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Acqua delle scuole: cosa controllare e con che frequenza
Le scuole sono fra i contesti più sensibili per la qualità dell'acqua: bambini, esposizione quotidiana, vecchi impianti. Ecco cosa controllare e quanto spesso.
Le scuole italiane sono uno dei contesti più sensibili per la qualità dell'acqua potabile: bambini in fase di sviluppo, esposizione quotidiana per molti anni, edifici spesso datati con tubazioni in piombo o materiali oggi non più ammessi. Eppure la normativa specifica sulle scuole è frammentata e la responsabilità del controllo ricade in larga parte sul dirigente scolastico.
Cosa dice la normativa
Le scuole rientrano nel campo di applicazione del D.Lgs. 31/2001 e del successivo D.Lgs. 18/2023 in quanto edifici prioritari ai sensi della direttiva UE 2020/2184. Il decreto del 2023 introduce esplicitamente l'obbligo per i gestori di valutare la qualità dell'acqua nei punti di consegna delle scuole con frequenza adeguata. La responsabilità ultima sulla salubrità dell'acqua interna all'edificio (dal contatore al rubinetto) ricade però sul gestore dell'edificio, ossia il dirigente scolastico in qualità di datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008.
Parametri da controllare
I parametri prioritari per il contesto scolastico sono:
- Microbiologia: Escherichia coli, coliformi totali, enterococchi, conta colonie a 22 e 36 °C
- Piombo: limite 5 µg/L dal 12 gennaio 2036 (10 µg/L fino a quella data) — particolarmente critico in edifici pre-1990
- Cloro residuo: per verificare la corretta disinfezione di rete
- Nitrati e nitriti, soprattutto in scuole con pozzo privato
- Legionella, in scuole con docce attive (palestre, scuole con piscina, convitti)
- PFAS, secondo zona geografica
- Nichel, rame: in caso di rubinetterie nuove o vecchie miscelatori in degrado
Frequenza consigliata
Una buona prassi prevede:
- Analisi microbiologica e chimica di base annuale, con campionamento a inizio anno scolastico
- Verifica del piombo all'avvio di ogni anno scolastico in edifici pre-1990 e dopo ristrutturazioni
- Analisi Legionella semestrale nelle scuole con docce, conformemente alle linee guida nazionali
- Campionamento dopo lunghi periodi di chiusura (estate, vacanze natalizie) per verificare la corretta riapertura del circuito
- Verifiche straordinarie dopo lavori di idraulica o manutenzione
Buone pratiche operative
Oltre alle analisi, alcune buone pratiche riducono drasticamente il rischio: flussare bene i rubinetti dopo le pause prolungate (fare scorrere l'acqua per 2-3 minuti il primo giorno di scuola), mantenere a temperatura corretta (≥ 50 °C) gli scaldabagni, mappare e segnalare le fontanelle non utilizzate (rischio stagnazione), prevedere un Water Safety Plan secondo le linee guida nazionali per le strutture più articolate (istituti comprensivi grandi, convitti, scuole con palestra e piscina).
Termini del glossario
Domande frequenti
È il dirigente scolastico responsabile della qualità dell'acqua?
Devo fare l'analisi Legionella in tutte le scuole?
Le fontanelle vecchie sono un problema?
Posso utilizzare un'analisi del gestore al posto di una mia?
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