Scuola elementare a Bologna: piombo 8,2 µg/L alle fontanelle, bonifica tubazioni e rianalisi post-intervento
- Settore
- Edificio pubblico
- Regione
- Emilia-Romagna
- Anno
- 2024
- Durata progetto
- 14 settimane (campionamento → bonifica → verifica)
La sfida
L'amministrazione comunale di un comune dell'hinterland bolognese ha richiesto una verifica della qualità dell'acqua potabile in una scuola elementare degli anni Sessanta dopo che una circolare regionale aveva invitato i gestori di edifici scolastici a verificare la conformità ai nuovi limiti per il piombo introdotti dal D.Lgs. 18/2023. La struttura non era mai stata oggetto di analisi specifiche per i metalli pesanti alle fontanelle ad uso diretto degli alunni.
L'approccio analitico
Sopralluogo per la mappatura dell'impianto idraulico interno: identificazione dei tratti di tubazione originali degli anni Sessanta, presumibilmente in piombo, e individuazione di 8 punti di prelievo (fontanelle nelle aule, rubinetti cucina e refettorio). Campionamento con protocollo a tre frazioni (prima uscita, dopo flussaggio 30 s, dopo flussaggio 2 min) per distinguere il contributo delle tubazioni interne da quello della rete comunale. Analisi con metodo ISO 15586:2003 (spettroscopia di assorbimento atomico con forno a grafite, GF-AAS) presso laboratorio accreditato ACCREDIA.
I risultati delle analisi
Tre fontanelle su otto hanno superato il nuovo limite di legge di 5 µg/L fissato dal D.Lgs. 18/2023: i valori alla prima uscita erano rispettivamente 8,2 µg/L, 7,6 µg/L e 6,1 µg/L, tutti attribuibili alla cessione delle tubazioni interne (la frazione dopo flussaggio 2 min è rientrata entro 1,5 µg/L in tutti i punti). La rete comunale di distribuzione è risultata conforme con valori inferiori a 1 µg/L.
Le azioni intraprese
Interdizione immediata delle fontanelle non conformi con segnaletica e comunicazione scritta alle famiglie tramite il dirigente scolastico. Sostituzione delle tratte di tubazione in piombo identificate durante il sopralluogo con tubazioni in rame stagnato conformi alla norma UNI EN 1057. Lavaggio e flussaggio dell'impianto rinnovato prima della rimessa in servizio. Stesura di un piano di monitoraggio annuale delle fontanelle scolastiche come richiesto dalla circolare regionale.
L'esito post-intervento
Il ricampionamento a 30 giorni dalla fine dei lavori ha rilevato valori di piombo inferiori a 0,5 µg/L (limite di quantificazione strumentale) in tutti e otto i punti, comprese le tre fontanelle precedentemente non conformi. La scuola è rientrata pienamente nei limiti del D.Lgs. 18/2023 ed è stato predisposto un registro dei controlli con frequenza annuale per garantire la conformità nel tempo.
Contesto normativo
Il D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18 ha recepito la Direttiva UE 2020/2184 sull'acqua potabile, abbassando il valore parametrico per il piombo da 10 µg/L a 5 µg/L con decorrenza immediata per gli impianti di nuova costruzione e con obbligo di adeguamento entro il 12 gennaio 2028 per gli impianti esistenti. Per gli edifici scolastici il decreto introduce obblighi specifici di verifica e comunicazione agli utenti vulnerabili, tra cui i minori.
Il Comune ha attivato il monitoraggio su tutte le strutture scolastiche di propria competenza a seguito di una circolare dell'Agenzia Regionale per la Prevenzione, l'Ambiente e l'Energia (ARPAE) che raccomandava la verifica preventiva nelle scuole costruite prima del 1985, epoca in cui le tubazioni in piombo erano ancora comunemente utilizzate nell'edilizia pubblica.
Problema rilevato
La scuola elementare, costruita negli anni Sessanta e mai interessata da una ristrutturazione completa dell'impianto idraulico interno, presentava tratti di tubazione originale in piombo tra il contatore comunale e i punti erogatori interni. Questo tipo di tubazione rilascia piombo per cessione chimica, soprattutto nelle prime frazioni di acqua rimasta in stasi nella tubazione durante la notte o i fine settimana.
Le concentrazioni più elevate si osservano tipicamente alla prima uscita (acqua ferma) e si riducono progressivamente con il flussaggio: per questo motivo il campionamento a tre frazioni è il protocollo più informativo per distinguere il contributo delle tubazioni interne da quello della rete pubblica, conformemente alle indicazioni del metodo ISO 15586 e delle linee guida dell'OMS.
Analisi eseguita
Per ciascuno degli 8 punti di prelievo sono stati raccolti tre campioni in sequenza: prima uscita (acqua ferma da almeno 8 ore, tipicamente l'acqua del fine settimana), dopo 30 secondi di flussaggio (tratto di tubazione interno all'edificio) e dopo 2 minuti di flussaggio (acqua proveniente dalla rete di distribuzione pubblica). I campioni sono stati acidificati con acido nitrico suprapuro e conservati a 4 °C fino all'analisi.
L'analisi è stata eseguita con spettroscopia di assorbimento atomico con forno a grafite (GF-AAS) secondo ISO 15586:2003, metodo accreditato ACCREDIA che garantisce un limite di rilevazione di 0,1 µg/L e una precisione del ±5% al livello di concentrazione rilevante. Il metodo è quello di riferimento per la determinazione di metalli in traccia in acque potabili previsto dal D.Lgs. 18/2023.
Risultati
Tre fontanelle su otto hanno superato il limite di 5 µg/L alla prima uscita: fontanella aula 3 (8,2 µg/L), fontanella corridoio piano primo (7,6 µg/L) e fontanella aula informatica (6,1 µg/L). Le cinque fontanelle rimanenti erano comprese tra 1,1 e 3,8 µg/L alla prima uscita, valori al di sotto del limite ma comunque superiori al valore guida OMS di 1 µg/L suggerito per le popolazioni vulnerabili.
Dopo flussaggio di 2 minuti tutti gli 8 punti sono risultati inferiori a 1,5 µg/L, confermando che la sorgente di contaminazione è interna all'edificio scolastico e non dipende dalla qualità dell'acqua erogata dall'acquedotto comunale, che si è attestato su valori inferiori a 1 µg/L.
Soluzione adottata
In attesa della bonifica definitiva, le tre fontanelle non conformi sono state interdette e sostituite con distributori d'acqua in bottiglia con comunicazione trasparente alle famiglie attraverso il registro elettronico. L'intervento strutturale ha previsto la sostituzione di circa 85 metri lineari di tubazione in piombo con tubazioni in rame conformi alla norma UNI EN 1057, che fissa i requisiti tecnici per tubi di rame senza saldatura per acque potabili.
I nuovi tubi sono stati flussati con acqua potabile per almeno 24 ore prima della rimessa in servizio, come previsto dalla UNI EN 806-4 (messa in esercizio degli impianti per acqua potabile). L'intervento ha riguardato anche i raccordi e i riduttori di pressione nelle dorsali principali, dove erano presenti componenti in lega con tenore di piombo superiore allo 0,1% non conformi ai nuovi standard.
Esito e monitoraggio
Il ricampionamento a 30 giorni, condotto con lo stesso protocollo a tre frazioni, ha rilevato piombo inferiore al limite di quantificazione strumentale (< 0,5 µg/L) in tutti e otto i punti, comprese le tre fontanelle precedentemente non conformi. I risultati sono stati comunicati alle famiglie e al dirigente scolastico e inseriti nel fascicolo del fabbricato.
Il piano di monitoraggio adottato prevede un'analisi annuale con protocollo a tre frazioni su tutti i punti erogatori ad uso diretto degli alunni, come raccomandato dalla circolare ARPAE e conforme agli obblighi del D.Lgs. 18/2023. I referti vengono trasmessi all'ASL di Bologna e resi disponibili alle famiglie sul sito web dell'istituto scolastico.
«Non avevamo mai fatto queste analisi sulle fontanelle. Quando abbiamo visto i valori ci siamo resi conto di quanto fosse importante il nuovo decreto. Grazie al piano a tre frazioni abbiamo capito subito che il problema era nelle tubazioni interne, non nell'acquedotto, e abbiamo potuto intervenire con precisione.»
Privacy e anonimizzazione
Cliente anonimizzato per pieno rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR). I dati numerici e le caratteristiche dell'impianto descritti sono rappresentativi di un intervento tipico realmente eseguito dal laboratorio: nessuna identificazione del cliente è possibile.
FAQ correlate
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Aggiornato al 2026-05-17.