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D.Lgs. 18/2023: cosa cambia per le acque potabili in Italia
Il decreto recepisce la direttiva (UE) 2020/2184 e introduce nuovi parametri, limiti più stringenti per il piombo e l'obbligo del Water Safety Plan.
Il D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18 ha avviato il più importante aggiornamento della normativa italiana sulle acque potabili degli ultimi vent'anni, sostituendo progressivamente il D.Lgs. 31/2001 e recependo la direttiva (UE) 2020/2184.
Le principali novità
- Approccio basato sul rischio (Water Safety Plan) lungo l'intera filiera: captazione, trattamento, distribuzione, edifici prioritari.
- Nuovi parametri obbligatori: PFAS (somma 20 PFAS, limite 0,1 µg/L), bisfenolo A (2,5 µg/L), microcistina-LR (1 µg/L), uranio (30 µg/L).
- Limite piombo abbassato da 10 a 5 µg/L (entro il 2036).
- Sorveglianza obbligatoria della Legionella negli edifici prioritari.
- Trasparenza verso i cittadini: pubblicazione obbligatoria dei dati di monitoraggio.
Cosa devono fare gestori e aziende
I gestori del servizio idrico integrato, gli autocontrolli HACCP delle aziende alimentari e i responsabili degli edifici prioritari (ospedali, RSA, alberghi, scuole) devono aggiornare i propri piani di monitoraggio per includere i nuovi parametri secondo le scadenze stabilite a livello regionale.
I laboratori accreditati ISO 17025 come 123Acqua hanno già aggiornato i metodi di prova per coprire i nuovi parametri introdotti dal decreto.
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