Da dove arriva e com'è l'acqua di Pisa
Chi si trasferisce a Pisa guarda il fiume e si chiede se è quella l'acqua che esce dal rubinetto. Non lo è. La città beve soprattutto da pozzi nel subalveo del Serchio, nella zona di Filettole e Sant'Alessio, a nord verso Lucca. Prima di arrivare ai pozzi l'acqua attraversa strati di ghiaia, e sopra la falda ci sono livelli argillosi: due condizioni che la proteggono dal punto di vista microbiologico.
Acque S.p.A. dichiara oltre 10.000 analisi l'anno e una conformità dell'acqua potabile prossima al 100%. Per il singolo cittadino lo strumento più utile è la consultazione per indirizzo sul sito del gestore: restituisce le caratteristiche chimico-fisiche medie dell'acqua erogata nella tua zona, ed è il modo più diretto per sapere quanta durezza e quanti sali aspettarti in casa.
C'è poi un tema meno visibile. Un documento del Comune di Vecchiano ricorda che il campo pozzi di Filettole, da cui dipende anche Livorno, sfrutta una falda alimentata dal fiume e quindi vulnerabile; in passato i prelievi sono stati messi in relazione con cedimenti del terreno e lesioni agli edifici nelle frazioni vicine. La tutela di questo acquifero resta una questione aperta per l'approvvigionamento della città.
Sui PFAS, Pisa è rientrata nella campagna nazionale di Greenpeace, con prelievi a settembre 2024 e risultati diffusi a gennaio 2025. Acque S.p.A. ha replicato che l'acqua del Basso Valdarno rispetta le norme e che nella grande maggioranza dei punti monitorati le concentrazioni restano sotto il limite di quantificazione strumentale. È la posizione del gestore, non un confronto indipendente sui singoli campioni.
Dove serve davvero attenzione è dentro gli edifici. Nei palazzi storici del centro le tubazioni datate possono rilasciare metalli, mentre autoclavi e serbatoi condominiali hanno bisogno di manutenzione. La rete pubblica è controllata fino al contatore: quello che succede dopo lo scopri solo analizzando il tuo rubinetto. Con un kit per l'analisi dell'acqua del rubinetto prelevi il campione a casa, lo spedisci al laboratorio qualificato e in 5-7 giorni ricevi il rapporto di prova, utile per verificare soprattutto metalli e parametri microbiologici.