Da dove arriva e com'è l'acqua di Asti
Chi apre il rubinetto ad Asti si pone di solito tre domande: si può bere, perché lascia tanto calcare, può mancare durante la siccità? Sulla prima la risposta passa per due controlli separati. Asp S.p.A. esegue i propri autocontrolli sulla rete fino al contatore, mentre l'ASL AT, come autorità sanitaria, preleva campioni in modo indipendente. È lo schema che il D.Lgs. 18/2023 prevede per tutte le acque destinate al consumo umano: due verifiche distinte sulla stessa acqua.
Sapere da dove arriva l'acqua aiuta a capirne il carattere. Non è acqua di fiume ma di falda, pescata in profondità dai tredici pozzi del campo pozzi di Bonoma, nel territorio di Cantarana, e trattata in un impianto prima di partire verso la città. Nel 2024 la Provincia di Asti ha rinnovato ad Asp, per trent'anni, la concessione di tre pozzi di Cantarana a uso idropotabile, con un atto pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.
Sul timore di restare a secco, Asp ha spiegato che le falde profonde di Cantarana hanno risentito poco della scarsità di piogge e che la disponibilità di acqua potabile in città non era a rischio. A questo si aggiunge l'interconnessione con l'acquedotto del Monferrato, attiva dal 2012, che offre ad Asti una seconda fonte nel caso in cui una delle due alimentazioni abbia problemi.
Il fastidio più concreto resta il calcare su rubinetti, bollitori e lavatrici. La durezza non ha effetti sulla salute, ma decide quanto in fretta si incrostano gli elettrodomestici e come impostare un eventuale addolcitore. Il riferimento sono i dati di qualità pubblicati da Asp, che possono cambiare nel tempo e da zona a zona: conviene guardare il più recente e, se serve, chiedere al gestore quello del proprio quartiere. Con il valore in mano, il calcolatore della durezza dell'acqua aiuta a tradurlo in impostazioni pratiche.
Resta un limite che vale ovunque: i controlli di Asp e dell'ASL si fermano al contatore. Da lì in poi l'acqua attraversa tubazioni interne, autoclavi e serbatoi condominiali, che nei palazzi datati del centro storico possono modificarne alcuni parametri, ad esempio i metalli dopo lunghe soste. Nelle frazioni collinari chi usa un pozzo privato o una cisterna è del tutto fuori dalla rete controllata. Se in casa ci sono neonati o si hanno dubbi sull'impianto, la verifica più diretta è un'analisi al punto d'uso: ordini il kit di autoprelievo, arriva in 24-48 ore, prelevi l'acqua dal tuo rubinetto e la rispedisci al laboratorio qualificato, che invia il rapporto di prova in 5-7 giorni. Come funziona è spiegato nella pagina sull'analisi dell'acqua del rubinetto.