NSF/ANSI 61 — Drinking Water System Components
NSF/ANSI/CAN 61 — Drinking Water System Components — Health Effects
NSF/ANSI/CAN 61 disciplina la sicurezza sanitaria dei materiali e dei componenti che vengono a contatto con acqua potabile lungo tutta la filiera: dalle condotte primarie e secondarie alle valvole, raccordi, serbatoi di accumulo, guarnizioni, vernici epossidiche, cementi e additivi. La certificazione consiste in un test di estrazione standardizzato in cui il componente viene immerso in acqua di prova; l'estratto è analizzato con tecniche LC-MS/MS, ICP-MS e GC-MS per oltre 250 sostanze tra metalli, VOC, SVOC, ftalati, biocidi e residui di sintesi. È condizione preliminare per ottenere la certificazione NSF/ANSI 42, 53, 55 e 58 di un dispositivo finito ed è oggi richiesta da molti acquedotti italiani per la qualifica di nuovi materiali da posa.
Anno
2024
Organismo
NSF International / ANSI / CAN
Documenti chiave
4
Ambito di applicazione
Standard nordamericano congiunto che certifica che i componenti a contatto con acqua potabile — tubazioni, valvole, raccordi, serbatoi, guarnizioni, materiali ceramici, plastiche, additivi colorati e anti-microbici, cementi e vernici epossidiche — non rilascino contaminanti chimici oltre soglie sanitarie predefinite. È lo standard di riferimento USA/Canada per la "wetted surface" ed è ampiamente accettato nei capitolati italiani per filtri, addolcitori, sistemi a osmosi inversa e raccorderia di rete.
Documenti chiave
- NSF/ANSI/CAN 61:2024 — Drinking Water System Components — Health Effects
- NSF Listings — registro pubblico dei prodotti certificati
- Annex G — Lead-content requirements (richiamato da NSF/ANSI 372)
- NSF/ANSI 14 — Plastic piping system components and related materials
Cos'è e chi lo emette
NSF/ANSI/CAN 61 è uno standard congiunto sviluppato da NSF International, accreditato dall'American National Standards Institute (ANSI) e, dal 2019, riconosciuto come standard nazionale anche dallo Standards Council of Canada (da cui il prefisso CAN). Il documento è elaborato dal Joint Committee on Drinking Water Additives — System Components, comitato tecnico multistakeholder composto da rappresentanti di utility idriche, industria, regolatori e mondo accademico.
La versione vigente è la revisione 2024, che ha allineato le procedure di estrazione ai nuovi metodi LC-MS/MS ad alta risoluzione e ha esteso la lista delle sostanze monitorate. Lo standard è oggetto di revisione continua: NSF pubblica errata e addenda con cadenza annuale per integrare nuovi contaminanti emergenti.
A cosa si applica
Lo standard si applica a qualunque componente o materiale destinato al contatto diretto o indiretto con acqua potabile lungo la filiera: tubazioni in PE, PVC, PEX, rame, acciaio inox, ghisa sferoidale rivestita; raccordi filettati e a pressare; valvole a sfera, a saracinesca e di non ritorno; serbatoi di accumulo per addolcitori, dosatori e sistemi a osmosi inversa; vasi di espansione; guarnizioni in EPDM, NBR e silicone; vernici epossidiche per rivestimento interno di serbatoi metallici; cementi per condotte; additivi anti-microbici e colorati.
Sono inoltre coperti i materiali da imbottigliamento (resine per tappi, rivestimenti interni di lattine), gli accessori per dispenser POU/POE e i mezzi filtranti (carbone attivo, resine a scambio ionico, membrane di osmosi inversa). Lo standard non valuta l'efficacia di trattamento: questa è oggetto di NSF/ANSI 42, 53, 55 e 58.
Come funziona il test di estrazione
La procedura prevede l'immersione del componente in un'acqua di prova a composizione standardizzata (pH 6,5 / pH 8 / pH 10 a seconda della destinazione d'uso), mantenendola a contatto per un tempo di esposizione prefissato (tipicamente 14 o 17 giorni con cicli di stagnazione di 16 ore). L'estratto viene poi analizzato per le sostanze potenzialmente rilasciabili dal materiale: metalli con ICP-MS, sostanze organiche volatili con GC-MS in spazio di testa, semivolatili con GC-MS e LC-MS/MS, ftalati con GC-MS, biocidi con LC-MS/MS.
Il risultato del test è confrontato con il Single Product Allowable Concentration (SPAC), calcolato a partire dal Total Allowable Concentration (TAC) sanitario in modo che il singolo componente non possa, da solo, superare il 10% del valore guida tossicologico di riferimento. Solo se tutte le sostanze rilasciate restano sotto SPAC il componente ottiene la certificazione.
Sostanze monitorate
La lista include oltre 250 sostanze: metalli (piombo, arsenico, cadmio, cromo, nichel, rame, antimonio, mercurio), composti organici volatili (benzene, toluene, xilene, cloruro di vinile, tetracloroetilene, MTBE), semivolatili (IPA, PCB, fenoli sostituiti), ftalati (DEHP, DBP, BBP), biocidi (formaldeide, isothiazolinoni), residui di sintesi (epicloridrina, bisfenolo A nei rivestimenti epossidici) e additivi polimerici.
Le edizioni più recenti hanno incluso PFAS short-chain e long-chain rilasciabili da guarnizioni in PTFE e da resine fluorurate, in coerenza con l'evoluzione regolatoria EPA e UE.
Rapporto con la normativa europea ed italiana
In Italia la conformità sanitaria dei materiali a contatto con acqua potabile è disciplinata dal D.M. 174/2004 e, per gli impianti a valle del contatore, dal D.Lgs. 31/2001 (oggi assorbito dal D.Lgs. 18/2023) e dal D.M. 25/2012. Il modello regolatorio italiano è basato su liste positive nazionali e sull'autorizzazione del Ministero della Salute, mentre il modello NSF/ANSI 61 è basato su test prestazionali di estrazione effettuati su prodotto finito.
A livello europeo è in corso di sviluppo, ai sensi dell'art. 11 della direttiva (UE) 2020/2184, un sistema armonizzato di valutazione dei materiali a contatto con acqua potabile (European Acceptance Scheme), che adotterà un approccio combinato di liste positive di sostanze e test di migrazione, simile per filosofia a NSF/ANSI 61.
Riconoscimento ed uso in Italia
Sebbene NSF/ANSI 61 non sia uno standard vincolante in Italia, è oggi richiamato in numerosi capitolati di gara di acquedotti civili — tra cui quelli operati dai gestori di Milano, Bologna e Torino — per la qualifica di nuovi materiali da posa (tubi, raccordi, valvole, rivestimenti interni di serbatoi). In Lombardia ed in Veneto è prassi consolidata richiederlo come requisito tecnico premiale per i forniture di componenti destinati a reti urbane.
Per i prodotti POU/POE installati a valle del contatore (filtri, addolcitori, sistemi a osmosi inversa) la certificazione NSF/ANSI 61 dei materiali costitutivi è oggi considerata garanzia minima di sicurezza sanitaria; viene affiancata da NSF/ANSI 42 o 53 quando si vogliono dichiarare anche prestazioni di trattamento.
Documenti chiave
Il documento di riferimento è NSF/ANSI/CAN 61:2024, acquistabile dai siti di NSF International, ANSI e dello Standards Council of Canada. Il registro NSF Listings, consultabile gratuitamente online, consente di verificare se uno specifico prodotto è certificato, da quale facility è prodotto e per quali destinazioni d'uso (acqua fredda fino a 23 °C, acqua calda fino a 60 °C, acqua calda fino a 82 °C).
Lo standard va sempre letto insieme a NSF/ANSI/CAN 372 (contenuto di piombo, vedi voce dedicata) e, per i sistemi di tubazioni in plastica, a NSF/ANSI 14.