Da dove arriva e com'è l'acqua di Pavia
Chi apre il rubinetto a Pavia si chiede spesso da dove arrivi quell'acqua. La risposta è quasi sempre: dal sottosuolo. In pianura Pavia Acque capta le falde con pozzi di profondità variabile tra 20 e 200 metri, mentre nella fascia montana dell'Oltrepò si captano anche sorgenti. Uno studio isotopico condotto dalle aziende di Water Alliance, tra cui Pavia Acque, con l'Università La Sapienza indica per le falde lombarde un'origine prevalentemente alpina e prealpina, con acque per lo più più vecchie di 50-60 anni.
Prima di entrare in rete l'acqua passa dalle centrali di potabilizzazione. Per il capoluogo il gestore pubblica analisi separate per ciascuna centrale, tra cui Libertà, Est, Nord, Mirabello, Villalunga e Borgo Ticino. Se il dubbio è il calcare su bollitore e doccia, il dato da cercare è la durezza: si trova nella sezione Qualità dell'acqua del sito di Pavia Acque, scegliendo il comune, insieme alle analisi chimiche e microbiologiche, aggiornate ogni sei mesi; un archivio conserva i risultati mensili degli anni precedenti. I controlli riguardano sia l'acqua in rete sia quella di falda prima del trattamento. Il gestore non pubblica un valore medio unico per tutta la città, quindi qui non ne indichiamo uno stimato: con il dato letto sulla scheda si può usare il calcolatore della durezza dell'acqua per regolarsi con elettrodomestici e caldaia.
Capita poi di leggere notizie sui PFAS. Il Giorno ha riportato i dati presentati a un incontro promosso dal Comune di Pavia: nella roggia Vernavola sono stati misurati valori di PFOS superiori al limite di qualità ambientale. Si tratta però di acqua superficiale, non di quella che arriva ai rubinetti. Nella stessa occasione è stato riferito che, secondo ARPA, nell'acqua destinata al consumo umano della provincia non risultano PFAS. La notizia riguarda quindi lo stato dell'ambiente, non l'acqua dell'acquedotto.
Resta un punto spesso trascurato: i controlli del gestore si fermano al contatore, mentre l'acqua che beviamo esce dal rubinetto di casa. Tubazioni interne, autoclavi e serbatoi condominiali possono modificarla, soprattutto negli edifici storici con tratti in piombo o raccordi molto vecchi. Qualche abitudine aiuta: far scorrere l'acqua fredda dopo qualche giorno di assenza, far pulire regolarmente autoclavi e serbatoi, seguire l'indicazione del pediatra per la preparazione dei biberon. Per sapere cosa esce davvero dal proprio rubinetto si può fare un'analisi dell'acqua del rubinetto con il kit di autoprelievo: lo ordini, arriva in 24-48 ore, prelevi il campione a casa e lo rispedisci al laboratorio qualificato, che invia il rapporto di prova in 5-7 giorni.