Trialometani totali (TTHM)
Sottoprodotti volatili della disinfezione, formati dalla reazione fra cloro libero e sostanza organica naturale. In piscine coperte la loro concentrazione in acqua e nell’aria respirata è un indicatore di qualità sanitaria e di efficienza del rinnovo idrico.
Range Accordo Stato-Regioni 16/01/2003
≤ 100 µg/L
D.Lgs. 18/2023 (acqua potabile) e linee guida WHO/ISS per piscine coperte
L’Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 non fissa un limite esplicito; si applica per analogia il limite acqua potabile e le raccomandazioni internazionali per piscine coperte.
Frequenza di misurazione
Semestrale di base; trimestrale in piscine coperte ad alta frequentazione (analisi di laboratorio).
Unità di misura: µg/L
Cosa sono i trialometani in piscina
I trialometani (THM) sono composti organici volatili a base di carbonio, idrogeno e alogeni che si formano per reazione fra il cloro libero attivo e la sostanza organica naturale presente in acqua (composti azotati, sudore, urina, residui cosmetici, capelli, cellule cutanee). I quattro composti principali sono cloroformio (CHCl₃), bromodiclorometano (CHCl₂Br), dibromoclorometano (CHClBr₂) e bromoformio (CHBr₃); la loro somma costituisce i trialometani totali (TTHM).
In piscina il cloroformio è di gran lunga il composto dominante, perché il bromuro disciolto è scarso, mentre nelle piscine al sale e nelle SPA con disinfezione mista cloro-bromo aumenta la quota dei composti bromurati. La produzione di THM cresce con la concentrazione di cloro libero, il tempo di contatto, la temperatura e la quantità di precursori organici introdotti dai bagnanti.
La criticità non riguarda solo la concentrazione in acqua: i THM sono volatili e migrano nell’aria sovrastante la vasca. Nelle piscine coperte mal ventilate la loro inalazione cronica da parte di nuotatori, addetti al bordo vasca e bagnini è oggetto di sorveglianza sanitaria internazionale.
Limite normativo e riferimenti
L’Accordo Stato-Regioni del 16/01/2003 non fissa un limite specifico per i trialometani totali nelle piscine, ma richiama il principio di limitazione dei sottoprodotti di disinfezione e impone al gestore di garantire un adeguato rinnovo idrico. Per analogia si applica il limite del D.Lgs. 18/2023 (recepimento Direttiva UE 2020/2184) sull’acqua potabile, pari a 100 µg/L per la somma dei quattro composti.
Le linee guida WHO Guidelines for safe recreational water environments (volume 2: swimming pools and similar environments) e le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità per le piscine coperte ad alta frequentazione fissano una soglia di attenzione di 50 µg/L in acqua e di 0,3 mg/m³ di tricloroamina nell’aria respirata sopra il pelo libero.
Diverse regioni italiane (Emilia-Romagna, Toscana, Veneto) hanno recepito nei propri regolamenti il monitoraggio semestrale dei THM nelle piscine coperte come buona prassi sanitaria, anche se non esplicitamente richiesto dall’Accordo del 2003.
Come si misurano
Il metodo di riferimento è la gascromatografia con detector a cattura di elettroni (GC-ECD) o con spettrometria di massa (GC-MS), preceduta da estrazione liquido-liquido con esano o pentano oppure da micro-estrazione in fase solida (SPME) secondo UNI EN ISO 10301 e APAT-IRSA 5150.
Il campionamento richiede flaconi a volume costante, riempiti senza spazio di testa per evitare la perdita per volatilizzazione, e conservazione a 4 °C con sodio tiosolfato per bloccare la formazione di nuovi THM durante il trasporto.
Per le piscine coperte è possibile abbinare il monitoraggio in acqua a quello dell’aria respirata, prelevando con pompa attiva su cartuccia adsorbente o con tubi colorimetrici diretti per cloroformio e tricloroamina.
Conseguenze fuori range
TTHM superiori a 100 µg/L in acqua: rischio sanitario per esposizione cronica documentato da studi epidemiologici su nuotatori agonistici (associazione con asma da piscina, irritazione delle vie respiratorie e aumentato rischio di patologie respiratorie ostruttive nei lavoratori degli impianti).
TTHM tra 50 e 100 µg/L: situazione di attenzione, segnale di rinnovo idrico insufficiente o di carico organico elevato. È buona pratica avviare azioni correttive prima del superamento del limite di legge.
Concentrazioni di tricloroamina in aria superiori a 0,3 mg/m³: irritazione di occhi e vie respiratorie nei frequentatori e nel personale, oggetto di sorveglianza da parte del medico competente e dell’RSPP della struttura.
Strategie di riduzione
L’unica strategia veramente efficace è agire sui precursori organici: imporre la doccia preventiva con sapone (riduce del 30% l’apporto di sostanza organica), aumentare il rinnovo idrico oltre i 30 L/bagnante/giorno previsti dalla norma UNI 10637, dotare la piscina coperta di impianto di ventilazione meccanica con ricambio d’aria almeno pari a 8 m³/h per metro quadrato di superficie vasca.
L’installazione di un sistema UV a media pressione sul ricircolo (dose 60 mJ/cm²) decompone una parte dei precursori azotati e delle clorammine, riducendo la formazione di nuovi THM senza generare sottoprodotti aggiuntivi pericolosi. I filtri a carbone attivo in coda al ricircolo intercettano i THM già formati, ma vanno rigenerati frequentemente.
In presenza di trattamento con ozono ben dimensionato la formazione di THM si riduce ulteriormente, perché l’ozono ossida i precursori organici prima che entrino in contatto con il cloro libero in vasca. Va tuttavia evitato il fenomeno della formazione di bromati, che richiede il monitoraggio congiunto del bromuro disciolto.
- Doccia obbligatoria con sapone prima della vasca.
- Rinnovo idrico minimo 30 L/bagnante/giorno (UNI 10637).
- UV a media pressione 60 mJ/cm² sul ricircolo.
- Filtri a carbone attivo per assorbimento dei THM già formati.
- Ventilazione meccanica delle piscine coperte 8 m³/h/m².
Manutenzione e registro
Il dato di trialometani totali va riportato nel registro tecnico del gestore con cadenza semestrale (trimestrale negli impianti ad alta frequentazione e nelle piscine coperte). Va conservato per almeno cinque anni e messo a disposizione dell’ASL e dell’organo di vigilanza in caso di ispezione.
In caso di superamento del limite tabellare il gestore deve attivare un piano di adeguamento documentato: intervento sul rinnovo idrico, verifica della filtrazione, controllo della concentrazione di cloro libero e del carico antropico, eventuale installazione di trattamenti complementari (UV o ozonizzazione).
Errori comuni
Il più frequente è ritenere i THM un parametro accessorio perché non richiesto esplicitamente dall’Accordo del 2003: in realtà le ASL regionali stanno progressivamente richiedendo la dimostrazione del controllo dei sottoprodotti di disinfezione nelle piscine coperte. Un altro errore è cercare di ridurre i THM dosando meno cloro libero, peggiorando il quadro microbiologico senza incidere realmente sulla causa (il carico organico).
- Confondere THM con clorammine: sono famiglie chimiche diverse.
- Misurare solo l’acqua e trascurare la concentrazione in aria respirata.
- Ridurre il cloro libero per abbassare i THM (rischio microbiologico).
- Non documentare la ventilazione meccanica delle piscine coperte.
- Campionare senza flacone a volume costante (perdita per volatilizzazione).
Cosa fa il laboratorio
Il laboratorio 123Acqua, accreditato ISO/IEC 17025, esegue la determinazione dei trialometani totali e dei singoli composti (cloroformio, bromodiclorometano, dibromoclorometano, bromoformio) con gascromatografia GC-MS preceduta da estrazione liquido-liquido o SPME, secondo UNI EN ISO 10301.
Su richiesta del gestore il pacchetto può includere la determinazione di altri sottoprodotti rilevanti (acidi aloacetici, aloacetonitrili, cloruro di cianogeno, bromati in presenza di ozonizzazione) e il monitoraggio della tricloroamina nell’aria sovrastante la vasca con campionatori dedicati. Il referto include la valutazione dell’andamento rispetto ai limiti tabellari e suggerimenti operativi per il rinnovo idrico e la gestione dell’impianto.
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-22. Riferimenti: Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR), norma UNI 10637.