Risposta breve
Mantenere accumulo > 60 °C, ricircolo ≥ 55 °C, eliminare rami morti, eseguire shock termici/chimici programmati e analisi periodiche secondo Linee Guida 2015.
La Legionella pneumophila prolifera negli impianti idrici a temperature 25-45 °C, tipicamente in serbatoi di accumulo male coibentati, rami morti e tubazioni a basso flusso. La prevenzione non è facoltativa: le Linee Guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Accordo Stato-Regioni 2015) impongono valutazione del rischio, registro e piano di controllo per tutte le strutture ricettive e sanitarie. La gestione corretta è una combinazione di temperatura, idraulica e disinfezione.
I quattro pilastri della prevenzione
- Temperatura: accumulo ACS > 60 °C costante, ricircolo ≥ 55 °C in tutti i punti dell'impianto.
- Idraulica: nessun ramo morto > 5 diametri di tubo, valvole isolamento per parti inattive, flussaggi periodici dei punti poco usati.
- Manutenzione: pulizia annuale degli accumuli, ispezione filtri docce e rompigetto, decalcificazione aeratori.
- Disinfezione: shock termico (70 °C per 30 minuti su tutti i punti) o chimico (ipoclorito 20-50 mg/L) almeno annuale e dopo interventi.
Temperature di riferimento
| Punto | Temperatura | Note |
|---|---|---|
| Accumulo ACS | > 60 °C | Pasteurizzazione lenta della massa d'acqua |
| Ricircolo (mandata) | ≥ 55 °C | Misurato al ritorno in centrale |
| Erogazione doccia | 40-45 °C | Miscelati a punto, non a monte |
| Acqua fredda | < 20 °C | Evitare riscaldamento da tubazioni adiacenti |
Sistemi di disinfezione continua
- Iperclorazione continua: 1-3 mg/L di cloro libero, semplice ma corrosiva nel lungo periodo.
- Biossido di cloro (ClO₂): 0,2-0,4 mg/L, meno corrosivo, costo apparecchiatura medio.
- Monoclorammine: stabili, basso odore, indicate per strutture ricettive grandi.
- UV su ricircolo: efficace ma richiede pulizia trasmittanza, non lascia residuo.
- Rame-argento ionizzazione: efficace ma vincolata a limiti di concentrazione.
Shock termico da fare in sicurezza
Lo shock a 70 °C su tutti i punti è la procedura più efficace ma comporta rischio scottature gravi. Va programmata fuori orario di occupazione, con segnaletica e personale dedicato. Mai improvvisato da utenti finali.
Monitoraggio analitico
Le Linee Guida 2015 impongono campionamenti periodici a 3-10 punti rappresentativi (mandata, ritorno, punti distali) con metodo ISO 11731:2017. Strutture ricettive e sanitarie ad alto rischio devono campionare almeno 2 volte/anno; B&B e piccoli alberghi di norma 1 volta/anno o stagionalmente. Il limite di azione tipico è 1.000 UFC/L.
Cosa fare se trovo Legionella
Tra 100 e 1.000 UFC/L: rivedere temperature e flussaggi, ripetere analisi a 30 giorni. Tra 1.000 e 10.000 UFC/L: shock termico/chimico, segnalazione interna. Oltre 10.000 UFC/L o presenza di L. pneumophila sierogruppo 1: segnalazione ASL, sospensione uso punti contaminati, intervento di bonifica documentato. Dopo qualunque bonifica, verifica analitica obbligatoria.
In sintesi
- Accumulo > 60 °C, ricircolo ≥ 55 °C, niente rami morti.
- Shock termico annuale + sanificazione documentata.
- Disinfezione continua possibile con ClO₂, clorammine, UV.
- Monitoraggio ISO 11731 ogni 6-12 mesi nelle strutture ricettive.
- Linee Guida 2015 impongono valutazione del rischio e registro.
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