Nichel di origine naturale nelle acque toscane: il ruolo delle ofioliti
In alcune zone della Toscana affiorano ofioliti, rocce (serpentiniti, peridotiti, gabbri) naturalmente ricche di nichel e cromo. Le acque sotterranee che le attraversano possono arricchirsi di nichel: per questo chi beve acqua di un pozzo privato in queste aree dovrebbe misurarlo. Il limite di legge è 20 µg/L (D.Lgs. 18/2023); per chi ha un'allergia al nichel può essere utile restare ben al di sotto.
Limite di legge (Italia)
20 µg/L
D.Lgs. 18/2023, Allegato I, Parte B
Riferimento WHO
70 µg/L
WHO Guidelines for Drinking-water Quality, 4ª ed. (valore guida)
In breve
Il nichel nell'acqua può avere due origini: le tubazioni e la rubinetteria di casa (soprattutto dopo ristagni notturni) oppure le rocce attraversate dalla falda. Questa scheda riguarda il secondo caso, tipico delle aree con ofioliti. Per il nichel ceduto dagli impianti interni vedi l'approfondimento sul nichel dal rubinetto.
- Riguarda soprattutto pozzi e sorgenti private, non solo la rete pubblica.
- Si verifica solo con un'analisi di laboratorio: il nichel non dà colore né sapore.
- Nelle stesse rocce è presente anche il cromo: in alcune aree toscane (per esempio la Val di Cecina) è documentato il cromo esavalente di origine naturale.
Cosa sono le ofioliti e dove si trovano
Le ofioliti sono frammenti di antica crosta oceanica e di mantello terrestre portati in superficie durante la formazione dell'Appennino. Comprendono serpentiniti, peridotiti, gabbri e basalti, rocce che contengono quantità di nichel e cromo molto superiori alla media della crosta terrestre.
In Italia affiorano in diversi punti dell'Appennino settentrionale (Liguria, Emilia) e in Toscana, dove si trovano in vari settori delle province di Livorno, Pisa, Grosseto e Siena e nell'isola d'Elba. Gli affioramenti sono spesso discontinui: due pozzi a pochi chilometri di distanza possono avere acque molto diverse.
Come il nichel passa nella falda
L'acqua piovana che si infiltra nelle rocce ofiolitiche e nei suoli che ne derivano altera lentamente i minerali e porta in soluzione una parte del nichel. In acque con pH tra 7 e 8, tipico delle acque sotterranee italiane, il nichel resta in buona parte disciolto come ione Ni²⁺ e può quindi arrivare al rubinetto.
La concentrazione dipende dal tipo di roccia, dal tempo di contatto, dalla profondità del pozzo e dal mescolamento con acque di altra provenienza. Per questo non è possibile stimarla a priori: va misurata sul singolo punto di prelievo.
Limite di legge
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva (UE) 2020/2184, fissa per il nichel un valore di parametro di 20 µg/L, lo stesso del precedente D.Lgs. 31/2001. È un valore più prudente di quello dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (70 µg/L).
Per l'acqua dell'acquedotto il controllo spetta al gestore e all'ASL, che pubblicano i dati di qualità per Comune. Per un pozzo privato usato per bere la verifica è a carico del proprietario; se l'acqua serve un'attività aperta al pubblico (agriturismo, B&B, ristorante) rientra nell'autocontrollo dell'attività.
Effetti sulla salute e allergia al nichel
Il nichel è la causa più comune di dermatite allergica da contatto in Europa e la sensibilizzazione è più frequente nelle donne, perlopiù per il contatto con bigiotteria, fibbie e oggetti metallici. Nelle persone già sensibilizzate anche il nichel assunto con alimenti e acqua può contribuire alle manifestazioni cutanee: in questi casi il dermatologo può consigliare di ridurre l'apporto complessivo.
Per chi ha una diagnosi di allergia al nichel è quindi utile conoscere il valore della propria acqua, anche se è entro il limite di legge. Ad alte esposizioni prolungate il nichel ha anche effetti sistemici, ma alle concentrazioni che si trovano normalmente nelle acque potabili il tema principale è quello allergico.
Come si analizza
Il metodo di riferimento è la spettrometria di massa al plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS) secondo UNI EN ISO 17294-2, che misura il nichel ben al di sotto del limite di legge. Il campione si preleva in flacone pulito e viene acidificato per mantenere i metalli in soluzione.
Per distinguere il nichel della falda da quello ceduto dalla rubinetteria conviene prelevare dopo aver lasciato scorrere l'acqua qualche minuto: un valore alto anche dopo lo scorrimento indica che il nichel arriva dalla fonte, non dagli impianti di casa.
Come si riduce
Se il valore è alto, le opzioni principali sono:
- Osmosi inversa sotto il lavello per l'acqua da bere e da cucina: trattiene in larga parte il nichel e gli altri metalli disciolti.
- Resine a scambio cationico: trattengono il nichel insieme a calcio e magnesio; vanno dimensionate e gestite in base all'analisi.
- Se il pozzo ha anche cromo, arsenico o altri metalli, la scelta del trattamento va fatta sull'analisi completa, non sul solo nichel.
Cosa fare nel tuo caso
Se sei allacciato all'acquedotto, consulta i dati di qualità pubblicati dal gestore per il tuo Comune e, se hai dubbi sugli impianti interni, fai un prelievo al primo getto del mattino. Se usi un pozzo in un'area con ofioliti, fai analizzare almeno una volta il nichel insieme agli altri metalli e ripeti il controllo se cambiano profondità di pescaggio o uso del pozzo.
L'Analisi Plus di 123Acqua comprende nichel, arsenico, cadmio, piombo, rame e ferro oltre ai parametri chimico-fisici di base; nelle aree con ofioliti è spesso più adatta l'Analisi Standard, che aggiunge cromo totale, manganese, mercurio e gli indicatori microbiologici (coliformi, E. coli, enterococchi). Il kit di autoprelievo e il ritiro del campione sono gratuiti e il referto è firmato dal Direttore tecnico del laboratorio.
Metodi analitici normati
| Metodo | LOQ | Norma di riferimento |
|---|---|---|
| ICP-MS | — | UNI EN ISO 17294-2 |
| ICP-OES | — | UNI EN ISO 11885 |
Tecnologie di trattamento correlate
Domande correlate
Approfondimenti correlati
Ultimo aggiornamento: 2026-10-02