Da dove arriva e com'è l'acqua di Arezzo
Arezzo non beve acqua di sorgente di montagna. La quota principale arriva da un grande lago artificiale sul Tevere, l'invaso di Montedoglio, in Valtiberina. Il servizio è affidato a Nuove Acque, gestore dell'ambito Alto Valdarno, che ha in carico captazione, trattamento e distribuzione fino al contatore; ai suoi controlli interni si aggiungono quelli esterni delle autorità sanitarie.
Un'acqua superficiale, a differenza di una sorgente protetta, non può essere distribuita senza un trattamento completo. Per questo il vero snodo della qualità aretina è il potabilizzatore di Poggio Cuculo, alle porte della città, dove l'acqua grezza dell'invaso viene resa conforme ai requisiti dell'acqua destinata al consumo umano prima di alimentare il capoluogo e alcune zone limitrofe.
Il tema che ha fatto più discutere sono i PFAS. Nei primi mesi del 2025 una campagna di Greenpeace aveva attribuito a un campione prelevato in città una concentrazione elevata. Nuove Acque ha contestato quel risultato e, in una conferenza con il Comune, ha presentato gli esiti di prelievi straordinari sull'acqua dell'invaso e su quella in ingresso all'impianto: PFAS non rilevabili, come nei controlli degli anni precedenti. Legambiente Arezzo ha definito buona l'acqua del rubinetto, chiedendo cautela e affidandosi alle verifiche di ASL e ARPAT. Va ricordato che le due versioni provengono dalle parti coinvolte.
Alcuni dati vanno cercati alla fonte. Per il calcare non risultano valori medi di durezza verificabili pubblicati per la rete cittadina: il riferimento sono i canali ufficiali di Nuove Acque o la bolletta. Chi percepisce un odore di cloro può lasciare l'acqua qualche minuto in una caraffa aperta in frigorifero prima di berla, mentre per il latte in polvere dei neonati la scelta dell'acqua va concordata con il pediatra. Vale poi una regola generale: la qualità misurata in rete non coincide sempre con quella del rubinetto di casa, perché tubature datate, autoclavi e serbatoi condominiali possono modificarla.
Se vuoi una risposta sul tuo punto d'uso, che il dubbio riguardi i PFAS, la durezza o le vecchie tubazioni, il kit di autoprelievo arriva a casa in 24-48 ore: prelevi il campione seguendo le istruzioni, lo rispedisci e il laboratorio qualificato ti invia il rapporto di prova in 5-7 giorni. Confronta i parametri inclusi nei diversi kit e pacchetti di analisi e scegli quello adatto alla tua situazione.