Da dove arriva e com'è l'acqua di Mantova
Chi vive a Mantova ha acqua tutto intorno, tra i laghi e il Mincio, ed è naturale chiedersi se quella del rubinetto venga da lì. Non è così: secondo il Comune la rete cittadina è alimentata dalla falda acquifera, attraverso i campi pozzi di Borgo Pompilio e di Villanova Maiardina. Per la geologia del territorio, l'acqua sotterranea di questa zona contiene per natura ferro, manganese e ammoniaca, che vengono rimossi in impianti di potabilizzazione a tecnologia biologica. Prima della distribuzione l'acqua viene poi disinfettata con biossido di cloro, che ne mantiene la qualità lungo la rete.
Le notizie che preoccupano di più riguardano l'arsenico e i PFAS. Sull'arsenico il Comune chiarisce che è di origine naturale, rilasciato da torbe e argille del sottosuolo, e che l'acqua di tutti gli acquedotti pubblici della provincia rispetta il limite di 10 µg/L grazie alla scelta delle fonti e agli impianti di trattamento: il problema riguarda i pozzi privati, non la rete pubblica. Nella scheda di Mantova il gestore riporta 2,57 µg/L. Sui PFAS, nel gennaio 2025 AqA ha comunicato di aver analizzato nel 2024, sull'intero territorio servito, 231 campioni, 123 di acqua potabile e 108 delle falde, senza rilevarli in nessuno; il gestore lo attribuisce alla profondità delle falde, protette da strati superficiali impermeabili.
Nella vita di tutti i giorni i dubbi più comuni sono il calcare e il sapore. Il gestore indica una durezza di circa 20 °F, dentro l'intervallo consigliato di 15-50 °F: il calcare si vede, ma resta moderato, e di solito bastano decalcificazioni periodiche di bollitori, macchine del caffè e rompigetto. Per capire cosa significano i gradi francesi nel tuo caso puoi usare il calcolatore della durezza dell'acqua. Il leggero sentore di disinfettante che a volte si avverte aprendo il rubinetto dipende dal biossido di cloro e non indica un problema: lasciando l'acqua in una caraffa aperta in frigorifero tende ad attenuarsi.
C'è però un limite che nessun dato di rete può superare: il gestore risponde della qualità fino al contatore, non fino al tuo bicchiere. Tubazioni interne, serbatoi e autoclavi possono modificare l'acqua che esce dal rubinetto di casa. Negli edifici più vecchi, soprattutto con tratti di tubazioni metalliche datate, conviene far scorrere l'acqua per qualche istante dopo molte ore di inutilizzo, e chi prepara il biberon per un neonato ha un motivo in più per voler conoscere l'acqua del proprio impianto. Per verificarlo serve un'analisi al punto d'uso: ordini il kit di autoprelievo, arriva in 24-48 ore, prelevi il campione a casa e lo rispedisci al laboratorio qualificato, che invia il rapporto di prova in 5-7 giorni. Parametri e modalità sono descritti nella pagina sull'analisi dell'acqua del rubinetto.