Insieme al suo metabolita AMPA, contamina diffusamente le acque superficiali e sotterranee italiane. Per il D.Lgs. 18/2023 è soggetto al limite generale per i singoli pesticidi: 0,1 µg/L.
Scheda aggiornata al 2026-05-22. Redazione tecnica laboratorio accreditato ISO/IEC 17025.