Da dove arriva e com'è l'acqua di Lodi
A Lodi i dubbi sull'acqua nascono spesso da due segnali: qualche macchia scura sui sanitari e le notizie sui PFAS nel Lodigiano. Per leggerli nel modo giusto conviene partire dall'origine. Qui non si beve acqua di fiume né di sorgente: l'acqua di rete arriva dal sottosuolo della pianura. SAL la estrae con pozzi tra 30 e 180 metri di profondità, in acquiferi di ghiaie e sabbie alternate a livelli di argilla, e la tratta nelle centrali di potabilizzazione prima di immetterla in rete. Il gestore è una società a capitale interamente pubblico, partecipata dai Comuni del Lodigiano e dalla Provincia di Lodi.
Le falde profonde hanno un'impronta naturale: SAL indica ferro e manganese come elementi tipici degli acquiferi più profondi, abbattuti con trattamenti dove necessario. In eccesso incidono soprattutto su colore e sapore e possono macchiare sanitari e bucato. In un territorio agricolo va poi seguito con attenzione un altro parametro, i nitrati, che per legge non devono superare i 50 mg/L. Insieme alla durezza, da cui dipende il calcare su bollitori e lavatrici, li trovi nell'etichetta dell'acqua che SAL pubblica sul proprio sito per ogni comune servito.
Sui PFAS conviene stare ai fatti. Nel maggio 2023 un'indagine di Greenpeace sulle acque potabili lombarde ha misurato, come somma di PFAS, concentrazioni oltre i 100 nanogrammi per litro in campioni prelevati da fontanelle cimiteriali di due comuni serviti da SAL: circa 1.840 ng/L a Crespiatica e 104 ng/L a Corte Palasio. Quei campioni non erano stati prelevati a Lodi città. SAL ha replicato con un comunicato che l'acqua di rete non presentava rischi per la salute e poteva continuare a essere bevuta; il giudizio di potabilità spetta comunque all'autorità sanitaria.
Sul capoluogo sono previsti anche nuovi investimenti: il piano di interventi di SAL include un impianto di acquedotto in zona Faustina, con un nuovo pozzo a doppia colonna. Per l'uso quotidiano l'acqua di rete è un'alternativa valida a quella in bottiglia. L'etichetta di SAL descrive l'acqua della rete, non quella che scorre nei tubi del tuo palazzo. Tubazioni vecchie, autoclavi e serbatoi possono modificarla lungo l'ultimo tratto, e se le macchie compaiono solo in casa la causa può essere proprio l'impianto interno.
Se vuoi sapere com'è l'acqua al tuo rubinetto, concentrati sui parametri che qui contano di più: nitrati, ferro, manganese e durezza, e i PFAS se le notizie del territorio ti preoccupano. Il kit di analisi dell'acqua del rubinetto ti arriva in 24-48 ore: fai il prelievo a casa, rispedisci il campione e in 5-7 giorni ricevi il rapporto di prova di un laboratorio qualificato. Per scegliere i parametri giusti puoi confrontare i kit e pacchetti di analisi.