Da dove arriva e com'è l'acqua di Ravenna
«Oggi l'acqua ha un sapore diverso»: a Ravenna non è sempre un'impressione. La città riceve una miscela di fonti che varia con le stagioni e con la disponibilità d'acqua. Una parte arriva dal Lamone e dal Reno attraverso il canale ANIC ed è trattata nel potabilizzatore di Bassette. Un'altra è acqua del Po, portata in Romagna dal Canale Emiliano Romagnolo e resa potabile dal 2015 nell'impianto della Standiana. In rete queste acque si uniscono a quella di Ridracoli, quindi le proporzioni non restano mai identiche.
I soggetti da conoscere sono due. Romagna Acque – Società delle Fonti gestisce le fonti e vende l'acqua all'ingrosso; Hera gestisce la rete cittadina ed è il riferimento per guasti, torbidità o sapori anomali. Ogni anno Hera pubblica il report In buone acque con i risultati delle analisi sull'acqua distribuita e rende disponibili i dati di qualità per il comune di Ravenna: è lì che trovi la durezza, utile per regolare lavastoviglie, lavatrice e caldaia meglio di qualsiasi stima generica.
Un leggero sapore di cloro è normale: il disinfettante residuo mantiene l'acqua igienicamente sicura lungo le condotte, e qualche ora in caraffa in frigorifero basta ad attenuarlo. Il tema più serio è la siccità. Nell'estate 2022, con il Po in forte magra, la stampa locale ha riferito il timore che la Standiana non ricevesse più acqua dal Canale Emiliano Romagnolo. Il Comune ha inserito il rischio idropotabile nel proprio manuale di protezione civile e il sistema interconnesso di Romagna Acque è pensato per compensare spostando acqua tra fonti diverse; eventuali limitazioni vengono comunicate da gestore e Comune.
In casa contano alcune abitudini: far scorrere l'acqua dopo una notte o qualche giorno di assenza e usare sempre quella fredda per bere e cucinare. Nei palazzi con tubature datate, autoclavi o serbatoi, l'acqua al rubinetto può differire da quella immessa in rete. Per sapere com'è la tua, puoi fare un'analisi dell'acqua del rubinetto con un kit di autoprelievo da rispedire al laboratorio qualificato. Se il dubbio riguarda l'impianto comune dell'edificio, c'è un percorso dedicato all'analisi dell'acqua in condominio.