Pozzo allagato dopo un’alluvione: cosa fare, come bonificare e quando ri-analizzare
Se l'acqua dell'alluvione ha raggiunto la testa del pozzo, il pozzetto o i terreni immediatamente circostanti, l'acqua va considerata non potabile fino a prova contraria: le acque di esondazione trasportano scarichi fognari, liquami, fango e sostanze chimiche. Per bere e cucinare si usa acqua in bottiglia o di rete. Il percorso di ripristino prevede quattro passi: ispezione e ripristino della tenuta del pozzo, clorazione di shock dell'intero impianto, risciacquo fino alla scomparsa dell'odore di cloro, analisi di laboratorio con esito conforme prima di tornare a usare l'acqua. Se il pozzo serve un'attività aperta al pubblico, va informata l'ASL competente.
A chi si rivolge
Proprietari di pozzi e sorgenti private raggiunti da acque di esondazione, fango o infiltrazioni dopo piogge eccezionali. Vale per l'uso familiare e, a maggior ragione, per B&B, agriturismi e aziende che danno l'acqua del pozzo a ospiti, clienti o dipendenti.
Chi è coinvolto
- Famiglie con pozzo o sorgente privata in area alluvionata
- B&B, agriturismi e strutture ricettive che usano l’acqua del proprio pozzo
- Aziende agricole e alimentari con pozzo usato per acqua potabile o per la lavorazione
- ASL e Comuni, che in caso di eventi estesi possono emettere avvisi o ordinanze di non potabilità
Riferimenti normativi
| Riferimento | Contenuto |
|---|---|
| D.Lgs. 18/2023Valori di parametro dell’acqua potabile | È il riferimento per stabilire quando l'acqua del pozzo torna potabile: Escherichia coli ed enterococchi devono essere assenti in 100 mL e i parametri chimici devono rientrare nei valori dell'Allegato I. |
| D.Lgs. 152/2006 art. 94Aree di salvaguardia delle captazioni | Attorno ai punti di captazione per consumo umano prevede una zona di tutela assoluta (almeno 10 metri) e una zona di rispetto (di norma 200 metri). Dopo un'alluvione conviene verificare cosa è finito in quelle aree: cisterne di gasolio rovesciate, liquami, rifiuti. |
| Ordinanze del Sindaco e avvisi ASLProvvedimenti locali in emergenza | In caso di eventi estesi il Comune e l'ASL possono emettere avvisi di non potabilità o di bollitura e indicazioni operative per i pozzi privati. Vanno sempre seguite le indicazioni locali, che prevalgono sulle regole generali. |
Come si contamina un pozzo durante un’alluvione
La via più diretta è l'ingresso di acqua dall'alto: se la testa del pozzo, il chiusino o il pozzetto non sono a tenuta, o si trovano sotto il livello raggiunto dall'acqua, l'esondazione entra direttamente nella colonna e raggiunge la pompa e le tubazioni. Anche fessure del rivestimento e passaggi dei cavi possono lasciar passare acqua sporca.
Una seconda via è l'infiltrazione nel terreno. I pozzi poco profondi, che captano la prima falda, sono i più esposti: l'acqua di esondazione attraversa pochi metri di suolo prima di raggiungerli e può portare con sé batteri, nitrati e sostanze dilavate da campi, allevamenti e depositi.
Le sostanze in gioco sono di due tipi. Quelle microbiologiche, come Escherichia coli, enterococchi e virus enterici provenienti da fognature e liquami, sono il rischio più immediato. Quelle chimiche, come idrocarburi da cisterne di gasolio danneggiate, fitofarmaci e fertilizzanti, possono comparire anche settimane dopo l'evento.
Cosa fare subito
Sospendere l'uso dell'acqua del pozzo per bere, cucinare, preparare il ghiaccio, il latte per i neonati e lavarsi i denti. Per questi usi si usa acqua in bottiglia o, dove disponibile, acqua di rete. Bollire l'acqua inattiva i microrganismi ma non elimina idrocarburi, fitofarmaci o nitrati: con un pozzo realmente allagato non è una soluzione sufficiente.
Se la pompa e il quadro elettrico sono stati sommersi, prima di riaccenderli serve la verifica di un elettricista. Controllare la testa del pozzo: chiusino, coperchio, guarnizioni, pozzetto, eventuali crepe. Fotografare i danni è utile anche per le pratiche di risarcimento.
Seguire gli avvisi del Comune e dell'ASL. Se l'acqua del pozzo è usata in un'attività che serve ospiti o clienti, informare l'ASL competente e documentare tutte le operazioni.
Clorazione di shock e risciacquo
Quando il livello dell'acqua è tornato normale e la testa del pozzo è stata ripristinata, si esegue una disinfezione di shock: si introduce nel pozzo una soluzione di ipoclorito in quantità calcolata sul volume d'acqua presente nella colonna e nelle tubazioni, la si fa circolare aprendo ogni rubinetto fino a sentire odore di cloro, poi si lascia agire per diverse ore, tipicamente una notte. Le concentrazioni usate sono molto più alte di quelle dell'acqua potabile, per questo è preferibile far eseguire l'operazione da un tecnico.
Durante la clorazione vanno esclusi o protetti i sistemi di trattamento (addolcitori, osmosi, filtri a carbone, lampade UV), che possono essere danneggiati dal cloro o vanno sanificati separatamente secondo le istruzioni del produttore.
Dopo il tempo di contatto si risciacqua l'impianto facendo scorrere l'acqua fino alla scomparsa dell'odore di cloro. L'acqua clorata va scaricata in modo da non finire in fosse settiche, corsi d'acqua o sul giardino in grandi quantità. Se il pozzo era pieno di fango, prima della clorazione può servire uno spurgo da parte di un'impresa specializzata.
Analisi di conferma: quando e cosa
Il campione si preleva dopo il risciacquo, quando l'odore di cloro è sparito: un residuo di cloro nel campione può nascondere una contaminazione ancora presente. Il minimo è un'analisi microbiologica (Escherichia coli, enterococchi, coliformi) insieme ai parametri chimici di base: torbidità, conducibilità, ammonio, nitriti, nitrati, ferro e manganese.
Se il risultato è conforme, l'acqua può tornare all'uso normale. È comunque prudente ripetere il controllo dopo alcune settimane, perché le sostanze trasportate nel terreno possono raggiungere la falda con ritardo. Se il risultato non è conforme, si ripete la bonifica cercando la via di ingresso della contaminazione.
In base alla zona si aggiungono parametri specifici: idrocarburi se nelle vicinanze c'erano cisterne di gasolio o officine, fitofarmaci in aree agricole intensive, metalli se sono stati coinvolti depositi industriali.
Quando valutare interventi sul pozzo
Se le analisi restano non conformi dopo più bonifiche, o il pozzo è poco profondo e si trova in una zona allagata con frequenza, conviene valutare con un'impresa specializzata il rifacimento della testa del pozzo, la sigillatura dell'intercapedine, un approfondimento o l'allacciamento all'acquedotto se disponibile. Gli interventi strutturali vanno comunicati secondo la disciplina regionale sui pozzi.
Come 123Acqua può aiutare
Per la verifica dopo la bonifica il pacchetto Analisi Acque Pozzo copre la microbiologia di base (Escherichia coli, coliformi totali, enterococchi) e una chimica estesa che comprende torbidità, nitrati, nitriti, ammonio, ferro, manganese e alcuni metalli. Per esigenze specifiche, come idrocarburi o fitofarmaci, il laboratorio indica le analisi aggiuntive più adatte alla zona.
Il kit di prelievo viene spedito gratuitamente e il campione viene ritirato dal corriere senza costi aggiuntivi. Il referto, firmato dal Direttore tecnico, è utilizzabile per pratiche con ASL e autorità competenti.