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Cos'è lo shock termico?

6 min di lettura · aggiornato il 3 maggio 2026

Risposta breve

Procedura di disinfezione che porta l'acqua a oltre 70 gradi per almeno 30 minuti su tutti i punti d'uso. Richiede protocollo, DPI e analisi di verifica.

Lo shock termico è una delle bonifiche più diffuse contro la Legionella perché non lascia residui chimici e non altera la potabilità a regime. Allo stesso tempo è una procedura tecnicamente impegnativa: una sola doccia non raggiunta dalla temperatura compromette l'intero intervento. Le Linee Guida 2015 lo classificano come bonifica curativa o preventiva, da pianificare in modo rigoroso e da verificare sempre con un controllo analitico post-trattamento.

Cosa succede tecnicamente durante lo shock

L'impianto idrico viene portato in modalità sanitizzante: la centrale termica innalza la temperatura del bollitore e del ricircolo a 70-80 gradi e ogni rubinetto di acqua calda della struttura viene aperto in sequenza fino a registrare almeno 60 gradi al punto d'uso, mantenuti per 30 minuti. La Legionella è un batterio mesofilo: viene inattivato in pochi minuti sopra i 60 gradi, mentre tra 25 e 50 gradi prolifera attivamente.

Procedura operativa standard

  1. Avviso a ospiti e personale: cartellonistica e blocco di camere e zone interessate
  2. Aumento del setpoint del bollitore a 70-80 gradi e verifica con termometro tarato
  3. Apertura sistematica di ogni miscelatore di acqua calda partendo dai punti più distali
  4. Misurazione e registrazione della temperatura raggiunta a ciascun punto
  5. Mantenimento di 60 gradi al punto per almeno 30 minuti (o 65 gradi per 10 minuti)
  6. Smontaggio e pulizia di soffioni doccia, frangigetto e diffusori
  7. Risciacquo finale, ripristino setpoint operativo e verifica analitica entro 7-15 giorni

Tabella temperature e tempi efficaci

Temperatura al puntoTempo di mantenimentoEffetto
55 gradi5-6 oreInsufficiente per shock
60 gradi32 minutiRiduzione 90 percento
65 gradi2 minutiRiduzione 90 percento
70 gradiPochi secondiInattivazione rapida
80 gradiIstantaneoInattivazione completa

Rischio scottature

L'acqua a 70 gradi provoca ustioni di terzo grado in meno di un secondo. Lo shock termico richiede DPI (guanti termici, occhiali), blocco delle utenze, presidio degli accessi e personale formato. Mai eseguire in presenza di ospiti.

Limiti dello shock termico

Lo shock non risolve i problemi strutturali: rami morti, biofilm consolidato, materiali scadenti, bollitori sottodimensionati. La sua efficacia è temporanea (settimane o pochi mesi) se l'impianto torna a operare in condizioni favorevoli alla proliferazione. Per questo le Linee Guida raccomandano di abbinare lo shock a interventi correttivi: rimozione rami morti, sostituzione miscelatori difettosi, isolamento delle linee fredde, ottimizzazione del ricircolo.

Alternative e combinazioni

  • Iperclorazione shock: 20-50 mg/L di cloro libero per 1-2 ore, seguita da risciacquo
  • Biossido di cloro in continuo: dosaggio 0,3-0,5 mg/L stabile sulla rete
  • Monoclorammina: stabile in reti complesse, particolarmente efficace contro biofilm
  • Argento e rame ionizzazione: integrativo, da gestire in piscine e SPA
  • Disinfezione UV puntuale: utile su linee dedicate, non sostituisce la bonifica termica

Confronto fra metodologie di bonifica

MetodoCosto indicativoPersistenzaNote
Shock termico800-5.000 euroSettimane-mesiNessun residuo chimico
Iperclorazione500-3.000 euroSettimaneRisciacquo prolungato
Biossido di cloro continuo5.000-15.000 euroContinuaInstallazione fissa
Monoclorammina8.000-20.000 euroContinuaEfficace su biofilm
UV puntuale1.500-5.000 euroContinua sul puntoSolo linee dedicate

Combinare bonifica e correzioni strutturali

Una bonifica chimica o termica senza correzione dei problemi impiantistici di base si traduce in ricontaminazioni cicliche. Investire in rimozione rami morti, isolamento linee fredde e miscelatori termostatici è spesso più efficace di shock ripetuti.

Pianificazione e tempistica

La finestra operativa per uno shock termico in un hotel medio è tipicamente di 6-10 ore lavorative, eseguito di notte o in giornata di chiusura. Per strutture stagionali si pianifica nelle 2-3 settimane precedenti l'apertura. Le RSA e gli ospedali pianificano lo shock in coordinamento con la direzione sanitaria, spesso per piani o reparti, per garantire la continuità dei servizi essenziali. Il personale deve essere addestrato e dotato di check-list di verifica per ciascun punto.

Verifica analitica obbligatoria

La bonifica non è chiusa finché un'analisi accreditata non documenta l'esito. Il prelievo va effettuato 7-15 giorni dopo lo shock, sui punti precedentemente non conformi più alcuni punti rappresentativi. Se la concentrazione resta sopra 1.000 UFC/L, la bonifica deve essere ripetuta o cambiata. 123Acqua emette un referto specifico post-bonifica che indica il confronto con i valori pre-intervento e fornisce la documentazione richiesta dal registro autocontrollo.

In sintesi

  • 60 gradi per 30 minuti al punto d'uso è il target operativo standard
  • Procedura impegnativa: richiede DPI, blocco utenze e personale formato
  • Rischio scottature severe: mai eseguire con ospiti presenti
  • Efficace solo se abbinato a interventi strutturali sull'impianto
  • Sempre verificare con analisi accreditata post-bonifica entro 7-15 giorni
  • Costi tipici 800-5.000 euro a shock contro 5.000-20.000 per disinfezione in continuo
  • Tempistica operativa 6-10 ore, pianificare di notte o in chiusura

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