Da dove arriva e com'è l'acqua di Reggio Emilia
Bollitori incrostati, rompigetto da pulire di continuo, aloni bianchi sui bicchieri: a Reggio Emilia la domanda più frequente sull'acqua di casa riguarda il calcare, non la sicurezza. La spiegazione sta nell'origine. La città non beve acqua di fiume né di lago, ma acqua sotterranea che scorre a lungo tra ghiaie e sedimenti e si carica di calcio e magnesio. Per la durezza non esiste un limite di potabilità: il dato serve a regolare lavastoviglie e caldaia o a capire se valga la pena installare un addolcitore.
Secondo l'Ausl, l'acquedotto cittadino è alimentato soprattutto dal campo pozzi di Quercioli, nel conoide ghiaioso dell'Enza a sud-ovest della città, interconnesso dal giugno 2002 con quello di Sant'Ilario-Gazzaro. L'acqua non viene presa dal torrente: si attinge alla falda contenuta nelle sue ghiaie. Nel territorio comunale c'è poi il campo di Roncocesi, per cui la concessione rilasciata da ARPAE prevede 14 pozzi per uso umano e una portata massima di 340 litri al secondo. L'arrivo di ARCA, con una concessione che dura fino al 2043, non ha toccato queste fonti: è cambiato solo l'interlocutore per contratti, bollette e segnalazioni.
Sul piano sanitario il parametro da seguire, in una provincia con agricoltura e allevamenti intensivi, sono i nitrati: per l'acqua potabile il valore di parametro è di 50 mg/L, ed è il dato più delicato per chi prepara il biberon. ARPAE controlla le falde reggiane con una rete di pozzi di monitoraggio e pubblica report periodici su nitrati, fitofarmaci, composti organoalogenati e metalli.
Questi controlli, insieme a quelli del gestore e del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell'Ausl, descrivono l'acqua fino al contatore. Dopo il contatore, la qualità dipende dall'impianto del tuo edificio: tubazioni datate, autoclavi e serbatoi condominiali possono alterare un'acqua che in rete era conforme. Se in casa c'è un neonato o l'impianto ha materiali incerti, conviene misurare durezza, nitrati e metalli proprio al rubinetto da cui bevi, con un kit per l'analisi dell'acqua del rubinetto da prelevare a casa e spedire al laboratorio qualificato. Se ti interessa solo il calcare, puoi partire dal calcolatore della durezza dell'acqua.