Blog · Parametri e contaminanti
L'analisi microbiologica è la prima difesa contro le contaminazioni fecali. Spieghiamo cosa misura, quando è obbligatoria per legge e come si legge il referto.
L'analisi batteriologica dell'acqua è il primo esame da richiedere quando si vuole verificare la sicurezza microbiologica di una fonte idrica. Mentre l'analisi chimica fotografa la composizione minerale e i contaminanti inorganici, quella batteriologica cerca i microrganismi indicatori di contaminazione fecale o di criticità del trattamento. In molti casi è sufficiente da sola per stabilire se un'acqua è potabile ai sensi del D.Lgs. 31/2001 e del D.Lgs. 18/2023.
Il D.Lgs. 18/2023 definisce i limiti microbiologici per l'acqua potabile. I parametri principali da ricercare sono:
Il D.Lgs. 18/2023 (recepimento Direttiva UE 2020/2184) impone l'analisi microbiologica dell'acqua in tutti i punti di fornitura destinati al consumo umano: rete pubblica, pozzi privati con uso potabile, cisterne e serbatoi. Per i gestori di edifici prioritari (scuole, ospedali, RSA, grandi condomini) la frequenza minima è annuale.
Il Reg. CE 852/2004 sul piano HACCP obbliga tutti gli operatori del settore alimentare a verificare la potabilità dell'acqua usata come ingrediente o per il lavaggio di attrezzature e prodotti. Le strutture ricettive (hotel, B&B, agriturismo) con ACS centralizzata hanno inoltre l'obbligo specifico di ricerca della Legionella.
Il campionamento microbiologico richiede attenzione: un errore di prelievo può rendere nullo il risultato. I tre passi chiave sono:
Il rapporto di prova riporta il risultato in UFC/100 mL (Unità Formanti Colonia per 100 millilitri di acqua analizzata). Il valore 0 significa che non è stata rilevata alcuna colonia batterica del parametro cercato — risultato conforme ai limiti di legge.
Se uno o più parametri risultano superiori a 0 UFC/100 mL, il rapporto indica 'non conforme' per quel parametro. In quel caso è necessario: (1) identificare la causa (contaminazione fognaria, guasto nel trattamento, biofilm nelle tubazioni), (2) eseguire un intervento correttivo (sanificazione, bonifica, filtrazione), (3) ripetere l'analisi per verificare il ripristino della conformità.
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