Da dove arriva e com'è l'acqua di Novara
Chi apre il rubinetto a Novara di solito si chiede due cose: se l'acqua si può bere e perché a volte lascia aloni di calcare o sa di cloro. Conviene partire dall'origine. Qui l'acqua non arriva da sorgenti di montagna, ma da pozzi che pescano nelle falde della pianura, alcuni dentro la città. Un atto della Regione Piemonte del 2011 definisce l'area di salvaguardia del pozzo P57 di via Poerio, realizzato nel 1988 e profondo 141 metri; un atto del 2021 fa lo stesso per due pozzi di viale Volta, profondi 110 e circa 52 metri. L'area di salvaguardia è la zona attorno al pozzo in cui le attività sono limitate per proteggere l'acqua. Prima di entrare in rete, quando serve, l'acqua viene filtrata e disinfettata.
Sui controlli, un'interrogazione al Consiglio comunale riporta quanto dichiarato dal gestore sul proprio sito: circa 50.000 controlli l'anno su un migliaio di punti di prelievo. I risultati sono pubblicati come valori medi per comune, accanto ai limiti di legge e ai parametri delle principali acque minerali, così puoi confrontare l'acqua di rete con quella in bottiglia. Anche per la durezza il dato aggiornato è nella scheda di Novara sul sito del gestore. Un'acqua dura non è un problema per la salute, ma deposita più calcare su caldaie, bollitori e lavatrici: per capire cosa comporta in casa puoi usare il calcolatore della durezza dell'acqua.
Sui PFAS il numero più citato viene da un'interrogazione consiliare che richiama la campagna di Greenpeace sull'acqua potabile: per Novara riporta 372,6 nanogrammi per litro di TFA, un PFAS a catena ultracorta, indicandolo tra i valori più alti rilevati in Italia. È un dato raccolto da un'associazione ambientalista, non dal monitoraggio ufficiale, e va letto con questa cautela. Dal 2023 Acqua Novara.VCO ha avviato un programma di controlli su acqua potabile, depuratori e scarichi industriali, e a Novara ha sperimentato un impianto pilota per rimuovere i PFAS dalle acque reflue.
Ci sono poi le segnalazioni di quartiere. Intorno al 2019 alcuni residenti di Lumellogno e Pernate hanno lamentato un forte odore di cloro e, in qualche caso, acqua più gialla e calcarea del solito; il gestore ha risposto di aver ricevuto poche segnalazioni al numero verde e di aver riscontrato, con verifiche mirate, la conformità agli standard di legge. Episodi come questo ricordano che l'acqua del tuo rubinetto può essere diversa da quella misurata in rete: tubature interne datate, autoclavi condominiali o serbatoi possono cambiarne odore, colore e composizione.
Se vuoi un dato riferito alla tua abitazione, per esempio perché in casa c'è un neonato o l'impianto è vecchio, puoi richiedere un'analisi dell'acqua del rubinetto con il kit di autoprelievo: lo ordini, arriva in 24-48 ore, prelevi il campione a casa e lo rispedisci al laboratorio qualificato, che ti invia il rapporto di prova in 5-7 giorni.