Da dove arriva e com'è l'acqua di Bologna
Due famiglie in quartieri diversi di Bologna, confrontando il calcare sui rubinetti, possono trovarsi in situazioni diverse, e c'è un motivo. L'acqua della città nasce da due ambienti. Una parte scende dall'Appennino: sono le acque del torrente Setta e del fiume Reno, rese potabili nel potabilizzatore della Val di Setta. L'altra sale dal sottosuolo attraverso i campi pozzi di Borgo Panigale, Tiro a Segno, San Vitale, Fossolo e Mirandola, che pescano in profondità nelle conoidi alluvionali di Reno, Savena e Idice. Una rete interconnessa, con serbatoi di compenso, mescola le due componenti e serve quasi tutta la Città metropolitana.
Il centro più antico, Borgo Panigale, è in funzione dal 1913. Contare solo sulla falda, però, avrebbe un rovescio: prelievi troppo intensi favoriscono la subsidenza, il lento abbassamento del suolo che interessa la pianura bolognese. Le acque appenniniche alleggeriscono i pozzi e lasciano al sistema più di una fonte su cui contare nelle annate difficili.
Per chi beve, la conseguenza pratica è che non esiste un'etichetta unica per tutta la città. Falda e acqua superficiale hanno un contenuto di sali diverso, quindi durezza e conducibilità al rubinetto dipendono dalla zona e dalla proporzione del momento. I controlli seguono il piano di autocontrollo del gestore e l'approccio dei Piani di sicurezza dell'acqua, che Hera ha illustrato anche in un incontro promosso dal Ministero dell'Ambiente. Per il dato della tua via il riferimento sono i report di qualità del gestore: qui non riportiamo valori medi, perché non è stato possibile verificarli su una fonte ufficiale.
Il Comune di Bologna incoraggia a bere acqua di rete al posto di quella in bottiglia con la guida Acqua senza plastica. Il disagio più comune resta il calcare: non è un problema sanitario, ma pesa su caldaie, lavatrici e rubinetteria. Come in ogni rete estesa capita anche qualche guasto: la rottura di una tubazione ha fermato in passato una centrale idrica di Hera nella zona di Borgo Panigale e Anzola, lasciando decine di famiglie senz'acqua per alcune ore. Alla riapertura l'acqua può uscire torbida per poco tempo, e di norma basta farla scorrere.
Nei condomini con autoclavi, serbatoi o impianti datati, l'acqua del tuo rubinetto può non coincidere con quella della rete. Il modo più diretto per saperlo è misurarla al punto d'uso: per l'intero edificio con un'analisi dell'acqua condominiale, oppure con un kit per il singolo appartamento, da prelevare a casa e rispedire al laboratorio qualificato. Se ti preoccupa soprattutto il calcare, il calcolatore della durezza dell'acqua ti aiuta a regolare gli elettrodomestici.