BCDMH (bromocloro-dimetilidantoina)
Idantoina alogenata a rilascio lento: in soluzione idrolizza liberando contemporaneamente acido ipocloroso (HOCl) e acido ipobromoso (HOBr), accompagnati dal sottoprodotto dimetilidantoina (DMH) inerte. L'azione disinfettante combina la rapidità del cloro libero e la persistenza del bromo libero, particolarmente stabile a pH alti tipici delle piscine.
Dosaggio tipico
Piscine pubbliche e centri benessere: 2–5 mg/L di alogeno totale (Cl + Br) con residuo target 3–6 mg/L; spa e idromassaggi caldi: 4–8 mg/L; torri di raffreddamento industriali: 1–3 mg/L in dosaggio continuo. Non utilizzato in acqua destinata al consumo umano.
CT-value
CT 99 % E. coli a 25 °C: equivalente alla somma cloro + bromo libero, circa 0,1 mg·min/L. CT 99 % Legionella in acque calde di spa: 1–3 mg·min/L. CT 99 % Pseudomonas aeruginosa (folliculite da idromassaggio): 0,5–1,5 mg·min/L.
Residuo
Residuo alogeno totale target 3–6 mg/L in piscina; 4–8 mg/L in spa calda. Stabilità superiore al solo cloro grazie al bromo libero, meno volatile e meno sensibile al pH alto.
Costo indicativo
Pastiglie BCDMH a rilascio lento (tablet 20 g, 60 % alogeno disponibile): 6,00–10,00 €/kg. Costo per m³ di acqua di piscina trattata: 0,01–0,03 €. Dosatore a erosione (clorinatore in linea): 350–900 € per piscina residenziale, 1.500–4.000 € per piscina pubblica.
Sottoprodotti (DBP) generati
- Trialometani misti (clorurati e bromurati): bromoformio in prevalenza
- Acidi aloacetici (HAA) bromurati e clorurati
- Bromammine e clorammine combinate (responsabili di odore e irritazione)
- Aldeidi e nitrosammine in tracce in presenza di sostanza organica e ammoniaca
- Dimetilidantoina (DMH) residua, inerte ma di accumulo nel circuito
Efficacia microbiologica
| Categoria | Efficacia |
|---|---|
| Batteri (E. coli, coliformi, Pseudomonas, Legionella) | Eccellente |
| Virus (rotavirus, norovirus, adenovirus, enterovirus) | Buona |
| Protozoi (Giardia, Cryptosporidium) | Limitata |
| Biofilm consolidati | Buona |
Disinfettante di elezione per piscine e idromassaggi: combina la rapidità del cloro con la stabilità del bromo a pH alto e in presenza di azoto ammoniacale. Inefficace su oocisti di Cryptosporidium, come tutti i cloro-attivi a dosi piscina.
Principio chimico
La bromocloro-dimetilidantoina è un solido cristallino bianco appartenente alla famiglia delle idantoine alogenate. In acqua si idrolizza progressivamente liberando acido ipocloroso (HOCl), acido ipobromoso (HOBr) e 5,5-dimetilidantoina (DMH), molecola inerte che funge da scheletro di rilascio. La quantità di alogeno disponibile è circa il 60 % in peso, distribuita 1:1 fra cloro e bromo attivi.
La presenza simultanea di cloro e bromo offre due vantaggi chimici. Primo: il bromo libero rimane in forma indissociata HOBr fino a pH 8,5–8,7 (contro pH 7,5 per HOCl), garantendo efficacia disinfettante anche nelle piscine gestite a pH alto per ridurre l'irritazione cutanea. Secondo: il bromo non forma un break-point netto con l'azoto ammoniacale rilasciato dai bagnanti, dando bromammine ancora moderatamente attive (al contrario delle clorammine che richiedono shock break-point per essere distrutte).
Il bilancio chimico complessivo dipende dal rapporto di rigenerazione del cloro residuo: quando il bromuro (Br-, residuo dell'idrolisi) reagisce con il cloro libero forma nuovamente bromo libero. Questo riciclo riduce il consumo specifico di cloro e prolunga la persistenza del residuo nel circuito.
Modalità d'uso
L'impiego standard è in clorinatori in linea (dosatori a erosione) installati sul ricircolo della piscina o della spa. Le pastiglie di BCDMH si caricano in cestelli plastici resistenti agli ossidanti; il flusso di acqua attraversa il cestello sciogliendo una quantità di prodotto proporzionale alla portata. Il dosaggio fine si regola variando la portata di by-pass.
Il monitoraggio richiede misura giornaliera di alogeno totale (DPD totale), pH (target 7,2–7,8) e alcalinità (80–120 mg/L). Per piscine pubbliche la normativa italiana impone registrazione dei dati e analisi microbiologica periodica. Il ricambio acqua deve essere sufficiente a evitare accumulo eccessivo di DMH e di sottoprodotti, indicativamente 30 litri/giorno per bagnante.
- Pastiglie da 20 g o 200 g a rilascio lento, formato standard per clorinatori commerciali
- Stoccaggio in fusti chiusi, asciutti, lontani da combustibili e da prodotti riducenti
- Mai miscelare con ipoclorito, riducenti, acidi forti: rischio di reazione esotermica e rilascio di Cl2/Br2 gassoso
- DPI obbligatori per maneggio: occhiali, guanti EPDM, maschera FFP2
- Verifica pH e alogeno totale almeno due volte al giorno in piscine pubbliche
Efficacia microbiologica
L'efficacia è eccellente su batteri vegetativi tipici delle acque ricreative: Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa (responsabile della folliculite da idromassaggio), Staphylococcus aureus, Legionella pneumophila in fase planctonica. I CT richiesti sono comparabili o leggermente superiori al cloro libero in piscine ben gestite.
Sui virus l'azione è buona, in particolare sugli enterovirus e sugli adenovirus che sono i patogeni più rilevanti in piscine pubbliche. Sui protozoi resta il limite tipico dei disinfettanti alogenati: oocisti di Cryptosporidium parvum non sono inattivate a dosi piscina, ed eventi epidemici legati a contaminazione fecale richiedono shock di iperclorazione (20 mg/L per 12,5 ore) o ricorso a UV in by-pass.
Il vantaggio operativo emerge nelle spa calde: a 38–40 °C il cloro libero si volatilizza rapidamente, mentre il bromo libero mantiene il proprio titolo. Per questo motivo BCDMH è la prima scelta per idromassaggi pubblici, dove l'alta temperatura e il carico batterico (Pseudomonas, Legionella) sono problematici per il solo cloro.
Sottoprodotti e tossicologia
I sottoprodotti includono trialometani misti (cloroformio, bromodiclorometano, dibromoclorometano, bromoformio), acidi aloacetici clorurati e bromurati, bromammine e clorammine combinate. Le specie bromurate sono considerate più tossiche delle clorurate per via di una maggiore reattività con il DNA; gli studi epidemiologici su piscine indoor hanno associato esposizioni croniche elevate a esiti respiratori e oculari nei frequentatori abituali.
Il sottoprodotto DMH è inerte ma si accumula nel circuito. Concentrazioni elevate (>200 mg/L) riducono l'efficienza di rilascio dell'alogeno e richiedono ricambio parziale dell'acqua. La normativa italiana sulle piscine impone ricambi giornalieri minimi che riducono il problema entro limiti accettabili.
Per limitare l'esposizione a DBP e cloro/bromammine in piscine coperte è raccomandata una ventilazione meccanica con almeno 4–8 ricambi/ora del volume d'aria sulla superficie d'acqua.
Vantaggi e svantaggi
Il vantaggio strutturale è la semplicità gestionale: pastiglie a rilascio lento in un dosatore meccanico, senza pompe né serbatoi liquidi. Per piccoli impianti residenziali e per spa è la soluzione più diffusa al mondo. Il bromo libero è inoltre il disinfettante di riferimento per acque calde, dove il cloro tradizionale è inefficiente.
Gli svantaggi sono il costo unitario più alto del cloro liquido e la generazione di trialometani bromurati. In Italia il BCDMH non è ammesso per acqua destinata al consumo umano: il suo impiego è limitato ad acque ricreative, torri di raffreddamento e usi industriali.
Costi
Le pastiglie BCDMH a rilascio lento costano 6,00–10,00 €/kg in fusti da 5–25 kg. Per una piscina pubblica di 250 m³ con ricambio standard, il consumo annuo di pastiglie è 80–150 kg, pari a 600–1.500 € di reagente. Un clorinatore in linea per piscina residenziale costa 350–900 €; per piscina pubblica 1.500–4.000 €. Il costo per metro cubo di acqua trattata è 0,01–0,03 €, comparabile al cloro tradizionale considerando il minor consumo per riciclo del bromuro.
Quando usarlo
Indicato per piscine pubbliche e residenziali coperte e scoperte, spa, idromassaggi, vasche calde, torri di raffreddamento industriali e tutti gli usi ricreativi o tecnici dove serve un disinfettante a rilascio lento e stabile a pH alto. Non ammesso e non impiegato per acqua destinata al consumo umano: per la disinfezione di reti potabili restano cloro libero, biossido di cloro, monoclorammina e raggi UV.
Inquadramento normativo
Il D.Lgs. 18/2023 non include la BCDMH fra i disinfettanti ammessi per l'acqua destinata al consumo umano: l'impiego è limitato ad acque non potabili. Per le piscine ad uso natatorio il riferimento è l'Accordo Stato-Regioni del 16/01/2003 attuativo del D.M. Salute 25/07/1991, che fissa i parametri chimici di esercizio per cloro o bromo totale e ne disciplina il controllo analitico. La UNI 10637 stabilisce i requisiti progettuali e gestionali degli impianti di trattamento per piscine. Il prodotto biocida ricade nel Regolamento (UE) 528/2012, tipo di prodotto PT02 (disinfettanti per superfici e acque a uso ricreativo), e richiede autorizzazione di immissione in commercio con etichettatura completa di pericolo (H272 ossidante, H302 nocivo per ingestione, H335 irritante per le vie respiratorie).
Vantaggi
- Rilascio lento e prolungato: dosaggio semplice con erosione di pastiglie
- Bromo libero attivo anche a pH 7,8–8,2 dove il cloro perde efficacia
- Efficace anche in presenza di azoto ammoniacale (no break-point)
- Stoccaggio in solido stabile, logistica semplice
- Idoneo a temperature elevate di spa e idromassaggi (40 °C)
Svantaggi
- Non ammesso per acqua destinata al consumo umano
- Genera trialometani bromurati, più tossici delle controparti clorurate
- Bromato come sottoprodotto secondario in matrici ricche di bromuri
- Accumulo di DMH nel circuito (richiede ricambio acqua periodico)
- Pastiglie classificate ossidanti pericolosi (H272, H335): stoccaggio dedicato
Quando usarlo
- Piscine pubbliche e residenziali coperte e scoperte
- Spa, idromassaggi, vasche calde (favorito dal bromo a temperature alte)
- Torri di raffreddamento e circuiti industriali a rischio Legionella
- Sistemi di disinfezione 'a rilascio lento' senza presidio costante
Riferimenti normativi
- D.M. Salute 25/07/1991 (Accordo Stato-Regioni 16/01/2003) — piscine ad uso natatorio: alogeno totale 0,7–1,5 mg/L (cloro tradizionale) o equivalente bromato 1,0–3,0 mg/L
- Reg. (UE) 528/2012 — biocidi PT02 (disinfezione superfici e acqua piscine)
- UNI 10637 — requisiti degli impianti per piscine ad uso natatorio
- D.Lgs. 18/2023 — BCDMH non incluso fra i disinfettanti ammessi per acqua potabile
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Ultimo aggiornamento: 2026-05-22. Redazione tecnica 123Acqua — Laboratorio Accreditato ISO/IEC 17025.