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Come si previene la Legionella nell'acqua calda sanitaria?

7 min di lettura · aggiornato il 3 maggio 2026

Risposta breve

Mantenere accumulo > 60 °C, ricircolo ≥ 55 °C, eliminare rami morti, eseguire shock termici/chimici programmati e analisi periodiche secondo Linee Guida 2015.

La Legionella pneumophila prolifera negli impianti idrici a temperature 25-45 °C, tipicamente in serbatoi di accumulo male coibentati, rami morti e tubazioni a basso flusso. La prevenzione non è facoltativa: le Linee Guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Accordo Stato-Regioni 2015) impongono valutazione del rischio, registro e piano di controllo per tutte le strutture ricettive e sanitarie. La gestione corretta è una combinazione di temperatura, idraulica e disinfezione.

I quattro pilastri della prevenzione

  1. Temperatura: accumulo ACS > 60 °C costante, ricircolo ≥ 55 °C in tutti i punti dell'impianto.
  2. Idraulica: nessun ramo morto > 5 diametri di tubo, valvole isolamento per parti inattive, flussaggi periodici dei punti poco usati.
  3. Manutenzione: pulizia annuale degli accumuli, ispezione filtri docce e rompigetto, decalcificazione aeratori.
  4. Disinfezione: shock termico (70 °C per 30 minuti su tutti i punti) o chimico (ipoclorito 20-50 mg/L) almeno annuale e dopo interventi.

Temperature di riferimento

PuntoTemperaturaNote
Accumulo ACS> 60 °CPasteurizzazione lenta della massa d'acqua
Ricircolo (mandata)≥ 55 °CMisurato al ritorno in centrale
Erogazione doccia40-45 °CMiscelati a punto, non a monte
Acqua fredda< 20 °CEvitare riscaldamento da tubazioni adiacenti

Sistemi di disinfezione continua

  • Iperclorazione continua: 1-3 mg/L di cloro libero, semplice ma corrosiva nel lungo periodo.
  • Biossido di cloro (ClO₂): 0,2-0,4 mg/L, meno corrosivo, costo apparecchiatura medio.
  • Monoclorammine: stabili, basso odore, indicate per strutture ricettive grandi.
  • UV su ricircolo: efficace ma richiede pulizia trasmittanza, non lascia residuo.
  • Rame-argento ionizzazione: efficace ma vincolata a limiti di concentrazione.

Shock termico da fare in sicurezza

Lo shock a 70 °C su tutti i punti è la procedura più efficace ma comporta rischio scottature gravi. Va programmata fuori orario di occupazione, con segnaletica e personale dedicato. Mai improvvisato da utenti finali.

Monitoraggio analitico

Le Linee Guida 2015 impongono campionamenti periodici a 3-10 punti rappresentativi (mandata, ritorno, punti distali) con metodo ISO 11731:2017. Strutture ricettive e sanitarie ad alto rischio devono campionare almeno 2 volte/anno; B&B e piccoli alberghi di norma 1 volta/anno o stagionalmente. Il limite di azione tipico è 1.000 UFC/L.

Cosa fare se trovo Legionella

Tra 100 e 1.000 UFC/L: rivedere temperature e flussaggi, ripetere analisi a 30 giorni. Tra 1.000 e 10.000 UFC/L: shock termico/chimico, segnalazione interna. Oltre 10.000 UFC/L o presenza di L. pneumophila sierogruppo 1: segnalazione ASL, sospensione uso punti contaminati, intervento di bonifica documentato. Dopo qualunque bonifica, verifica analitica obbligatoria.

In sintesi

  • Accumulo > 60 °C, ricircolo ≥ 55 °C, niente rami morti.
  • Shock termico annuale + sanificazione documentata.
  • Disinfezione continua possibile con ClO₂, clorammine, UV.
  • Monitoraggio ISO 11731 ogni 6-12 mesi nelle strutture ricettive.
  • Linee Guida 2015 impongono valutazione del rischio e registro.

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