Da dove arriva e com'è l'acqua di Como
A differenza di molte città lombarde, che bevono acqua di falda, Como si affida soprattutto all'acqua di lago. Il Lario viene captato a circa 45 metri di profondità, al largo della punta di viale Geno, e l'acqua raggiunge l'impianto di potabilizzazione del Baradello: una centrale nascosta dentro la montagna, nata dall'ampliamento di un rifugio antiaereo e inaugurata nel 2001. Può trattare circa 600 litri al secondo, è completamente automatizzata e sorvegliata a distanza con un sistema di telecontrollo.
Proprio perché è un'acqua superficiale, richiede un trattamento più articolato di una falda profonda e una disinfezione finale che la protegga lungo la rete. Se al rubinetto senti un leggero odore di disinfettante, rientra nella normalità e non indica un problema di qualità. Un limite va detto con chiarezza: nei documenti pubblici consultati non abbiamo trovato una tabella aggiornata con durezza, pH e residuo fisso per la rete di Como città. Per questi valori il riferimento resta il gestore.
La città è anche in una fase di passaggio. Oggi l'acquedotto di Como e Brunate è gestito da Lereti, società del gruppo Acinque, mentre nel resto della provincia opera Como Acqua, gestore pubblico del servizio idrico integrato. Il 12 giugno 2026 l'assemblea dei soci di Como Acqua ha approvato all'unanimità il percorso per acquisire il ramo idrico di Lereti, che conta oltre 14.000 utenze e circa 85.000 residenti serviti, con l'obiettivo del gestore unico provinciale dal 1° gennaio 2027. Dal 2023 Como Acqua dispone di un laboratorio interno per i parametri chimici e microbiologici, acquisito proprio come ramo d'azienda da Lereti. L'acqua resta la stessa; potrebbero cambiare i riferimenti per bollette, segnalazioni e richieste di dati, quindi conviene seguire le comunicazioni ufficiali dei due gestori.
Quello che esce dal Baradello è controllato, ma il bicchiere dipende anche dall'impianto interno. Nel centro storico e nei condomini più datati possono esserci tubazioni vecchie, serbatoi o autoclavi. Dopo qualche giorno di assenza è buona abitudine far scorrere l'acqua prima di berla, e per il latte in polvere dei neonati conviene sentire il pediatra. Se vuoi conoscere durezza e residuo fisso della tua acqua, il modo più diretto è misurarli al tuo rubinetto. Con un kit di analisi dell'acqua del rubinetto prelevi il campione a casa e ricevi dal laboratorio qualificato il rapporto di prova in 5-7 giorni.