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Arsenico nell'acqua: limiti, rischi e analisi

L'arsenico è uno dei contaminanti più temuti nelle acque potabili: classificato cancerogeno certo per l'uomo dalla IARC (Gruppo 1), in Italia interessa soprattutto le zone vulcaniche di Lazio, Toscana e Campania, dove ha portato in passato a deroghe e ordinanze di non potabilità.

Cos'è

L'arsenico (As) è un metalloide naturalmente presente nella crosta terrestre. Nelle acque si trova prevalentemente come arsenito (As III), più tossico e mobile, e arseniato (As V), prevalente in condizioni ossidanti. Le forme inorganiche sono molto più pericolose di quelle organiche (arsenobetaina, arsenocolina) presenti nei prodotti ittici.

Da dove viene

Le sorgenti principali di arsenico nelle acque sono:

  • Naturali: dilavamento di rocce vulcaniche, mineralizzazioni idrotermali, sedimenti ricchi in solfuri.
  • Antropiche: fonderie, industria del vetro e dei semiconduttori, conservanti per il legno (CCA), pesticidi storici (oggi vietati), discariche, attività minerarie.

In Italia il contributo geologico è dominante nelle aree vulcaniche del Lazio settentrionale (sistema vulsino-cimino), della Toscana meridionale (Monte Amiata) e dei Campi Flegrei.

Limiti di legge

Il D.Lgs 18/2023, Allegato I Parte B, fissa il limite per l'arsenico nell'acqua destinata al consumo umano in 10 µg/L (10 microgrammi per litro), in linea con OMS e UE.

In passato l'Italia aveva ottenuto deroghe per oltre 100 comuni (in particolare nel Viterbese e in Campania), con limite temporaneo di 20 µg/L. Le deroghe sono cessate nel 2012-2013 a seguito della procedura d'infrazione UE; oggi il limite vigente è ovunque 10 µg/L. Alcuni comuni ricorrono ancora oggi a impianti di dearsenificazione per rispettarlo.

Effetti sulla salute

L'IARC classifica l'arsenico inorganico come cancerogeno certo (Gruppo 1) per l'uomo (monografia IARC vol. 100C, 2012). L'esposizione cronica a basse dosi attraverso l'acqua potabile è associata a:

  • Tumori di cute, polmone, vescica, fegato e rene.
  • Lesioni cutanee (iperpigmentazione, ipercheratosi palmoplantare).
  • Malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete di tipo 2.
  • Effetti neurologici e immunotossici, soprattutto nei bambini.

L'EFSA (parere 2009 e aggiornamento 2021) ha derivato un BMDL₀₁ di 0,3-8 µg/kg p.c./giorno per l'arsenico inorganico. L'ISS ha più volte sottolineato come l'acqua sia la principale via di esposizione nelle aree vulcaniche italiane.

Zone a rischio in Italia

Aree italiane storicamente critiche per arsenico nelle acque:

  • Lazio: provincia di Viterbo (Tuscia, lago di Vico, lago di Bolsena), area dei Castelli Romani, alcuni comuni del Reatino.
  • Toscana: Monte Amiata (Grossetano e Senese), Pisano (Pomarance, Larderello).
  • Campania: Campi Flegrei, Napoli e provincia, area vesuviana.
  • Lombardia: alcuni comuni della provincia di Cremona e Mantova.
  • Trentino-Alto Adige: aree minerarie dismesse.

I dati ARPA e i rapporti ISTISAN dell'ISS documentano puntualmente i territori coinvolti.

Come si analizza

L'analisi accreditata avviene tramite ICP-MS (spettrometria di massa a plasma accoppiato induttivamente) secondo UNI EN ISO 17294-2. LOQ tipico: 0,5 µg/L, con incertezza estesa < 15%. Per la speciazione (As III vs As V) si usa HPLC-ICP-MS.

Il prelievo richiede bottiglia in plastica (PET o HDPE) acidificata con HNO₃ ultrapuro a pH < 2, per evitare adsorbimento alle pareti.

Come si rimuove

I trattamenti efficaci per l'arsenico sono:

  • Adsorbimento su ossidi di ferro granulari (GFH, Bayoxide E33): standard per impianti acquedottistici, efficienza > 95% se preceduto da ossidazione di As III a As V.
  • Coagulazione-flocculazione con sali di ferro: usata negli impianti grandi.
  • Osmosi inversa: efficace al 95-99%, indicata per uso domestico point-of-use.
  • Resine selettive per arseniato.

Bollitura, addolcitori e carboni attivi standard non rimuovono l'arsenico.

Come fare l'analisi con 123Acqua

Se vivi in zona vulcanica o hai ricevuto un'ordinanza comunale, è importante eseguire un'analisi specifica:

Domande frequenti

Quanto arsenico è troppo nell'acqua?

Il limite di legge è 10 µg/L. Esposizioni croniche anche di pochi µg/L sono associate a un aumento di rischio oncologico secondo IARC e EFSA: l'obiettivo dovrebbe essere sempre il valore più basso ragionevolmente raggiungibile.

L'arsenico si sente al sapore?

No. L'arsenico è inodore e insapore, e non altera l'aspetto dell'acqua. L'unico modo per saperne la presenza è l'analisi di laboratorio.

Bollire l'acqua elimina l'arsenico?

No, al contrario: l'evaporazione concentra l'arsenico nell'acqua residua.

Le caraffe filtranti rimuovono l'arsenico?

In genere no. Solo specifici sistemi (osmosi inversa o filtri ad ossidi di ferro certificati) sono efficaci.

In zona vulcanica devo per forza fare l'analisi?

È fortemente consigliata, soprattutto se l'acqua proviene da pozzo privato o sorgente. Per gli acquedotti pubblici è il gestore a garantirne la conformità.

L'arsenico dell'acqua è organico o inorganico?

Quasi sempre inorganico (As III e As V), la forma più tossica. Quello organico è invece tipico di pesci e crostacei e meno pericoloso.

Esiste una "soglia sicura" sotto cui l'arsenico è innocuo?

Per i cancerogeni genotossici come l'arsenico inorganico non esiste soglia priva di rischio: il limite è un compromesso fra fattibilità tecnica e tutela della salute.

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Contenuto a cura del Team Tecnico 123Acqua — chimici e biologi iscritti agli Albi professionali. Le informazioni hanno scopo divulgativo: per valutazioni di conformità fa fede il rapporto di prova di un laboratorio accreditato ISO 17025.