Boro nelle acque dell'Amiata e delle aree geotermiche toscane
Nelle aree geotermiche della Toscana meridionale, come il Monte Amiata e la zona di Larderello, le acque profonde sono naturalmente ricche di boro e, in parte, di arsenico. Quando si mescolano con le falde usate per bere possono portare il boro a valori significativi. Il D.Lgs. 18/2023 fissa 1,5 mg/L, con un valore di 2,4 mg/L ammesso nelle zone in cui la geologia comporta livelli elevati nelle acque sotterranee.
Limite di legge (Italia)
1.5 mg/L
D.Lgs. 18/2023, Allegato I, Parte B
Si applica 2,4 mg/L dove la fonte prevalente è acqua desalinizzata o dove le condizioni geologiche possono comportare livelli elevati di boro nelle acque sotterranee. Il precedente D.Lgs. 31/2001 prevedeva 1,0 mg/L.
Riferimento WHO
2.4 mg/L
WHO Guidelines for Drinking-water Quality, 4ª ed.
In breve
Il boro non si vede e non si sente: l'unico modo per conoscerlo è un'analisi. Nelle aree geotermiche toscane è uno dei parametri da controllare per primo nei pozzi privati, insieme all'arsenico, perché le due sostanze hanno spesso la stessa origine. Per la scheda generale sul parametro (limiti, effetti, trattamenti) vedi la voce boro dell'enciclopedia.
- Riguarda soprattutto pozzi e sorgenti private nelle zone dell'Amiata, della Val d'Orcia e dell'area di Larderello.
- Per l'acqua dell'acquedotto i dati sono pubblicati dal gestore per ciascun Comune.
- Oltre al consumo umano, il boro conta per l'irrigazione: alcune colture sono sensibili anche a concentrazioni basse.
Perché nelle aree geotermiche c'è più boro
Il Monte Amiata è un antico vulcano sotto il quale si trova un sistema geotermico attivo, sfruttato per produrre energia elettrica, come il vicino campo di Larderello-Travale. I fluidi geotermici profondi sono caldi e ricchi di sostanze disciolte: tra queste il boro, presente soprattutto come acido borico, e altri elementi come arsenico e mercurio.
Attraverso faglie e fratture una parte di questi fluidi risale e si mescola con le falde più superficiali e con alcune sorgenti termali. Il risultato è un arricchimento naturale di boro che varia molto da punto a punto, in funzione della vicinanza alle strutture geotermiche e della profondità del pozzo.
Boro e arsenico: perché misurarli insieme
Nelle aree geotermiche boro e arsenico tendono a comparire nelle stesse acque, perché arrivano dagli stessi fluidi profondi. L'arsenico ha però un limite molto più basso (10 µg/L) e un rischio sanitario più rilevante: un'analisi che misura solo il boro può lasciare scoperto il problema principale.
Nella zona amiatina i gestori hanno dovuto affrontare in passato il tema dell'arsenico nelle acque distribuite, anche con impianti di trattamento dedicati. Per chi beve acqua di pozzo, la scelta più sensata è misurare boro e arsenico nella stessa analisi.
Quale limite si applica: 1,5 o 2,4 mg/L
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva (UE) 2020/2184, ha portato il valore di parametro del boro da 1,0 mg/L (D.Lgs. 31/2001) a 1,5 mg/L. La stessa norma prevede un valore di 2,4 mg/L dove la fonte prevalente è acqua desalinizzata oppure dove la geologia della zona può comportare livelli elevati di boro nelle acque sotterranee: è proprio il caso che può riguardare le aree geotermiche.
L'applicazione del valore più alto riguarda le forniture e le decisioni delle autorità competenti: per un pozzo privato il riferimento prudente resta 1,5 mg/L. Il valore guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è 2,4 mg/L.
Effetti sulla salute
Negli studi sugli animali, a dosi elevate, il boro ha mostrato effetti sulla fertilità maschile e sullo sviluppo del feto: è su questi effetti che si basano i limiti. Gli studi condotti su popolazioni che bevono da anni acqua con boro naturalmente elevato non hanno evidenziato effetti chiari sulla salute riproduttiva, ma il limite resta il riferimento da rispettare, con un'attenzione particolare in gravidanza.
Il boro nell'acqua di irrigazione
Il boro è un micronutriente per le piante, ma l'intervallo tra carenza e tossicità è stretto. Con acque irrigue ricche di boro le colture più sensibili (per esempio agrumi, alcune drupacee, fragola e diverse orticole) possono mostrare ingiallimenti e necrosi ai margini delle foglie. Le linee guida sulla qualità delle acque irrigue indicano restrizioni crescenti già sotto 1 mg/L per le colture sensibili.
Per un'azienda agricola dell'area amiatina che irriga da pozzo, il boro va quindi letto anche in chiave agronomica, insieme a conducibilità, sodio e cloruri.
Come si analizza e come si riduce
Il boro si misura con tecniche al plasma: ICP-OES (UNI EN ISO 11885) o ICP-MS (UNI EN ISO 17294-2). Sono gli stessi strumenti con cui si determinano gli altri metalli, quindi boro e arsenico si possono misurare sullo stesso campione.
Il boro è difficile da rimuovere con i trattamenti domestici più comuni: i filtri a carbone e gli addolcitori non lo trattengono. Le soluzioni efficaci sono resine selettive per il boro oppure l'osmosi inversa, la cui resa sul boro è però inferiore a quella sugli altri sali e migliora se l'acqua viene alcalinizzata. La scelta va fatta sui valori misurati e sulla presenza di arsenico.
Cosa fare nel tuo caso
Se sei allacciato all'acquedotto, consulta i dati di qualità pubblicati dal gestore per il tuo Comune. Se usi un pozzo privato nell'area dell'Amiata, della Val d'Orcia o delle zone geotermiche vicine, fai analizzare insieme boro e arsenico prima di bere l'acqua o di installare un impianto di trattamento.
Tra i pacchetti per uso domestico, l'Analisi Completa di 123Acqua comprende sia il boro sia l'arsenico, insieme a metalli, parametri chimico-fisici e microbiologici. Il kit e il ritiro del campione sono gratuiti; il referto è firmato dal Direttore tecnico del laboratorio.
Metodi analitici normati
| Metodo | LOQ | Norma di riferimento |
|---|---|---|
| ICP-OES | — | UNI EN ISO 11885 |
| ICP-MS | — | UNI EN ISO 17294-2 |
Tecnologie di trattamento correlate
- Osmosi inversa
- Resine selettive per il boro
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Ultimo aggiornamento: 2026-10-02