Direttiva 2000/60/CE (WFD)
Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l`azione comunitaria in materia di acque (Water Framework Directive)
La Direttiva 2000/60/CE, nota come Water Framework Directive (WFD), è la cornice fondamentale della politica europea sulle acque. Istituisce un approccio integrato per bacino idrografico (distretti idrografici), introduce gli obiettivi di buono stato ecologico e chimico per i corpi idrici, impone l`adozione di Piani di Gestione di Distretto Idrografico (PGDI) sessennali e di programmi di misure coordinati. Si coordina con la direttiva (UE) 2020/2184 sulle acque potabili, con la 91/271/CEE sulle acque reflue urbane e con la 2008/105/CE sulle sostanze prioritarie. In Italia è recepita dal D.Lgs. 152/2006 parte terza. Per chi beve acqua di rete o di pozzo il legame è indiretto ma concreto: la qualità della falda o del fiume da cui si preleva determina quali trattamenti servono e quali contaminanti, come nitrati e fitofarmaci, vanno controllati.
Anno
2000
Tipo
Direttiva
Soggetti obbligati
4
Ambito di applicazione
La Direttiva quadro sulle acque protegge tutte le acque dell`Unione: fiumi, laghi, acque di transizione, acque costiere e falde sotterranee. Non fissa i limiti dell`acqua del rubinetto, ma tutela le risorse da cui l`acqua potabile viene prelevata, organizzando la gestione per distretti idrografici. In Italia è recepita dal D.Lgs. 152/2006 (parte terza).
Soggetti obbligati
- Stati membri dell`Unione Europea
- Autorità di bacino distrettuali italiane (sette distretti idrografici nazionali)
- Regioni e ARPA per il monitoraggio dei corpi idrici
- Gestori del servizio idrico integrato (per il principio del recupero dei costi, art. 9)
Articoli chiave
| Articolo | Contenuto |
|---|---|
| Art. 4Obiettivi ambientali | Raggiungimento del buono stato ecologico e chimico per le acque superficiali e del buono stato chimico e quantitativo per le acque sotterranee entro il 2015, con proroghe motivate fino al 2027. |
| Art. 5Caratterizzazione del distretto | Analisi delle caratteristiche del distretto idrografico, esame dell`impatto delle attività umane sullo stato delle acque, analisi economica dell`utilizzo idrico. |
| Art. 8Monitoraggio | Programmi di monitoraggio di sorveglianza, operativi e di indagine per la valutazione dello stato ecologico, chimico e quantitativo dei corpi idrici. |
| Art. 9Recupero dei costi | Principio del recupero dei costi dei servizi idrici, compresi i costi ambientali e della risorsa, secondo il principio "chi inquina paga". |
| Art. 11Programma di misure | Obbligo per ciascun distretto di adottare un programma di misure (di base e supplementari) per raggiungere gli obiettivi ambientali. |
| Art. 13Piani di gestione di bacino | Adozione dei Piani di Gestione di Distretto Idrografico (PGDI) con ciclo sessennale di revisione e aggiornamento. |
Cosa regola
La Direttiva 2000/60/CE istituisce un quadro unitario per la protezione di tutte le acque dell`Unione Europea: acque superficiali interne (fiumi e laghi), acque di transizione, acque costiere e acque sotterranee. Per la prima volta a livello europeo viene adottato un approccio integrato per bacino idrografico, superando la frammentazione dei singoli usi (potabile, irriguo, industriale, ricreativo).
L`obiettivo strategico è il raggiungimento del buono stato ecologico e chimico per tutti i corpi idrici, con scadenze definite (originariamente 2015, prorogabile fino al 2027 in presenza di deroghe motivate ai sensi degli artt. 4.4 e 4.5). Il buono stato ecologico è valutato attraverso elementi biologici (macroinvertebrati, diatomee, macrofite, pesci), chimico-fisici a sostegno (ossigeno, nutrienti, conducibilità) e idromorfologici.
La direttiva si coordina con altre normative europee del settore: la direttiva 91/271/CEE sulle acque reflue urbane, la direttiva 2008/105/CE sulle sostanze prioritarie nel campo della politica delle acque, la direttiva 2006/118/CE sulle acque sotterranee e la direttiva (UE) 2020/2184 sulle acque potabili.
Soggetti obbligati
Destinatari diretti sono gli Stati membri, che devono recepire la direttiva e garantirne l`attuazione attraverso i Piani di Gestione di Distretto Idrografico. In Italia il territorio è suddiviso in sette distretti idrografici nazionali (Alpi Orientali, Padano, Appennino Settentrionale, Appennino Centrale, Appennino Meridionale, Sardegna, Sicilia) gestiti dalle relative Autorità di Bacino Distrettuali.
Le Regioni e le ARPA hanno competenza sul monitoraggio dei corpi idrici e sulla classificazione del loro stato. I gestori del servizio idrico integrato sono coinvolti nell`applicazione del principio del recupero dei costi (art. 9) e nelle misure di tutela della risorsa. Anche i grandi prelevatori (industria, agricoltura) rientrano nelle misure di base previste dai programmi distrettuali.
Articoli chiave
Art. 1 definisce gli scopi della direttiva. Art. 2 contiene le definizioni (corpo idrico, stato ecologico, sostanze prioritarie, ecc.). Art. 3 introduce il distretto idrografico come unità di gestione. Art. 4 fissa gli obiettivi ambientali e le condizioni per le deroghe. Art. 5 disciplina la caratterizzazione iniziale del distretto. Artt. 6-7 obbligano all`istituzione del registro delle aree protette e all`identificazione dei corpi idrici per estrazione di acque potabili. Art. 8 prevede i programmi di monitoraggio. Art. 9 introduce il principio del recupero dei costi. Artt. 11-13 disciplinano i programmi di misure e i Piani di Gestione di Distretto Idrografico. Allegato V fornisce i criteri tecnici per la classificazione dello stato ecologico e chimico.
Limiti e parametri introdotti
La direttiva non fissa direttamente valori numerici di parametro, ma definisce un sistema di classificazione qualitativa dei corpi idrici in cinque classi: elevato, buono, sufficiente, scarso, cattivo. I limiti specifici per le sostanze prioritarie sono stabiliti dalla direttiva 2008/105/CE (Environmental Quality Standards, EQS), il cui elenco è stato esteso a 45 sostanze o gruppi di sostanze dalla direttiva 2013/39/UE: tra queste metalli (mercurio, cadmio, piombo, nichel), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), diversi pesticidi e il PFOS.
Per le acque sotterranee la direttiva 2006/118/CE fissa standard di qualità per nitrati (50 mg/L) e pesticidi (0,1 µg/L singola sostanza, 0,5 µg/L totale), oltre a valori soglia definiti a livello nazionale per altri parametri (arsenico, cloruri, solfati, ammonio).
Sanzioni
La direttiva non prevede sanzioni dirette nei confronti dei privati: queste sono definite dagli Stati membri in fase di recepimento. La Commissione europea può avviare procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri che non rispettino gli obblighi di pianificazione, monitoraggio o raggiungimento degli obiettivi ambientali. L`attuazione della normativa europea sulle acque è stata oggetto in Italia di procedure di infrazione, in particolare sul fronte del trattamento delle acque reflue urbane.
Aggiornamenti recenti
È in corso il terzo ciclo dei Piani di Gestione di Distretto Idrografico, relativo al periodo 2021-2027, che coincide con l`ultima scadenza prevista dalla direttiva per il raggiungimento degli obiettivi. La valutazione della direttiva condotta dalla Commissione europea ha confermato l`impianto della norma, indicando come principale criticità i ritardi di attuazione. La nuova direttiva sulle acque reflue urbane (UE) 2024/3019 introduce, per gli impianti più grandi, un trattamento aggiuntivo dei microinquinanti, coerente con gli obiettivi di qualità dei corpi idrici.
Cosa significa per chi usa acqua di pozzo
Il monitoraggio previsto dalla direttiva è svolto da Regioni e ARPA sui corpi idrici, non sui singoli pozzi privati. Se un piano di gestione segnala una falda in stato chimico non buono per nitrati o fitofarmaci, chi preleva acqua da un pozzo in quella zona ha un motivo concreto per controllare questi parametri.
123Acqua esegue analisi su acque di pozzo e di rete con metodi validati conformi a norme tecniche (APAT-IRSA-CNR, UNI EN ISO, EPA), confrontando i risultati con i valori del D.Lgs. 18/2023. Il kit di prelievo e il ritiro del campione sono gratuiti e il referto è firmato dal Direttore tecnico.