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123Acqua
CondominioLazio · 2024

Condominio a Roma sud: arsenico di origine vulcanica oltre il limite e impianto di abbattimento

Settore
Condominio
Regione
Lazio
Anno
2024
Durata progetto
6 mesi (analisi → progetto → installazione → verifica)

La sfida

Un condominio di 22 unità nei Castelli Romani ha richiesto al laboratorio una verifica della qualità dell'acqua dopo che il gestore della rete pubblica aveva comunicato un superamento storico del valore di parametro per l'arsenico in alcuni comuni dell'area, di origine geologica vulcanica. L'amministratore voleva documentare la situazione effettiva al rubinetto degli appartamenti.

L'approccio analitico

Prelievo da 8 appartamenti rappresentativi distribuiti su quattro piani, con campione first draw e flushed per ciascun punto. Analisi dell'arsenico totale con ICP-MS (limite di quantificazione 0,5 µg/L) e dei parametri correlati (durezza, pH, ferro, manganese). Confronto con il valore di parametro di 10 µg/L del D.Lgs. 18/2023.

I risultati delle analisi

Arsenico totale tra 12 e 14 µg/L su tutti i punti, sia first draw sia flushed. La sovrapposizione dei valori conferma la provenienza dalla rete pubblica e l'origine geologica (acquifero vulcanico). Gli altri parametri sono risultati nei limiti di norma.

Le azioni intraprese

Studio di fattibilità di un impianto di abbattimento centralizzato a valle del contatore condominiale, basato su filtri ad alumina attivata o ossidi di ferro granulari (tecnologia adsorbente specifica per l'arsenico). Dimensionamento sul consumo medio condominiale (16 m³/giorno), pianificazione delle sostituzioni dei letti adsorbenti e del monitoraggio analitico semestrale.

L'esito post-intervento

Dopo l'installazione, il primo controllo a valle dell'impianto ha registrato arsenico inferiore a 2 µg/L. Il monitoraggio semestrale è stato condiviso con tutti i condòmini come elemento di trasparenza e di garanzia continuativa.

Contesto

L'arsenico è presente in alcune aree dell'Italia centrale e meridionale per cause naturali, in particolare in quelle aree caratterizzate da acquiferi vulcanici (Lazio, Campania, Toscana). Il D.Lgs. 18/2023 fissa il valore di parametro a 10 µg/L per le acque destinate al consumo umano. Negli anni passati alcuni comuni hanno operato in regime di deroga in attesa di interventi strutturali sulla rete.

L'esposizione cronica all'arsenico, anche a concentrazioni modeste, è associata ad aumentato rischio di tumori cutanei, vescicali e polmonari secondo le valutazioni IARC. La gestione del rischio passa dalla rimozione alla fonte (impianto di trattamento) o dal punto di consumo (filtri certificati).

Problema iniziale

La comunicazione del gestore aveva creato preoccupazione tra i condòmini, in particolare nelle famiglie con bambini e anziani. L'amministratore aveva bisogno di documentare la situazione reale al rubinetto dei singoli appartamenti per valutare con elementi oggettivi se procedere con un impianto centralizzato a livello condominiale.

Approccio analitico

Sono stati selezionati 8 appartamenti rappresentativi distribuiti sui quattro piani dell'edificio. Per ogni appartamento sono stati prelevati due campioni: first draw dopo stagnazione notturna e flushed dopo 2 minuti di scorrimento. Questo schema permette di distinguere il contributo della rete pubblica (entrambi alti) da un contributo della rete interna (first draw alto, flushed basso).

L'arsenico totale è stato determinato con ICP-MS, tecnica con limite di quantificazione di 0,5 µg/L. Sono stati misurati anche durezza, pH, ferro e manganese per inquadrare il quadro chimico utile al dimensionamento del trattamento.

Risultati delle analisi

L'arsenico totale è risultato compreso tra 12 e 14 µg/L su tutti i punti, sia first draw sia flushed. La sostanziale sovrapposizione dei valori tra i due tipi di prelievo indica che la sorgente è la rete pubblica e che la rete interna del condominio non aggiunge contributo significativo. Gli altri parametri sono risultati nei limiti.

Il quadro è coerente con l'origine geologica vulcanica: l'arsenico passa nell'acqua dell'acquifero per dissoluzione naturale dai minerali di origine.

Interventi attuati

La soluzione adottata è stata un impianto di abbattimento centralizzato a valle del contatore condominiale, basato su tecnologia adsorbente specifica per l'arsenico (alumina attivata granulare in due colonne in serie). Questa scelta garantisce equità di trattamento per tutti i condòmini, evita la duplicazione di impianti per appartamento e consente una gestione tecnica unificata.

Il dimensionamento ha tenuto conto del consumo medio condominiale (circa 16 metri cubi al giorno) e di un margine di sicurezza per il tempo di contatto. Il piano di gestione prevede la sostituzione del primo letto a saturazione raggiunta (rilevata da analisi semestrale) e la rotazione del secondo letto in posizione di lead.

Verifica post-intervento

Il primo controllo a valle dell'impianto, eseguito 30 giorni dopo l'installazione, ha registrato arsenico totale inferiore a 2 µg/L. Il monitoraggio semestrale è stato condiviso con tutti i condòmini e pubblicato in bacheca come elemento di trasparenza, oltre a essere allegato al rendiconto annuale dell'amministratore.

Il piano di manutenzione è stato esteso anche al monitoraggio dei parametri di base per intercettare eventuali alterazioni indirette legate al trattamento adsorbente.

Lezioni apprese

L'arsenico di origine geologica non è eliminabile attraverso interventi sulla rete interna: serve un trattamento dedicato.

L'impianto centralizzato a livello condominiale è economicamente e tecnicamente più efficiente della soluzione appartamento per appartamento.

Il monitoraggio semestrale e la sua condivisione con i condòmini trasformano un tema sanitario in un elemento di fiducia e trasparenza nell'amministrazione condominiale.

«L'arsenico nei Castelli è un tema noto ma astratto fino a che non vedi i numeri sul tuo rubinetto. Avere un impianto centralizzato è stata la soluzione più equa per tutto il condominio.»

Amministratore di un condominio di 22 unità nei Castelli Romani

Privacy e anonimizzazione

Cliente anonimizzato per pieno rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR). I dati numerici e le caratteristiche dell'impianto descritti sono rappresentativi di un intervento tipico realmente eseguito dal laboratorio: nessuna identificazione del cliente è possibile.

FAQ correlate

Aggiornato al 2026-05-03.