Strumento gratuito
Scopri la durezza media dell'acqua del tuo comune in gradi francesi (°F) e cosa significa per salute, elettrodomestici e addolcitore.
La durezza esprime la quantità di sali di calcio e magnesio disciolti nell'acqua. In Italia si misura in gradi francesi (°F), dove 1°F equivale a 10 mg/L di carbonato di calcio (CaCO₃).
Non è un parametro di potabilità — il D.Lgs 18/2023 indica solo un intervallo consigliato di 15-50°F — ma incide su gusto, incrostazioni ed efficienza degli impianti. Le fasce di riferimento:
Approfondisci il parametro nella scheda durezza dell'acqua nell'enciclopedia.
Un'acqua dura deposita calcare su caldaie, scaldabagni, lavatrici e lavastoviglie, riducendone l'efficienza e aumentando i consumi energetici. Lascia inoltre aloni su rubinetti, vetri e stoviglie.
Dal punto di vista sanitario, invece, calcio e magnesio sono sali utili all'organismo: la durezza non è un rischio per la salute. Diventa soprattutto un tema di gusto e di manutenzione degli impianti oltre i 30°F.
Un addolcitore a scambio ionico è consigliato sopra i 25-30°F, in particolare con caldaia e elettrodomestici centralizzati. La taratura corretta è 12-15°F in uscita: non va azzerata, perché un'acqua troppo dolce diventa aggressiva verso le tubazioni metalliche.
I valori del calcolatore sono medie indicative della rete pubblica pubblicate dai gestori. Per il valore reale al tuo rubinetto — utile prima di acquistare un addolcitore o se hai un pozzo privato — serve un'analisi sul prelievo.