Cromatografia ionica
La cromatografia ionica (IC) è il metodo con cui la maggior parte dei laboratori misura gli anioni dell’acqua potabile: nitrati, nitriti, cloruri, solfati e fluoruri, e con configurazioni dedicate i sottoprodotti della disinfezione come bromato, clorito e clorato. Il vantaggio è misurarli tutti insieme, in un’unica analisi, con limiti di quantificazione molto al di sotto dei valori del D.Lgs. 18/2023.
Principio in breve: Il campione attraversa una colonna a scambio ionico che trattiene gli ioni con forza diversa, separandoli nel tempo; all’uscita un rivelatore di conducibilità misura ciascun ione, dopo che un soppressore ha abbassato la conducibilità di fondo dell’eluente.
LOQ tipico
circa 0,05-0,1 mg/L per gli anioni principali; pochi µg/L per il bromato
Range tipico
da qualche centesimo di mg/L a centinaia di mg/L, secondo l’analita e la diluizione
Norma principale
UNI EN ISO 10304-1 (anioni disciolti: fluoruri, cloruri, nitriti, nitrati, solfati e altri)
Parametri target
Come funziona
Una piccola quantità di campione viene iniettata in un flusso di eluente, una soluzione acquosa che spinge gli ioni attraverso una colonna riempita di resina a scambio ionico. Ogni ione interagisce con la resina in modo diverso: il fluoruro esce per primo, poi cloruro, nitrito, nitrato e solfato, ciascuno a un tempo caratteristico.
All’uscita della colonna un soppressore trasforma l’eluente in un liquido poco conduttivo, così che il rivelatore di conducibilità veda quasi solo gli ioni del campione. Il risultato è un cromatogramma: una serie di picchi, uno per ione, la cui area è proporzionale alla concentrazione.
Per i cationi (sodio, potassio, calcio, magnesio, ammonio) si usa una colonna diversa, a scambio cationico, con lo stesso principio.
Cosa serve dal campione
Per un’acqua potabile basta un flacone pulito e una filtrazione a 0,45 µm in laboratorio. Nitriti e nitrati possono trasformarsi l’uno nell’altro se il campione resta a lungo a temperatura ambiente: per questo il campione va conservato al fresco e consegnato in tempi brevi, come indicato nelle istruzioni del kit.
Per bromato, clorito e clorato, che interessano soprattutto le acque disinfettate con ozono, biossido di cloro o ipoclorito, il laboratorio può fornire un contenitore dedicato con un conservante.
Taratura e controllo qualità
Il laboratorio costruisce una retta di taratura con soluzioni a concentrazione nota, prepara campioni di controllo a ogni sequenza di analisi e verifica che i tempi di uscita dei picchi restino stabili. La partecipazione a prove valutative tra laboratori permette di confrontare i propri risultati con quelli di altri laboratori sugli stessi campioni.
Come leggere il risultato sul referto
Un valore preceduto dal segno “<”, ad esempio “nitriti < 0,05 mg/L”, significa che la concentrazione è sotto il limite di quantificazione del metodo: il parametro non è stato trovato in quantità misurabile, ed è un risultato conforme.
Per i nitrati il confronto è con 50 mg/L. Valori stabilmente sopra qualche decina di mg/L in un pozzo indicano l’influenza di concimazioni, allevamenti o scarichi e meritano un controllo nel tempo, soprattutto se l’acqua serve a preparare il latte per i lattanti. Cloruri e solfati sono parametri indicatori: un superamento non è di per sé un rischio sanitario immediato, ma segnala un cambiamento dell’acqua da capire.
Quando si usa e quando no
La cromatografia ionica è il metodo abituale per il pannello anioni dell’acqua potabile, per i pozzi in zone agricole (nitrati) o con fluoruri di origine geologica, e per il controllo dei sottoprodotti della disinfezione negli impianti che usano ozono, biossido di cloro o ipoclorito.
Non è il metodo giusto per metalli come piombo, arsenico o ferro, che si misurano con ICP-MS, né per pesticidi, solventi o PFAS, che richiedono la cromatografia accoppiata alla spettrometria di massa. Per una verifica rapida sul posto esistono strisce o elettrodi per i nitrati, utili come orientamento ma non come misura di conformità.
Parametri, LOQ e limiti di legge
| Parametro | LOQ tipico | Limite di legge |
|---|---|---|
| Nitrati (NO₃⁻) | circa 0,1 mg/L | 50 mg/L (D.Lgs. 18/2023) |
| Nitriti (NO₂⁻) | circa 0,05 mg/L | 0,50 mg/L al rubinetto; 0,10 mg/L all’uscita degli impianti di trattamento |
| Fluoruri (F⁻) | circa 0,05 mg/L | 1,5 mg/L |
| Cloruri (Cl⁻) | circa 0,1 mg/L | 250 mg/L (parametro indicatore) |
| Solfati (SO₄²⁻) | circa 0,2 mg/L | 250 mg/L (parametro indicatore) |
| Bromato (BrO₃⁻) | pochi µg/L | 10 µg/L |
Vantaggi
- Più anioni in un’unica analisi, dallo stesso campione
- Limiti di quantificazione ampiamente sotto i valori di legge
- Poche interferenze rispetto ai metodi colorimetrici per singolo parametro
- Preparazione del campione semplice per le acque potabili
Limiti
- Non misura metalli né composti organici
- Il bromato a basse concentrazioni richiede configurazioni dedicate (ad esempio rivelazione dopo reazione post-colonna o accoppiamento con la spettrometria di massa)
- Acque molto saline o cariche di sostanza organica vanno diluite o pretrattate
Norme di riferimento
- UNI EN ISO 10304-1 (anioni disciolti: fluoruri, cloruri, nitriti, nitrati, solfati e altri)
- UNI EN ISO 10304-4 (clorato, clorito e altri anioni in tracce)
- UNI EN ISO 15061 (bromato nelle acque)
- UNI EN ISO 14911 (cationi)
- EPA 300.0 e 300.1 (metodi statunitensi per anioni e sottoprodotti della disinfezione)
Per approfondire
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-10-20