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Nel 2025 il monitoraggio ARPA Lombardia si allinea ai nuovi obblighi del D.Lgs. 18/2023, estendendo i controlli a PFAS, nitrati e parametri emergenti nelle acque lombarde.
Il programma di monitoraggio ambientale ARPA Lombardia 2025 aggiorna i controlli sulle acque superficiali e sotterranee della regione in applicazione del D.Lgs. 18/2023. Per la prima volta i nuovi parametri emergenti — PFAS, bisfenolo A, microcistina-LR — entrano ufficialmente nel ciclo di sorveglianza regionale, con ricadute dirette su acquedotti, pozzi privati e imprese alimentari lombarde.
ARPA Lombardia è l'ente tecnico-scientifico responsabile del monitoraggio dei corpi idrici regionali: fiumi, laghi, falde acquifere e acque destinate al consumo umano. I dati prodotti dall'agenzia alimentano le valutazioni del rischio condotte dalle ASL e dai gestori del servizio idrico integrato.
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva (UE) 2020/2184, ha ampliato il ruolo delle ARPA regionali: i risultati del monitoraggio ambientale devono ora confluire nei Water Safety Plan dei gestori, rendendo il percorso dalla captazione al rubinetto pienamente tracciabile e documentato.
Rispetto al quadro precedente del D.Lgs. 18/2023 s.m.i., il decreto del 2023 ha introdotto parametri emergenti che il piano di monitoraggio ARPA deve ora includere:
La Pianura Padana è soggetta a pressioni ambientali che rendono il monitoraggio delle acque lombarde strategicamente importante. I PFAS — sostanze perfluoroalchiliche persistenti — si sono diffusi nelle falde acquifere padane come conseguenza di decenni di utilizzo industriale e agricolo. L'attenzione maturata a partire dalle indagini nel Veneto ha accelerato i controlli su tutto il bacino del Po, incluse le province lombarde.
I nitrati rappresentano una pressione cronica nelle aree agricole intensive. Il limite del D.Lgs. 18/2023 è fissato a 50 mg/L, in linea con la Direttiva Nitrati (91/676/CEE). Nelle aree della Pianura Padana con coltivazioni cerealicole e allevamenti intensivi, le falde superficiali possono subire pressioni stagionali significative nel periodo che segue le concimazioni primaverili ed estive.
Per le strutture soggette all'autocontrollo alimentare ai sensi del Reg. CE 852/2004 — ristoranti, alberghi, RSA, scuole, mense e laboratori artigianali — il dato ARPA non è sufficiente da solo. Il monitoraggio regionale fotografa i corpi idrici e le reti acquedottistiche principali, ma non certifica la qualità dell'acqua nel singolo edificio o nel singolo pozzo aziendale.
Il D.Lgs. 18/2023 prevede che le imprese alimentari verifichino la conformità dell'acqua utilizzata nel processo produttivo ai nuovi parametri. Un laboratorio accreditato ISO 17025 fornisce il referto analitico riconosciuto da ASL, NAS e autorità di controllo; il certificato va integrato nel piano HACCP e aggiornato con frequenza coerente con il profilo di rischio dell'attività.
Il monitoraggio ARPA non copre i pozzi privati: chi attinge acqua da un pozzo ad uso domestico o aziendale è l'unico responsabile della verifica. In assenza di analisi periodiche, è impossibile accertare se i nuovi parametri del D.Lgs. 18/2023 — in particolare PFAS e nitrati — rientrano nei limiti di sicurezza.
Le province lombarde con maggiore attività industriale e agricola presentano storicamente una pressione più elevata sulle falde acquifere. Per i pozzi in queste aree, un ciclo annuale di analisi accreditate ISO 17025 è la misura preventiva più efficace, sia per la tutela della salute sia per il rispetto degli obblighi documentali HACCP.
I dati del monitoraggio ARPA Lombardia 2025 offrono un quadro aggiornato della qualità ambientale delle acque regionali, ma non sostituiscono la verifica analitica al singolo punto di prelievo. Le azioni concrete per cittadini e imprese:
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