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Vivo in una "zona rossa" PFAS, cosa devo fare?

7 min di lettura · aggiornato il 3 maggio 2026

Risposta breve

Nelle aree note (Veneto, Lombardia, Piemonte) è prudente analizzare l'acqua di pozzo e di rete almeno una volta. Abbiamo una mappa PFAS Italia consultabile gratuitamente.

Le "zone rosse" PFAS in Italia sono aree dove studi epidemiologici e ARPA regionali hanno documentato concentrazioni elevate in falda e in rete. Abitare in una di queste zone non significa automaticamente avere acqua contaminata, ma rende l'analisi una misura prudenziale di base. Vediamo dove sono e cosa fare in pratica.

Le aree storicamente più colpite

  • Veneto: province di Vicenza, Padova, Verona (caso Miteni, anni 2013-2018)
  • Lombardia: Lomellina (Pavia), Bergamasca, alcune zone Brescia
  • Piemonte: Alessandrino e Valle Bormida (caso Solvay/Spinetta Marengo)
  • Toscana: alcune aree del Pratese
  • Lazio: zone limitrofe ad ex insediamenti industriali
  • Trentino: Valsugana (caso Borgo Valsugana)

Come capire se sei in zona a rischio

  1. Consulta la mappa PFAS Italia 123Acqua (gratuita, basata su dati ARPA)
  2. Verifica i bollettini ARPA della tua Regione
  3. Chiedi al gestore del tuo acquedotto i dati di monitoraggio recenti
  4. Se hai pozzo privato: analisi diretta è la prova del nove

Mappa PFAS interattiva

La mappa PFAS Italia 123Acqua mostra le aree con criticità documentata e i valori medi rilevati. È uno strumento informativo e non sostituisce l'analisi del proprio pozzo o rubinetto: solo l'analisi puntuale ti dice il valore della tua acqua.

Cosa fare in pratica se sei in zona rossa

  1. Analisi PFAS 20 secondo D.Lgs. 18/2023 sul rubinetto di casa (145€)
  2. Se hai pozzo: analisi PFAS sul pozzo + parametri standard
  3. Confronta il risultato con il limite 0,1 µg/L per la somma
  4. Se sei sopra: contatta il gestore dell'acquedotto e valuta trattamento domestico
  5. Se sei sotto: ripeti analisi ogni 2-3 anni per monitorare nel tempo

Trattamenti domestici efficaci

TecnologiaEfficacia PFASCosto indicativo
Osmosi inversa sotto-lavelloAlta (>95%)350-1.500€
Carbone attivo GAC dedicatoMedia (50-80%)200-600€
Resine PFAS-selettiveAlta (>90%)300-800€
Caraffe filtranti standardBassa o nulla20-50€
BollituraNessuna (concentra)-

Verifica sempre con analisi post-trattamento

Qualsiasi impianto domestico va validato con analisi LC-MS/MS dopo l'installazione e dopo ogni cambio cartuccia. Senza verifica accreditata non sai se il trattamento sta davvero funzionando.

Implicazioni sanitarie e cosa NON fare

Se l'analisi è sotto il limite, non c'è motivo di allarme: l'acqua è conforme. Se è sopra, valuta trattamento domestico e segnala al gestore. Non bere acqua imbottigliata in PET come unica strategia (alcune contengono tracce di PFAS comunque) e non installare "impianti miracolosi" venduti porta-a-porta senza certificazione.

Categorie particolarmente esposte e raccomandazioni

CategoriaRischio relativoAzione raccomandata
Donne in gravidanzaAlto (effetti su feto)Analisi + trattamento immediato se > 50% limite
Lattanti e bambini < 3 anniAlto (alimentazione concentrata)Analisi + acqua trattata per ricostituzione formule
Soggetti immunodepressiMedio-altoAnalisi annuale + monitoraggio
Adulti sani in zona rossaMedioAnalisi una tantum + ripetizione 2-3 anni
Allevatori e agricoltoriMedio (esposizione professionale)Analisi acqua di pozzo + alimenti
Lavoratori industria chimicaAlto (esposizione lavorativa)Sorveglianza sanitaria mirata

Diritti del cittadino verso il gestore acquedotto

Ai sensi del D.Lgs. 18/2023, art. 17, il cittadino ha diritto di ricevere informazioni complete, aggiornate e gratuite sulla qualità dell'acqua erogata, compresi i dati sui PFAS. La richiesta può essere fatta via PEC o tramite portale del gestore. Il riscontro deve avvenire entro 30 giorni. In caso di mancata risposta puoi rivolgerti ad ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e all'ARPA regionale.

  • Diritto di accesso ai dati di qualità (D.Lgs. 18/2023, art. 17)
  • Risposta del gestore entro 30 giorni
  • Pubblicazione obbligatoria sul portale del gestore
  • Segnalazione ad ARERA in caso di omissione
  • Possibilità di richiedere analisi straordinaria se serie storica anomala

Misure complementari per ridurre esposizione totale

L'acqua è una via importante ma non esclusiva di esposizione ai PFAS. Per ridurre il rischio cumulativo: limita uso di padelle antiaderenti danneggiate o di vecchia generazione, evita carta forno e contenitori take-away con rivestimenti antigrasso non certificati PFAS-free, leggi le etichette di cosmetici (alcuni mascara e fondotinta resistenti contengono PFAS), preferisci tessuti tecnici di nuova generazione PFAS-free per abbigliamento outdoor.

Pacchetto verifica trattamento

Per chi ha installato (o sta valutando) un trattamento domestico contro i PFAS, 123Acqua propone un pacchetto pre/post a tariffa scontata: due analisi PFAS 20 prima e dopo l'impianto per certificare oggettivamente l'abbattimento.

In sintesi

  • Zone storicamente critiche: Veneto (caso Miteni), Lomellina, Alessandrino, alcune zone Toscana e Lazio
  • Mappa PFAS Italia 123Acqua: strumento informativo gratuito basato su dati ARPA
  • Solo l'analisi puntuale del proprio rubinetto/pozzo dice il valore reale
  • Trattamenti efficaci: osmosi inversa, GAC dedicato, resine PFAS-selettive
  • Sempre validare con analisi post-trattamento accreditata
  • Categorie a rischio: gravidanza, lattanti, immunodepressi richiedono attenzione mirata
  • Diritto di accesso ai dati del gestore acquedotto entro 30 giorni (D.Lgs. 18/2023, art. 17)

Consulta la mappa PFAS Italia

Verifica le aree con criticità PFAS documentata vicino a casa tua. Strumento gratuito basato su dati ARPA.

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