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Strumento gratuito

Calcolatore cloro piscina

Dosaggio corretto di ipoclorito di sodio, dicloroisocianurato o tricloroisocianurato per mantenere il cloro libero nei valori di legge previsti dall'Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 e dalla norma UNI 10637.

Risultato dosaggio

Target cloro libero: 0.7-1.5 mg/L (set point 1 mg/L). Forma prodotto: liquido (mL).

Cloro attivo da aggiungere

30 g

Prodotto da dosare (14.5%)

207 g ≈ 172 mL

Calcolo indicativo conforme ai parametri dell'Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 e norma UNI 10637. Non sostituisce le analisi di laboratorio obbligatorie per le piscine ad uso pubblico.

La disinfezione delle piscine in Italia: quadro normativo

La gestione sanitaria delle piscine ad uso pubblico in Italia è disciplinata dall'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 (Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano), recepito poi con regolamenti regionali. Il documento fissa i requisiti igienico-sanitari minimi per la progettazione, la costruzione e la gestione delle piscine destinate al pubblico, con particolare attenzione ai parametri chimici e microbiologici dell'acqua di vasca. La norma tecnica complementare di riferimento è la UNI 10637, che disciplina il trattamento dell'acqua, la ricircolazione, la filtrazione e i requisiti minimi degli impianti.

Valori limite del cloro libero e combinato

Il cloro libero attivo è la frazione disinfettante effettivamente disponibile nella vasca. I valori limite imposti dall'Accordo Stato-Regioni 2003 sono:

  • Piscine coperte: cloro libero compreso tra 0,7 e 1,5 mg/L;
  • Piscine scoperte: cloro libero compreso tra 1,0 e 1,5 mg/L (valori più alti per compensare la perdita da raggi UV);
  • Cloro combinato: non superiore a 0,4 mg/L;
  • pH: compreso tra 6,5 e 7,5;
  • Acido isocianurico: non oltre 75 mg/L;
  • Sottoprodotti (trialometani): THM totali ≤ 30 µg/L.

Il cloro combinato (cloramine) è il principale indicatore di una cattiva gestione: si forma quando il cloro libero reagisce con l'ammoniaca rilasciata da sudore, urina, cosmetici e cellule cutanee dei bagnanti. È la causa del classico odore pungente che molti attribuiscono erroneamente al "troppo cloro": in realtà segnala esattamente il contrario, ossia che il cloro libero è insufficiente a ossidare la carica organica.

Breakpoint chlorination: la superclorazione di rottura

Quando il cloro combinato supera 0,4 mg/L è necessaria una breakpoint chlorination (clorazione di rottura). Si tratta di una superclorazione mirata che porta il cloro libero a un valore tale da ossidare completamente le cloramine, ricondurle ad azoto gassoso e CO₂ e "resettare" la vasca. La regola empirica è di dosare circa 10 volte il valore di cloro combinato misurato: ad esempio, con cloramine a 0,6 mg/L servono 6 mg/L di cloro libero.

La superclorazione si esegue a vasca chiusa al pubblico, idealmente la sera dopo l'ultima sessione, garantendo poi un ricircolo continuo per 6-12 ore. La riapertura è consentita solo dopo che il cloro libero rientra sotto 5 mg/L e il pH è stabile nel range 6,5-7,5. Una breakpoint regolare (settimanale o quindicinale, in base al carico) è preferibile a interventi straordinari, perché previene l'accumulo di sottoprodotti come trialometani e cloruro di cianogeno.

Gestione dell'acido isocianurico (chlorine-lock)

L'acido isocianurico è uno stabilizzante che protegge il cloro dalla degradazione fotochimica indotta dai raggi UV. Viene rilasciato dai prodotti clorurganici (dicloro e tricloro) ed è praticamente assente nell'ipoclorito di sodio liquido. Per le piscine scoperte un valore tra 30 e 50 mg/L è ottimale: senza stabilizzante il cloro libero può perdere fino al 75% della sua attività in poche ore di sole.

Sopra 75 mg/L, però, l'isocianurico provoca il fenomeno del chlorine-lock: il cloro libero misurato dal kit appare normale ma la sua reale capacità ossidante risulta drasticamente ridotta. Tipicamente si osserva acqua opaca, sviluppo di alghe e necessità di dosaggi sempre più elevati che non risolvono il problema. L'unica soluzione efficace è il ricambio parziale d'acqua (30-50% del volume), eventualmente combinato con filtrazione tramite zeolite o resine specifiche. Per le piscine coperte è consigliato non utilizzare prodotti clorurganici e affidarsi a ipoclorito di sodio o calcio.

Frequenza delle analisi nelle piscine pubbliche

L'Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 e i regolamenti regionali distinguono tre livelli di controllo:

  • Autocontrollo orario in vasca (a cura del responsabile della piscina): cloro libero, cloro combinato, pH e temperatura, registrati su apposito quaderno cartaceo o digitale conservato per cinque anni.
  • Analisi chimiche mensili in laboratorio accreditato ACCREDIA: ferro, alluminio (se usato come flocculante), nitrati, ossidabilità, cloruri, trialometani, sottoprodotti della disinfezione, conducibilità, durezza.
  • Analisi microbiologiche mensili: carica batterica totale a 36 °C e 22 °C, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus aureus, Legionella spp. (per vasche con docce o idromassaggi a temperatura > 23 °C).
  • Controlli periodici della ASL con frequenza variabile (generalmente trimestrale o semestrale).

Scelta del prodotto disinfettante

La scelta del disinfettante dipende dalla tipologia di piscina, dal volume vasca, dall'esposizione ai raggi UV e dalla disponibilità di un sistema di dosaggio automatico:

  • Ipoclorito di sodio liquido (14,5% di cloro attivo): è la scelta standard per piscine pubbliche coperte e per impianti dotati di pompa dosatrice proporzionale. Non rilascia isocianurico ma alcalinizza l'acqua: richiede correttore di pH (acido cloridrico o solforico).
  • Dicloroisocianurato di sodio (56%): granulare a rapida soluzione, indicato per shock e clorazioni di emergenza nelle piscine scoperte. Rilascia isocianurico, va monitorato.
  • Tricloroisocianurato (90%): in pastiglie a lenta dissoluzione, ideale per dosatori a galleggiante in piscine residenziali scoperte. Acidifica l'acqua e rilascia molto isocianurico: non adatto a piscine coperte o ad alto ricambio.

Limiti di questo strumento

Il calcolatore fornisce una stima indicativa del dosaggio richiesto, basata sulla differenza tra cloro libero attuale e set point desiderato e sul titolo attivo del prodotto selezionato. Non sostituisce la valutazione professionale di un tecnico abilitato né le analisi di laboratorio obbligatorie per le piscine ad uso pubblico ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni 16/01/2003. Variabili come l'efficienza dei filtri, la portata di ricircolo, la copertura notturna e la qualità dell'acqua di rete possono modificare significativamente la domanda di cloro reale.

Domande frequenti

Quali sono i valori limite del cloro in piscina?
L'Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 fissa il cloro libero tra 0,7 e 1,5 mg/L per le piscine coperte e tra 1,0 e 1,5 mg/L per quelle scoperte. Il cloro combinato non deve superare 0,4 mg/L e il pH deve restare tra 6,5 e 7,5.
Cos’è la breakpoint chlorination?
È una superclorazione che ossida cloramine e composti azotati. Si effettua dosando una quantità di cloro pari a circa 10 volte il valore di cloro combinato misurato. Si esegue a vasca chiusa al pubblico fino al rientro del cloro libero entro i limiti.
Perché controllare l’acido isocianurico?
L'isocianurico (stabilizzante) protegge il cloro dai raggi UV ma sopra 75 mg/L causa il fenomeno del chlorine-lock, riducendo l'efficacia disinfettante. Va monitorato mensilmente e ridotto con ricambi parziali d'acqua.
Con che frequenza vanno fatte le analisi?
Per le piscine pubbliche: cloro libero, combinato e pH a controllo orario; analisi chimiche complete mensili in laboratorio accreditato; analisi microbiologiche (carica batterica, Pseudomonas aeruginosa, Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Legionella) almeno mensili.
Quale prodotto disinfettante scegliere?
L'ipoclorito di sodio liquido (14,5%) è ideale per dosaggio automatico ma non contiene stabilizzante. Il dicloroisocianurato (56%) e il tricloroisocianurato (90%) rilasciano isocianurico: indicati per piscine scoperte ma da monitorare per evitare chlorine-lock.

Hai una piscina pubblica o condominiale?

Aqualab esegue analisi chimiche e microbiologiche accreditate sull'acqua di piscina secondo l'Accordo Stato-Regioni 16/01/2003.