ISO 5667 — Campionamento delle acque
Famiglia UNI EN ISO 5667 — Qualità dell'acqua — Campionamento (parti 1, 3, 5, 6, 10, 11, 12 e altre)
La serie UNI EN ISO 5667 è composta da oltre venti documenti complementari che coprono tutti gli aspetti tecnici del campionamento delle acque. Le parti più frequentemente richiamate dai laboratori italiani che operano sull'acqua destinata al consumo umano sono: la parte 1 (linee guida generali per la progettazione di un programma di campionamento), la parte 3 (conservazione e manipolazione dei campioni), la parte 5 (campionamento dell'acqua potabile dagli impianti di trattamento e dalla rete di distribuzione), la parte 6 (acque di fiumi e ruscelli), la parte 10 (acque di scarico), la parte 11 (acque sotterranee) e la parte 12 (sedimenti). Le procedure descritte costituiscono lo stato dell'arte riconosciuto da ACCREDIA per i laboratori che includono il campionamento nello scopo di accreditamento secondo ISO/IEC 17025.
Anno
2020
Organismo
ISO
Documenti chiave
5
Ambito di applicazione
Famiglia di norme internazionali che disciplinano le procedure di campionamento delle acque per finalità analitiche, organizzate in oltre venti parti dedicate a specifiche matrici (acque destinate al consumo umano, acque di scarico, acque sotterranee, acque superficiali, acque di mare, acque per uso industriale, acque tecnologiche, fanghi). Stabiliscono le tecniche di prelievo, i contenitori da utilizzare, gli additivi di conservazione, le condizioni di trasporto e di conservazione, i tempi massimi di analisi e la documentazione associata. Sono la base tecnica della catena di custodia del campione, indispensabile perché un rapporto di prova accreditato ISO/IEC 17025 sia considerato rappresentativo della matrice prelevata.
Documenti chiave
- UNI EN ISO 5667-1:2007 — Linee guida per la progettazione dei programmi di campionamento e per le tecniche di campionamento
- UNI EN ISO 5667-3:2018 — Conservazione e manipolazione dei campioni
- UNI EN ISO 5667-5:2007 — Campionamento dell'acqua potabile da impianti di trattamento e da reti di distribuzione
- UNI EN ISO 5667-11:2009 — Campionamento delle acque sotterranee
- UNI EN ISO 19458:2006 — Campionamento per analisi microbiologiche (norma complementare)
Cos'è e chi la emette
La serie ISO 5667 è elaborata dal comitato tecnico ISO/TC 147 — Water quality, sottocomitato SC 6 — Sampling (general methods). La prima parte risale al 1980 ed è stata oggetto di numerose revisioni; le parti più recenti, dedicate a matrici specialistiche (per esempio biota, microplastiche, acque per fracking), sono state pubblicate fra il 2018 ed il 2024. In Italia ciascuna parte è recepita autonomamente da UNI come UNI EN ISO 5667-x, dopo l'adozione armonizzata in ambito CEN.
La serie è complementare alla norma UNI EN ISO 19458:2006, dedicata specificamente al campionamento per analisi microbiologiche (incluse le determinazioni di Legionella, Escherichia coli, enterococchi). Le due famiglie di norme sono utilizzate in modo congiunto: ISO 5667 per gli aspetti chimici e fisici, ISO 19458 per gli aspetti microbiologici.
Perché il campionamento è critico
Un dato analitico, per quanto eseguito con metodi accreditati ISO/IEC 17025 in laboratorio, è significativo solo se il campione su cui è stato eseguito è rappresentativo della matrice di interesse. Errori di campionamento — contenitore non idoneo, additivo di conservazione assente o sbagliato, tempo di trasporto eccessivo, temperatura di conservazione non controllata, contaminazione esterna — possono alterare i risultati di ordini di grandezza, indipendentemente dalla qualità della procedura analitica in laboratorio.
La serie ISO 5667 codifica le buone pratiche di campionamento per ridurre questi errori sistematici. Per i laboratori italiani che includono il campionamento nello scopo di accreditamento, le procedure adottate devono essere conformi alle parti applicabili della serie ed essere documentate in procedure operative scritte, con personale qualificato e tracciabilità della strumentazione di campo (sonde multiparametriche, frigoriferi portatili, registratori di temperatura).
Parte 1 — Progettazione del programma di campionamento
UNI EN ISO 5667-1:2007 stabilisce i principi generali per la progettazione di un programma di campionamento: definizione degli obiettivi (controllo di routine, verifica di conformità, indagine episodica, perizia tecnica), scelta dei punti di prelievo, della frequenza e del numero di campioni, valutazione della variabilità spaziale e temporale della matrice, criteri di rappresentatività statistica.
Distingue inoltre fra campioni puntuali (grab samples), campioni compositi nel tempo (con prelievo automatizzato a intervalli regolari) e campioni compositi nello spazio (per matrici eterogenee come laghi, bacini di accumulo, vasche di depurazione). Per acque destinate al consumo umano in edifici prioritari il D.Lgs. 18/2023 richiede tipicamente campionamenti puntuali ai punti di prelievo più rappresentativi della rete di distribuzione interna.
Parte 3 — Conservazione e manipolazione dei campioni
UNI EN ISO 5667-3:2018 è probabilmente la parte più consultata dell'intera serie nelle attività di routine. Specifica per ciascun parametro (oltre 200 parametri chimici e fisici) il contenitore raccomandato (vetro neutro, polietilene, polipropilene), il volume minimo di campione, l'additivo di conservazione (per esempio acido nitrico per metalli totali, acido solforico per ammoniaca, idrossido di sodio per cianuri, tiosolfato per parametri sensibili al cloro residuo), la temperatura di conservazione (tipicamente 5 ± 3 °C, refrigerato) ed il tempo massimo prima dell'analisi (variabile da 6 ore per alcuni parametri instabili a 6 mesi per parametri stabili come i sali disciolti).
La conservazione corretta è particolarmente critica per i parametri instabili: VOC (composti organici volatili), che si volatilizzano se il contenitore non è completamente pieno e perfettamente sigillato; nitriti, che si ossidano rapidamente a nitrati; ammoniaca, che si converte in azoto ammoniacale gassoso; PFAS short-chain, che possono adsorbirsi su contenitori non idonei; coliformi totali ed Escherichia coli, che richiedono refrigerazione immediata ed analisi entro 24 ore.
Parte 5 — Acque destinate al consumo umano
UNI EN ISO 5667-5:2007 disciplina specificamente il campionamento delle acque destinate al consumo umano, sia in uscita dagli impianti di trattamento sia lungo la rete di distribuzione e al rubinetto dell'utente. Distingue le due modalità classiche di prelievo al rubinetto: prelievo dopo flussaggio (representative of distribution system water — rappresentativo dell'acqua di rete) e prelievo a prima emissione (representative of consumer exposure — rappresentativo dell'esposizione effettiva del consumatore).
Per il piombo è prevista una procedura specifica articolata in tre prelievi sequenziali (random daytime, 30-minute stagnation, fully flushed) che permette di discriminare i contributi delle tubazioni interne all'edificio rispetto a quelli della rete pubblica. Questa procedura è ripresa dall'allegato del D.Lgs. 18/2023 e dalle linee guida WHO per il piombo nelle acque potabili.
Parte 11 — Acque sotterranee
UNI EN ISO 5667-11:2009 disciplina il campionamento delle acque sotterranee da pozzi (privati ad uso domestico, agricoli, industriali, di monitoraggio ambientale), sorgenti e piezometri. Il punto critico per le acque sotterranee è lo spurgo (purging) preliminare del pozzo, che deve garantire che il campione prelevato sia rappresentativo dell'acquifero e non dell'acqua stagnante nella colonna del pozzo.
La norma prevede il monitoraggio in continuo dei parametri di campo (temperatura, pH, conducibilità elettrica, ossigeno disciolto, potenziale redox) durante lo spurgo: il campione viene prelevato solo dopo che questi parametri si sono stabilizzati entro tolleranze prefissate. Per pozzi a basso rendimento è ammesso il prelievo low-flow purging con pompe inerziali o peristaltiche a portata controllata.
Catena di custodia ed integrazione con ISO/IEC 17025
La catena di custodia del campione è la documentazione tracciabile che accompagna il campione dal momento del prelievo alla consegna in laboratorio. Comprende il verbale di campionamento (data, ora, punto di prelievo, operatore, condizioni ambientali, parametri di campo misurati, additivi aggiunti), la sigillatura dei contenitori, il registro del trasporto con misurazione della temperatura ed il modulo di accettazione in laboratorio.
Per i laboratori accreditati ISO/IEC 17025 che includono il campionamento nello scopo (allegato tecnico ACCREDIA), la conformità alla serie ISO 5667 è una condizione necessaria per l'apposizione del marchio ACCREDIA sui rapporti di prova relativi a campioni prelevati dal laboratorio stesso. Per campioni autoprelevati dal cliente il laboratorio dichiara nel rapporto la dicitura 'campione prelevato dal committente' e non risponde della rappresentatività del prelievo.
Documenti chiave
I documenti di riferimento sono le singole parti della serie UNI EN ISO 5667, acquistabili dal sito di UNI o di ISO. Le parti di uso più frequente per le acque destinate al consumo umano e per le acque tecnologiche sono la 1, la 3, la 5 e la 11; per le acque di scarico la 10 (UNI EN ISO 5667-10:2020).
Per il campionamento microbiologico la norma complementare è UNI EN ISO 19458:2006, che disciplina specificamente i prelievi per analisi microbiologiche incluse quelle per Legionella, Escherichia coli, enterococchi, conta batterica eterotrofa, Pseudomonas aeruginosa.