Enciclopedia disinfettanti per acqua
Schede tecniche dei dieci principali disinfettanti chimici e fisici impiegati nel trattamento delle acque destinate al consumo umano e nella gestione degli impianti idrici interni. Per ciascuna voce: principio attivo, dosaggi tipici, CT-value (concentrazione x tempo) di riferimento, efficacia su batteri, virus, protozoi e biofilm, sottoprodotti (DBP) generati, residuo target, vantaggi e svantaggi, costi reali, indicazioni d'uso e quadro normativo (D.Lgs. 18/2023 art. 13, Linee Guida ISS, UNI EN 901).
Contenuti curati dalla redazione tecnica del Laboratorio Accreditato ISO/IEC 17025 di 123Acqua. Aggiornati al 2026.
Ipoclorito di sodio
Acido ipocloroso (HOCl) generato per idrolisi del NaClO in acqua. La forma indissociata HOCl, predominante a pH 6,5–7,5, è circa ottanta volte più battericida dello ione ipoclorito (OCl-).
Dose tipica: 0,2–1,0 mg/L di cloro libero per acqua potabile in rete
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Ipoclorito di calcio
Solido granulare o in pastiglie che, sciolto in acqua, libera acido ipocloroso (HOCl) e idrossido di calcio. Stessa specie battericida dell'ipoclorito di sodio ma più stabile nel tempo.
Dose tipica: 0,2–1,0 mg/L di cloro libero per uso potabile
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Biossido di cloro
Gas ossidante a base di cloro tetravalente, generato in situ da clorito di sodio attivato con acido cloridrico, cloro gassoso o ipoclorito di sodio. Agisce per ossidazione monoelettronica senza generare cloro libero.
Dose tipica: 0,1–0,4 mg/L per uso potabile in continuo
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Ozono
Forma allotropica triatomica dell'ossigeno, generata in situ per scarica corona o luce UV. Potente ossidante (E° = 2,07 V) che agisce per trasferimento diretto di ossigeno o per via radicalica (OH·).
Dose tipica: 0,5–2 mg/L con tempo di contatto 4–10 minuti per acqua potabile
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Raggi UV (ultravioletto)
Radiazione ultravioletta a 254 nm (lampade a bassa pressione di mercurio) o spettro 200–300 nm (media pressione). Inattiva i microrganismi danneggiando il DNA con formazione di dimeri di pirimidina.
Dose tipica: Dose 40 mJ/cm² per uso potabile (DVGW)
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Perossido di idrogeno
Ossidante a base di ossigeno attivo. Agisce per ossidazione diretta o, in combinazione con UV/O3/Fe2+ (processi AOP), per generazione di radicali idrossilici (OH·).
Dose tipica: 1–5 mg/L per disinfezione potabile (raramente da solo)
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Acido peracetico
Soluzione di equilibrio fra acido peracetico, acido acetico, perossido d'idrogeno e acqua. L'azione disinfettante è dovuta all'ossigeno attivo del perossiacido, che ossida proteine e lipidi cellulari.
Dose tipica: 0,5–2 mg/L per disinfezione di acque depurate prima dello scarico
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Monoclorammina
Generata in situ dalla reazione di ipoclorito di sodio con solfato d'ammonio o cloruro d'ammonio in rapporto Cl:N di 4–5:1. Disinfettante a residuo persistente con cinetica più lenta del cloro libero ma maggiore stabilità in rete.
Dose tipica: 1,5–4 mg/L come cloro totale per acquedotti
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Calore (pastorizzazione)
Inattivazione termica dei microrganismi per denaturazione proteica. Trattamento fisico classico di tipo D-value: tempo di abbattimento di un logaritmo a temperatura costante.
Dose tipica: Shock termico a 70 °C per 30 minuti (Linee Guida ISS Legionellosi)
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Ultrasuoni e cavitazione idrodinamica
Generazione di microbolle di cavitazione che, collassando, producono onde d'urto, temperature locali oltre 5.000 K e radicali ossidrilici. Effetto disinfettante meccanico e ossidativo combinato.
Dose tipica: Densità acustica 0,5–2 W/cm² per disinfezione potabile sperimentale
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Quale disinfettante è giusto per la tua acqua?
La scelta del disinfettante dipende dalla matrice (TOC, bromuri, durezza), dal patogeno target (batteri, virus, protozoi, biofilm) e dal punto di applicazione (acquedotto, rete sanitaria, pozzo). Inizia con un'analisi accreditata: i risultati ti dicono quale tecnologia ha senso e quale evitare.