Bromo libero attivo
Disinfettante alternativo al cloro, costituito da acido ipobromoso (HOBr) e ione ipobromito (OBr⁻). Indicato per piscine coperte, idromassaggi e SPA dove la stabilità a pH alto e temperatura elevata supera in efficacia il cloro.
Range Accordo Stato-Regioni 16/01/2003
1–3 mg/L
UNI EN 15288 e prassi gestionale per piscine con disinfezione al bromo
L’Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 fissa esplicitamente solo il cloro; per il bromo si applica la prassi tecnica europea recepita nei regolamenti regionali.
Frequenza di misurazione
Almeno ogni 2 ore durante l’apertura al pubblico, con maggiore frequenza in vasche idromassaggio (1 ora).
Unità di misura: mg/L
Cos’è il bromo libero in piscina
Il bromo libero attivo è la frazione di disinfettante disponibile in acqua come acido ipobromoso (HOBr) e ione ipobromito (OBr⁻). È il principio attivo dei sistemi di disinfezione al bromo, alternativi al cloro, particolarmente diffusi in vasche idromassaggio, SPA, piscine coperte riscaldate e vasche per riabilitazione.
Rispetto al cloro libero, il bromo presenta tre vantaggi gestionali: efficacia stabile in un range di pH più ampio (7,0-8,0 con perdita di attività limitata), minore irritazione di occhi e mucose, assenza dell’odore tipico delle clorammine grazie al fatto che le bromammine residue mantengono potere disinfettante.
Il bromo si dosa come bromuro di sodio attivato con un ossidante (ipoclorito di sodio, persolfato di potassio o ozono), oppure direttamente in pastiglie di 1-bromo-3-cloro-5,5-dimetilidantoina (BCDMH) che rilasciano sia bromo sia cloro.
Limite normativo e range operativo
L’Accordo Stato-Regioni del 16/01/2003 non fissa un valore esplicito per il bromo libero, perché disciplina espressamente la disinfezione con cloro. Per il bromo si applica la prassi tecnica recepita dalla norma UNI EN 15288 e dalle linee guida APSP/NSPF: range 2-4 mg/L in vasche idromassaggio e SPA, 1-3 mg/L in piscine coperte ad uso natatorio.
Diversi regolamenti regionali (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana) hanno recepito il bromo come disinfettante ammesso e fissano limiti operativi sovrapponibili a quelli internazionali. Le vasche idromassaggio, per il maggior carico organico e la temperatura elevata (35-38 °C), richiedono valori più alti.
Come si misura
Il metodo di riferimento in bordo vasca è il DPD colorimetrico, identico a quello del cloro libero: il reattivo DPD-1 reagisce con il bromo virando al rosa. Il fotometro digitale legge il risultato come "cloro libero" e il valore va moltiplicato per 2,25 (rapporto fra peso molecolare di Br₂ e Cl₂) per ottenere il bromo libero in mg/L.
Esistono fotometri con scala dedicata al bromo che eseguono la conversione automaticamente. In laboratorio si conferma con metodo iodometrico o DPD-FAS titrimetrico secondo APAT-IRSA 4080 adattato al bromo.
Conseguenze fuori range
Bromo libero inferiore a 1 mg/L (o 2 mg/L in SPA): rischio di proliferazione di Pseudomonas aeruginosa, Legionella e biofilm. Le vasche idromassaggio sono particolarmente a rischio per la temperatura elevata e per l’aerosol generato dagli ugelli, che può veicolare patogeni respiratori.
Bromo libero superiore a 3 mg/L (o 4 mg/L in SPA): irritazione cutanea soprattutto per utenti sensibili, odore leggermente medicinale, accelerata corrosione di parti metalliche e degrado dei sigillanti elastomerici degli ugelli idromassaggio.
Correzione e dosaggio
Per aumentare il bromo libero si attiva il bromuro di sodio già presente in soluzione con un ossidante: ipoclorito di sodio al 14% (1 L per 100 m³ alza il bromo libero di circa 1,5 mg/L), oppure persolfato di potassio (300 g per 100 m³). In sistemi con pastiglie BCDMH la concentrazione si regola sul flusso di acqua attraverso il dosatore.
Per ridurre un eccesso si interviene con tiosolfato di sodio (10 g per m³ abbatte circa 1 mg/L di bromo) o con diluizione mediante acqua di rabbocco. Il bromo non viene degradato dai raggi UV come il cloro, quindi non richiede stabilizzanti analoghi all’acido cianurico, ma per la stessa ragione il suo consumo in piscine all’aperto è limitato dalla scarsa volatilità.
- Bromuro di sodio in soluzione attivato da ipoclorito.
- Pastiglie BCDMH in dosatore a flusso regolato.
- Persolfato di potassio come ossidante non clorato per attivare il bromuro.
- Tiosolfato di sodio per neutralizzare il bromo in eccesso.
Manutenzione e registro
Il valore di bromo libero va annotato sul registro giornaliero di gestione con la stessa frequenza prevista per il cloro (almeno ogni 2 ore in piscina e ogni ora in vasche idromassaggio). Va sempre indicato chiaramente che si tratta di bromo, perché un dato letto come "cloro 4 mg/L" senza specificare il sistema porterebbe a interpretazioni errate.
Il dosatore BCDMH va ispezionato settimanalmente per verificare la presenza di pastiglie, la chiusura ermetica e l’assenza di umidità nel vano, che cementerebbe le pastiglie compromettendo il rilascio. La sonda redox, se presente, va tarata mensilmente con soluzioni dedicate.
Errori comuni
Il più frequente è leggere il dato del fotometro sulla scala cloro e dimenticare la conversione per il bromo, sottostimando del 55% la concentrazione reale. Un altro errore è miscelare prodotti al cloro e al bromo nella stessa vasca senza considerare la conversione del cloruro in bromuro residuo, che resta in acqua a lungo.
- Dimenticare la conversione cloro/bromo del fotometro.
- Usare pastiglie BCDMH in piscine all’aperto come unica fonte (consumo eccessivo).
- Trascurare la temperatura nella vasca idromassaggio (35-38 °C).
- Confondere bromuro (Br⁻) con bromo libero attivo (HOBr/OBr⁻).
Cosa fa il laboratorio
Il laboratorio 123Acqua determina il bromo libero, il bromo totale e le bromammine combinate con metodo DPD spettrofotometrico, e su richiesta esegue la ricerca dei sottoprodotti di disinfezione (bromati e bromoformio) con cromatografia ionica e gascromatografia con detector ECD.
Il referto include la verifica della concentrazione di bromuro residuo, parametro che permette di stimare il consumo di ossidante e di prevenire la formazione di bromati in piscine con trattamento ozonico.
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-22. Riferimenti: Accordo Stato-Regioni 16/01/2003 (Rep. Atti n. 1605/CSR), norma UNI 10637.